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Qualcosa di legale... per tutti

Tra sabato 26 e domenica 27 marzo torna l'ora legale: lancette degli orologi un'ora in avanti

26 marzo 2011

Durante il periodo di ora legale, che partirà nella notte tra sabato 26 e domenica 27 marzo, con lo spostamento delle lancette degli orologi un'ora in avanti (dalle 2 alle 3), Terna S.p.a. (la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione) prevede, nei prossimi 7 mesi, un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 646,4 milioni di kilowattora (644 milioni di kWh il minor consumo del 2010). Si tratta di una quantità di energia corrispondente alla metà dei consumi domestici annui del Friuli Venezia Giulia. In termini di costi, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 13,5 centesimi di euro al netto delle imposte, la stima del risparmio economico relativo all'ora legale per il 2011 è pari a oltre 85 milioni di euro.
Il minor consumo di energia si apprezza anche nella riduzione di Co2 non immessa nell'atmosfera per un valore stimato di oltre 300 mila tonnellate. Dal 2004 al 2010 l'Italia ha risparmiato complessivamente oltre 4,3 miliardi di kilowattora, corrispondenti a circa 585 milioni di euro di minor costo ed è stata evitata l'immissione in atmosfera di 2,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica.
Nel periodo primavera-estate, il mese che segna il maggior risparmio energetico stimato è Aprile, con 149,8 milioni di kilowattora (pari al 23,2% del totale). In autunno, invece, il primato va al mese di Ottobre con 184,9 milioni di kilowattora risparmiati. Ciò è dovuto al fatto che Aprile ha giornate più "corte" in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell'intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un'ora, quindi, si ritarda l'utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento.
Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, invece, poichè le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l'effetto 'ritardo' nell'accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Va inoltre ricordato che la maggiore richiesta di energia elettrica nei mesi estivi più caldi è dovuta all'utilizzo dei condizionatori d'aria, ed è quindi indipendente dall'ora legale, poichè legata esclusivamente a fattori climatici e di temperatura e non al maggior numero di ore di luce naturale .

Una curiosità...

L'ora legale 'scombussola' i bambini - Finesettimana turbolento in vista per i genitori: con l'arrivo dell'ora legale, dovranno fare i conti non solo con un'ora di sonno in meno, ma anche con sonnolenza, malumori e irritabilità di circa 250 mila bambini italiani. Colpa delle lancette dell'orologio, che nella notte tra sabato e domenica andranno spostate in avanti. Una piccola novità che rischia di turbare il riposo soprattutto dei più piccini, spiega all'Adnkronos Salute il pediatra di Milano Italo Farnetani. Infatti per i bimbi, "abitudinari come nessuno", il nuovo orario "avrà l'effetto di un viaggio da Milano a Londra, con tutti i disturbi legati al jet lag. Ma anche gli adulti avranno dei problemi: in pratica l'orologio biologico di 60 milioni di italiani risulterà 'sballato'". "Un inutile stress che però - garantisce l'esperto - si assorbirà in circa una settimana. Ma in realtà si potrebbe facilmente evitare, adottando l'ora legale per tutto l'anno. In questo modo - suggerisce infatti il pediatra - avremmo un'ora di luce in più nelle giornate invernali, preziosa in particolare per i bambini che potrebbero trascorrere un po' più di tempo all'aperto". "E' inutile avere la luce quando ci si sveglia: per un po' infatti il nostro cervello è ancora in una fase di ripresa. Meglio poter contare su un'ora in più al pomeriggio, quando si è alle prese con lo sport o i compiti".
Il problema vero, comunque, arriverà domenica sera, al momento della nanna. Meglio premunirsi, consiglia l'esperto, "e sfruttare il bel tempo per portare i piccoli all'aria aperta. Fuori, infatti, fanno esercizio fisico, si distraggono, si stancano. E il sonno arriva più facilmente". Oppure si può programmare un pomeriggio in casa con gli amici: il gioco in gruppo avrà lo stesso effetto. "I nuovi orari - spiega il medico - espongono i piccoli, ma anche un 3% di adulti, al rischio di insonnia notturna e sonnolenza di giorno".
Contro l'effetto ora legale l'errore più diffuso fra le mamme e i papà è "ancora quello di far finta di niente, mandando i bimbi a letto come al solito". Secondo l'esperto, invece, il segreto per fronteggiare al meglio insonnia e disturbi da 'jet lag' è quello di preparare il piccolo per gradi, armati di una sorta di tabella di recupero. "Il bimbo deve riadattare il suo ritmo circadiano al nuovo orario - spiega l'esperto - altrimenti faticherà ad addormentarsi e si sveglierà sempre un'ora prima rispetto al resto della famiglia". Così, se un bambino è abituato ad andare a letto alle 21, "è sbagliatissimo metterlo a dormire all'improvviso alle 20 per via dell'ora legale ", assicura Farnetani. "L'orologio biologico - spiega - finirà per essere ulteriormente sfasato, perché ci sarà troppa luce e mancheranno le condizioni che il bambino solitamente associa all'ora di andare a nanna". Il trucco, invece, consiste nel mandare il piccolo a letto un'ora dopo rispetto alla cifra dell'orologio. "Domenica - puntualizza Farnetani tracciando la tabella di marcia per recuperare il sonno perduto - lo manderemo a dormire alle 22. Ma a partire dal giorno dopo e per tre sere successive, scaleremo di volta in volta 20 minuti dall'orario in cui il piccolo va a letto". Un programma "facile. Il fatto di tornare a scuola e di dover affrontare i soliti impegni e le numerose attività abituali contribuiranno a far arrivare il bimbo la sera stanco e pronto a riposare". Così mercoledì tornerà a riaddormentarsi alle 21 "come se nulla fosse accaduto, evitando cioè che l'ora legale scombussoli troppo il riposo dell'intera famiglia", conclude il pediatra.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Adnkronos Salute]

 

 

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26 marzo 2011
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