Prorogata fino all'8 dicembre la mostra sui 10 anni di scavi archeologici a Salemi

07 novembre 2005

Lo straordinario successo di pubblico registrato in poco più di un mese di apertura al pubblico, ha suggerito all'amministrazione comunale di prorogare fino all'otto dicembre 2005 la mostra dal titolo ''10 anni di scavi archeologi nel territorio di Salemi: 1995-2005'', inaugurata lo scorso 29 settembre al Museo dell'Arte Sacra nell'ex Collegio dei Gesuiti.
In poco più di un mese di apertura al pubblico sono state rilevate - così come risulta dall'apposito registro - 5000 visitatori provenienti da ogni parte della Sicilia, e di questi circa 500 arrivati da altre regioni d'Italia.

''Il nostro scopo - spiega l'assessore ai Beni Culturali Salvatore Grillo - era quello di portare visitatori in città. I numeri ci confermano che abbiamo fatto un buon lavoro''.
Il sindaco Biagio Mastrantoni: ''Salemi è ormai tappa obbligata dei percorsi archeologici siciliani. Mostre come queste suscitano un interesse culturale per un target di turisti medio-alto e ci consentono di promuovere ciò che conservano, dal punto di vista artistico, le nostre chiese, i palazzi, i vicoli''. 

La mostra è visitabile tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 9.30 alle 13.00  e dalle 16.00 alle 19.00. E' stata allestita dal Comune di Salemi in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani e l'assessorato regionale ai Beni Culturali..

E' la prima volta che si rende fruibile ai visitatori uno straordinario repertorio di oggetti rinvenuti nel corso delle diverse campagne di scavi. Testimoniano le origini antichissime di Salemi e allo stesso tempo confermano come il sottosuolo nasconde ancora parecchi tesori . La mostra è un anello della catena che si è sviluppata negli ultimi anni con una serie di manifestazioni comprendenti mostre, convegni e visite guidate dedicate ai Beni Culturali della città.
La direzione scientifica è della Soprintendenza ai Beni Culturali. La mostra è stata allestita secondo un percorso cronologico e per agevolare la fruizione dei visitatori sono stati collocati dei pannelli esplicativi con i risultati delle recenti scoperte.
I diversi contesti archeologici in mostra, esemplificati da una selezione di reperti provenienti dagli scavi più recenti, condotti a Salemi e nel suo hinterland, contribuiscono a chiarire il quadro evolutivo di questa zona del Belice, sin dalla Preistoria luogo di contatti e scambi tra etnie e culture diverse. L'esposizione percorre le varie fasi di sviluppo della cultura materiale e di quella insediativa nei siti più rilevanti del territorio.

La  mostra espone dunque i reperti archeologici più significativi ritrovati durante le campagne di scavo effettuate negli ultimi dieci anni nei siti di Mokarta, Monte Polizo e all'interno del castello normanno-svevo da un consorzio di Università straniere composto dalla Goteborg University (Svezia), Oslo University (Norvegia), Stanford University (U.S.A.) e Northen Illinois University (U.S.A.), oltre che dalla Soprintendenza ai beni Culturali di Trapani.
 I risultati preliminari hanno messo in luce nella collina di Mokarta,  su una estensione di 30.000 mq., i resti di un villaggio «capannicolo» formato da basi di capanne circolari con ingresso a tenaglia risalente al XII-IX sec. a.C. Le indagini effettuate hanno appurato che il villaggio è stato distrutto violentemente a causa di una incursione esterna, costringendo gli abitanti a fuggire repentinamente come attestano le numerose suppellettili lasciate in situ a seguito del frettoloso abbandono, tanto da suggerire la suggestiva denominazione di ''Pompei della preistoria''.
Le indagini effettuate a Monte Polizo hanno messo in evidenza un insediamento di vasta estensione (20 ettari) risalente all'VIII-IV sec. a.C. di origine Elima. Sono state messe in luce strutture murarie e rinvenuti diversi oggetti di valore storico-artistico di notevole interesse.

Le indagini svolte nel centro storico di Salemi hanno evidenziato l'antropizzazione della collina su cui sorge l'attuale Salemi sin dal VI sec. a.C.
Fra i reperti più importanti sono da annoverare: un orecchino d'oro tortile con testa di leone risalente alla seconda metà del IV sec. a.C. da modello tarantino, una capeduncola con ansa antropomorfa, di natura prettamente rituale da attribuire alla facies elima del VII sec. a.C., una piccola stele votiva in arenaria da attribuire alla tipologia delle stele puniche, un chernos a sette bocche della fase finale dell'età del bronzo, oltre ad una lunghissima serie di oggetti che saranno messi in esposizione su un percorso e su un allestimento scientifico curato dalla Soprintendenza di Trapani.

Comune di Salemi

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07 novembre 2005

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