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Quel dito puntato dal Times

La denuncia del quotidiano inglese: "Sicilia: un disastro di spesa da 7.4 miliardi di sterline"

02 novembre 2010

Un articolo pubblicato nei giorni scorsi dal quotidiano inglese Times, dedicato agli sprechi, bacchetta la Sicilia sulla spesa comunitaria nell’Isola. "Sicilia: un disastro di spesa da 7,4 miliardi di sterline", l'equivalente di 8,5 miliardi di euro. Secondo il quotidiano inglese, tra il 2000 e il 2007 la Sicilia ha speso 7,4 miliardi di sterline forniti dalla Ue per finanziare un programma chiamato Agenda 2000 per aiutare l'Isola a riprendere il passo con il resto dell'Italia e dell'Europa: "Ma un rapporto sullo stato di attuazione del progetto ha rivelato che quasi nessuno dei suoi obiettivi è stato raggiunto".

Il Times ha fatto alcuni esempi di fondi Ue non andati a buon fine: 609 milioni di sterline, pari a quasi 700 milioni di euro, spesi per migliorare le risorse idriche, mentre la percentuale delle famiglie con problemi di approvvigionamento dell'acqua è in realtà aumentata. A questo si aggiungono 348 milioni di sterline, pari a quasi 400 milioni di euro, spesi per migliorare la purificazione dell'acqua, mentre la percentuale della popolazione che riceve acqua purificata è aumentata dal 43 a solo il 47 per cento. Il Times cita anche altri 348 milioni di sterline per attirare il turismo fuori stagione: l'aumento nelle presenze è stato dello 0,2%.
Ricordando il recente arresto del sindaco di Capo D'Orlando, nel messinese, Roberto Vincenzo Sindoni, per una truffa da un milione di euro alla Ue (LEGGI), il Times ha affermato che "nonostante questo passato catastrofico" la Sicilia si è qualificata per ricevere altri 5,7 miliardi di sterline dal programma Agenda 2007 che copre il periodo 2007-2013.

"Non si scandalizzi il Times, ma per colmare il divario infrastrutturale che separa la Sicilia dall'Europa servirebbero risorse almeno dieci volte superiori a quelle che ci hanno assegnato. Con i fondi di agenda 2000, sono stati realizzati investimenti per tentare di colmare l'ormai secolare divario con il resto del Paese". Questa l'affermazione del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che ha così replicato all'inchiesta del quotidiano londinese sulla spesa comunitaria in Sicilia. "Servono più risorse che vanno investite nel segno di rigore, efficienza e legalità - ha sottolineato il presidente - e proprio per questo, siamo intervenuti per riformare radicalmente la macchina regionale, tagliando sprechi e riorganizzando l'amministrazione per renderla sempre più in grado di qualificare la spesa, anche quella comunitaria".
Ma per il presidente Lombardo, le risorse comunitarie non sono sufficienti a cambiare lo scenario socio economico della Sicilia: "Per rilanciare la Sicilia e la sua economia è necessaria una fiscalità che aiuti l'insediamento delle imprese. Per noi, la fiscalità di vantaggio è molto più importante dei contributi a fondo perduto, che possono aiutare le imprese a nascere, ma non cambiano il contesto complessivo. Con la fiscalità di vantaggio raggiungeremmo un duplice scopo: attrarre imprenditori nel nostro territorio e arginare il peso della criminalità organizzata che, come raccontano le cronache, punta ad aggredire la capacita' di spesa dell'amministrazione pubblica e ad infiltrarsi nella gestione degli appalti".

L'assessore all'Economia regionale, Gaetano Armao, ha scritto una lettera al Times per fare alcune precisazioni. Armao assicura "che proprio per non commettere gli errori che altri hanno fatto in passato stiamo rimodulando il Po-Fesr 2007-2013, dove ci sono oltre 170 linee d'intervento
che rischierebbero di parcellizzare la spesa"
. Ma se per Lombardo "servirebbero risorse almeno dieci volte superiori a quelle che ci hanno assegnato per colmare il gap tra la Sicilia e l'Europa", il movimento Un'Altra Storia, fondato dall'eurodeputato Rita Borsellino, in un dossier denuncia che la nuova Agenda 2007-2013 sarebbe quasi la fotocopia di quella precedente, "con contributi a pioggia di dubbia efficacia per autocarrozzerie, tipografie e studi professionali".
Anche gli imprenditori sono preoccupati. Secondo la Confederazione nazionale degli artigiani (Cna), "la Sicilia rischia di utilizzare i fondi dell'Ue in mille rivoli senza raggiungere gli obiettivi, com'é successo con Agenda 2000 che ha fallito rispetto alle previsioni di crescita del Pil e dell'occupazione". In tre anni finora la Sicilia ha impegnato il 16 per cento dei 6,5 miliardi di euro disponibili nell'Agenda 2007-2013 e ne ha spesi appena il 6% (410 milioni). "Temiamo che la Regione siciliana spenda i fondi comunitari per coprire i buchi nel bilancio - dice Mario Filippello, ex componente del Comitato di sorveglianza di Agenda 2000 - ci fa tornare in mente i problemi avuti con Agenda 2000. Queste risorse vanno spese per agevolare lo sviluppo delle imprese e dell'occupazione, e non per risolvere i problemi dei lavoratori precari, per rifare le facciate agli ospedali o per andare in soccorso degli Ato (ambiti territoriali ottimali) idrici e di quelli dei rifiuti".
L'assessore Armao però assicura che la spesa sarà razionalizzata e di qualità: "Stiamo rimodulando la programmazione, entro qualche settimana presenteremo il documento all'apposita Commissione Ue".

Ha subito cavalcato l'onda inglese il capogruppo di Forza del Sud, Cateno De Luca: "Il Times non fa altro che confermare quanto abbiamo sostenuto dal 2006 in commissione bilancio all'Ars ed evidenziato da Gianfranco Miccichè durante il suo intervento all'assemblea costituente di Forza del Sud sulla notoria inefficienza del sistema burocratico e della classe politica siciliana in merito all'ingente spesa pubblica sostenuta nell'ultimo ventennio in Sicilia e nel Meridione". "Forza del Sud - ha aggiunto De Luca - rappresenta la novità nel panorama politico perché le legittime rivendicazioni per il Meridione si baseranno sulla preventiva ed improcrastinabile azione di rinnovamento della classe politica e burocratica siciliana cresciuta in maniera elefantiaca grazie all'affermazione spudorata della cultura del 'no' e del 'non si può fare', provocando così - ha concluso De Luca - la perdita di gran parte delle risorse extraregionali e destinandone la rimante parte per accrescere la spesa corrente".

[Informazioni tratte da Ansa, Adnkronos/Ing, €conomiaSicilia.com, La Siciliaweb.it]

- Nei cassetti della Regione un miliardo di fondi Ue di Antonio Fraschilla

 

 

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02 novembre 2010
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