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Quando a Termini Imerese si facevano le auto...

C'è tempo fino al 31 dicembre prossimo per cercare un nuovo produttore di auto per lo stabilimento Fiat siciliano

06 ottobre 2012

Il governo ha tempo fino al 31 dicembre prossimo per ricercare, dopo lo stop di Dr, un nuovo produttore auto per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Il capitolo Dr Motor, infatti, sarebbe definitivamente chiuso, quindi sarebbe tramontata del tutto la possilibità che Di Risio possa acquisire lo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Scaduto il termine, dunque, il governo dovrà guardare a settori alternativi.
E' lo scenario emerso dal confronto di ieri al Ministero dello Sviluppo economico con i sindacati che esprimono, su questo, forti perplessità.

Prosegue dunque l'attività di 'scouting' dell'esecutivo che al momento, però, avrebbe in mano - secondo quanto riferito dai sindacati al termine dell'incontro - solo la disponibilità, ma non per un impegno diretto, della Chery, azienda cinese dell'automotive. Una realtà extra europea, quindi, che anche l'esecutivo starebbe 'testando', come conferma anche l'ad di Invitalia, Domenico Arcuri, uscendo dalla riunione al Mise. "Faremo una ricerca per un nuovo produttore auto in tutto il mondo, non solo nell'Unione europea che soffre di un eccesso di capacità produttiva. Ci sono contatti continui in corso ma vogliamo aspettare che le novità siano consolidate prima di fare annunci", dice. Che a Termini Imerese resti la produzione di auto, d'altra parte, soddisferebbe anche i sindacati oltre "a essere l'opzione preferita dal territorio", prosegue Arcuri, che però non nasconde la possibilità che il governo cominci a guardare "a soluzioni alternative all'automotive". "Cerchiamo a gran velocità", ha detto ancora.

La deadline del 31 dicembre prossimo, infatti, è stata individuata dal ministero stesso per non pregiudicare altre opportunità di industrializzazione e dare un'operatività definitiva anche all'insediamento delle altre aziende previste dall'accordo di programma, Lima, Biogen e Newcoop, e di altri ingressi che il governo sta valutando. Anche se questo, condurrebbe inevitabilmente a una sorta di spezzatino, del sito industriale.
Sul tavolo, però, per quel che riguarda il settore automotive, per ora solo l'ipotesi dei cinesi della Chery che avrebbero ribadito solo la disponibilità a supportare l'investimento assieme a un "partner industriale con le gambe solide". La ricerca, dunque, continua, un nuovo round è previsto tra governo e sindacati per metà del prossimo novembre.
Intanto il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, ha firmato ieri il secondo decreto sugli esodati, che salvaguarda 55 mila lavoratori, tra cui circa 600 appartenenti allo stabilimento Fiat di Termini Imerese.

Insomma, l’incontro di ieri non ha portato novità sostanziali se non quella che vuole definitivamente uscita di scena la Dr Motor. Al tavolo ha partecipato, per la Regione siciliana, Salvatore Cianciolo, responsabile della task force lavoro e occupazione della Presidenza. "Abbiamo registrato - ha spiegato Cianciolo - l’impegno del governo ad esitare al più presto l’annunciato decreto per i cosiddetti lavoratori esodati. Il nodo più importante resta però quello della industrializzazione dell’area di Termini Imerese. Insomma, il futuro delle aziende e dei lavoratori dell’indotto Fiat. La Regione ha messo in campo le risorse possibili e ha rispettato tempi e modi dell’intesa siglata più di un anno fa. C’è ancora molto da fare".
Ieri sono stati convocati altri due appuntamenti sempre con i ministeri interessati alla materia: il primo, martedì 9 ottobre, vedrà la Regione siciliana e il ministero del Lavoro impegnati sui termini della cassa integrazione per il 2012 che varrà anche per il 2013; il secondo, giovedì 11 ottobre, sarà dedicato nuovamente ai lavoratori dell’indotto dell’ex Fiat.

"Sullo stabilimento di Termini Imerese da due anni ad ogni incontro sembra di ripartire da zero. Ogni volta si fa un piccolo passo avanti. Noi non molliamo, ma è certo che dopo aver ottenuto le garanzie sui 640 esodati e su un altro anno di cassa integrazione, deve ripartire la mobilitazione per la reindustrializzazione di Termini Imerese, perché in quest’area si ritorni a lavorare". Queste le parole del sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, anche lui ieri presente all’incontro romano. "Dopo il blocco del progetto 'Fabrica Italia' - ha aggiunto - ci saremmo aspettati che il Governo nazionale facesse pressioni sul Lingotto per una moratoria, il congelamento della chiusura della fabbrica di Termini Imerese, che finora è stata trattata come uno stabilimento di serie B. Nell’immaginario di Marchionne - ha concluso il primo cittadino - questo stabilimento è una pratica chiusa, è cancellato. Non è così per i lavoratori che si sentono ancora dipendenti Fiat a tutti gli effetti, almeno fino a quando non si troverà un’ipotesi credibile di reindustrializzazione".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, Lasiciliaweb.it, GdS.it]

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06 ottobre 2012
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