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Quel pasticciaccio brutto di via Volturno… Sul caso dell'acqua potabile "non potabile" di Palermo

Dall'Amap fanno sapere che l'acqua della Città non è potabile, scatta il panico ma poi arriva la rassicurazione del sindaco Orlando: "L'acqua si può bere".

09 marzo 2020
Quel pasticciaccio brutto di via Volturno… Sul caso dell'acqua potabile ''non potabile'' di Palermo

La procura di Palermo ha aperto un fascicolo sulla vicenda dell'acqua non potabile. Al momento il fascicolo è conoscitivo, cioè senza ipotesi di reati. Ma i magistrati stanno valutando se ci sono gli estremi per aprire un fascicolo per procurato allarme o per reati contro la pubblica amministrazione. O per entrambi i reati.

Ma, cosa è successo? Sostanzialmente un brutto pasticcio di comunicazione che inizia a prendere forma nel pomeriggio di venerdì scorso, quando l'ufficio stampa di Amap dirama una nota sulla "inidoneità al consumo umano delle acque distribuite tramite i serbatoi Petrazzi alto e basso": un provvedimento che coinvolge i rubinetti di quasi mezza città. L'elenco lo fornisce la stessa Amap: lungomare Cristoforo Colombo, Mondello, Partanna-Mondello, San Filippo Neri, Marinai Alliata, Giusino (Favorita), Castelforte, Pallavicino, Villaggio Ruffini, Lanza di Scalea, San Lorenzo-Villa Adriana, sottorete 5 Libertà, Cruillas-Badia, Strasburgo, Lazio, Leoni, viale del Fante, Resuttana-San Lorenzo, Cruillas-Santuario, sottorete 11 Noce-Uditore.

Il comunicato fa riferimento a un'ordinanza sindacale firmata nella stessa giornata di venerdì dal Sindaco Orlando, che a sua volta si basa su una nota dell'Asp di lunedì: i tecnici dell'Azienda sanitaria provinciale avevano certificato che l'acqua della rete conteneva solfati e alluminio. A questo punto l'Amap interviene con "maggiore clorazione" e monitora con i suoi tecnici la qualità delle acque: il 3 marzo invia all'Asp l'esito dei propri campionamenti e il 5 marzo l'azienda scrive anche al Comune mettendo nero su bianco che dai campionamenti non emerge "alcun problema di carattere microbiologico nell'acqua distribuita in rete". L'azienda, in una lettera inviata anche all'Asp 6 per conoscenza, invita quindi il servizio Igiene e sanità del Comune a non fare emanare al sindaco l'ordinanza chiesta.

Nella giornata di venerdì, però, l'Azienda sanitaria provinciale scrive a Palazzo delle Aquile: dal momento che sono in campo analisi con esiti diversi, senza che si riesca a capire se l'acqua sia potabile o no, giovedì 5 sono stati effettuati "nuovi campionamenti di controllo" ma per avere gli esiti, spiega l'Asp, bisogna aspettare tre giorni. Resta quindi il dubbio e l'ordinanza che vieta l'utilizzo dell'acqua a mezza Palermo, anche soltanto per lavare gli alimenti o per l'igiene orale, non può che essere firmata dal sindaco.

Leoluca Orlando

Il verdetto che la città di Palermo aspettava arriva poco prima della mezzanotte, sempre di venerdì: dalle analisi sull'acqua proveniente dai serbatoi Petrazzi alto e Petrazzi basso, che finisce nei rubinetti di mezza città, "risulta la conformità ai valori di parametro". Il giudizio lo mette nero su bianco l'Asp 6 di Palermo in una nota che arriva sul tavolo del sindaco, Leoluca Orlando, al termine di una giornata caratterizzata da un vero e proprio cortocircuito comunicativo nato tra Palazzo delle Aquile, Asp e Amap, la partecipata del Comune che si occupa della distribuzione dell'acqua.

L'ordinanza con cui Orlando aveva vietato di usare l'acqua anche solo per lavare i denti, firmata necessariamente sulla base di una precedente nota dell'Asp, può essere revocata.

Intanto, però, la notizia subito circolata ha gettato nel panico la città, con i palermitani che vanno all'assalto dell'acqua minerale nei supermercati.
Nelle redazioni dei giornali arrivano anche le parole di Orlando, secondo cui "la firma dell'ordinanza è un atto dovuto di fronte a una nota formale inviata dall'Asp all'amministrazione comunale, ma tutti i dati relativi alla qualità dell'acqua distribuita in città ne confermano la potabilità e la qualità per uso umano".

"La gestione della comunicazione istituzionale in merito al presunto caso di non potabilità dell'acqua in buona parte del territorio di Palermo, alla quale abbiamo assistito nei scorsi giorni, è sconcertante". A dirlo è Federconsumatori Sicilia secondo cui "a poco, dal punto di vista della comunicazione, è servito il via libera dell'Asp di Palermo all'uso dell'acqua arrivato quasi a mezzanotte: lìindomani mattina centinaia di migliaia di palermitani si sono svegliati non sapendo neanche se si potevano lavare i denti".

"È una vicenda paradossale - afferma il responsabile di Federconsumatori Palermo, Lillo Vizzini - che mette in luce la grande superficialità con la quale è stata gestita questa situazione. Siamo felici di sapere, dall'Asp e non dagli altri attori coinvolti in questa amara commedia, che oggi possiamo usare l'acqua anche per scopi alimentari. Ma avremmo gradito saperlo fin da subito e da una sola, univoca, chiara e coerente comunicazione istituzionale".

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09 marzo 2020

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