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PRIMO AMORE

Criticatissimo al limite del disprezzo in Germania, l'unico titolo italiano in concorso al 54mo Festival di Berlino

18 febbraio 2004




Noi vi consigliamo di vedere…
PRIMO AMORE
di Matteo Garrone

Vittorio è un uomo inquieto, profondamente turbato. Riesce a stabilire un rapporto affettivo con una donna solo se questa rientra perfettamente in quelli che sono i suoi ideali estetici, vale a dire, l'estrema magrezza. Sonia è, invece, una ragazza impegnata nel sociale, contenta e consapevole del ruolo che occupa all'interno della società. Eppure, nonostante ciò, si sente irresistibilmente attratta dal lato oscuro di Vittorio. La loro fortissma attrazione reciproca li porterà lentamente verso il baratro…
All'attivo due David di Donatello e il favore unanime di pubblico e critica, in Italia e in Francia. Per nulla impressionato dal successo del suo L'imbalsamatore, Garrone non concede nulla al grande pubblico e continua a percorrere un'idea di cnema 'duro e puro', con questo film che è l'unico titolo italiano in concorso al 54mo Festival di Berlino.

Distribuzione Fandango
Durata 118'
Regia Matteo Garrone
Con Vitaliano Trevisan, Michela Cescon
Genere Drammatico

La critica
Pioggia di critiche dalla stampa tedesca al film di Matteo Garrone Primo amore, presentato al Festival di Berlino e in principio molto apprezzato dal pubblico in sala. Alla resa dei conti invece la stampa affossa il film italiano e accusa il direttore del festival, Dieter Kosslick, di miopia artistica.
In particolare il quotidiano berlinese "Tagesspiegel", sceglie la parola italiana Basta per titolare un commento impietoso del film: "Tutti amano e lodano Kosslick, ma questo "Primo amore" è stato un amore cieco. E come contributo in concorso alla Berlinale un autentico autogol. Per amore del festival e del suo direttore vogliamo dimenticarlo al più presto".
Stessa litania anche dal quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", secondo il quale "non c'è niente da salvare in questa pellicola, che non riesce mai a trasmettere nemmeno un'ombra di plausibilità".
Ma il colpo di grazia arriva dal critico di "Der Spiegel", che sul sito online del settimanale ricorda come durante la proiezione del film molti critici nel buio della sala hanno gridato "è una perdita di tempo".

La risposta di Matteo Garrone alle dure critiche dei quotidiani tedeschi
Sinceramente un po' me lo aspettavo, è un film estramamente duro, per certi versi scomodo anche ideologicamente. Si può fraintendere, si può rischiare di vedere la donna solo come una vittima della manipolazione e avere di conseguenza un giudizio negativo su tutto il progetto. Non mi preoccupo molto, so che questo è un film che divide. Uno dei film a cui ho pensato, non tanto prima, ma piuttosto dopo rivedendolo, è 'Marta' di Fassbinder che ha molti elementi in comune a questo film, fatta la debita distanza. Anche Fassbinder era molto criticato in Germania, evidentemente esistono nervi scoperti in quel paese che nel momento in cui li tocchi provochi reazioni forti.

Orso d'Argento per le migliori musiche alla 'Banda Osiris' al 54mo Festival di Berlino (2004)

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18 febbraio 2004
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