Quella "naturale" vocazione di distruggere tutto ciò che c'è di bello

Legambiente contro un'inutile opera che rischia di devastare uno dei più bei fondali della costa ionica etnea

26 settembre 2014


Santa Caterina: situazione prima degli interventi (10/05/2008)

Legambiente ha presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catania, contro un progetto di barriera soffolta nella riserva naturale "La Timpa" approvato dal Consiglio Comunale di Acireale. Legambiente chiede pertanto di individuare l’eventuale sussistenza di condotte penalmente rilevanti.

Ecco cosa scrive in una nota l’associazione ambientalista:
"La Giunta Municipale del Comune di Acireale (con delibera 93 del 08/09/2014) ha approvato la realizzazione di una barriera soffolta nello specchio di mare antistante Grotta delle Colombe, caratterizzato dalla presenza di spettacolari  basalti colonnari, anche sommersi, e da un fondale tra i più belli e scientificamente più interessanti di tutta la costa ionica etnea.
Quest’opera rappresenta il completamento di un vecchio progetto a dir poco devastante che secondo l’Amministrazione avrebbe dovuto "rimuovere" l’erosione costiera ma che, contrariamente, ha prodotto tra il 2008 e il 2009, nelle aree di massima protezione della riserva naturale "La Timpa", la posa di spropositate e sovradimensionate reti metalliche, la totale e radicale distruzione della fitta vegetazione a macchia mediterranea inizialmente presente, nonché il disgaggio di rocce e lo scivolamento di suolo, determinando un processo erosivo che, in relazione ai tempi di erosione naturale della Timpa, avrebbe richiesto secoli.


Santa Caterina: situazione dopo gli interventi (19/12/2008)

L’assurdità di tali interventi deriva dalla distruzione o dalla pesantissima manomissione di formazioni vegetali naturali e geologiche, cioè proprio di quegli elementi per la conservazione dei quali è stata istituita la riserva naturale.
La barriera soffolta appare altrettanto devastante dei precedenti e già realizzati interventi a terra, perché è tecnicamente inutile e perché, in ogni caso, appare assurdo volere "rimuovere" il NATURALE processo di erosione di una costa rocciosa basaltica. Quest’opera, peraltro, seppellirebbe per sempre i sottostanti spettacolari basalti colonnari sommersi, che per la loro rarità nel bacino del Mediterraneo, non meriterebbero di subire una simile violenza.


Santa Caterina: un tratto di falesia durante l’esecuzione degli interventi, che avevano già asportato gran parte della vegetazione, ripreso alla data del 10/05/2008

La barriera inoltre sconvolgerebbe i fondali in cui sarebbe realizzata che sono considerati di notevole bellezza e di elevatissimo interesse naturalistico, tra i meglio conservati e tra i più interessanti di tutta la costa ionica etnea come testimoniato da numerosi studi scientifici che segnalano un’elevatissima biodiversità del fondale e la presenza di habitat di interesse comunitario sottoposti a vincoli di protezione dalla normativa internazionale e nazionale.
L’irreversibile alterazione della naturale configurazione dei fondali, che verrebbero infatti stravolti da un’innaturale muraglia artificiale, ne penalizzerebbe fortemente anche la fruizione turistica e interdirebbe la navigazione nell’area ai piccoli pescatori locali, essendo la berma della barriera posta a un metro di profondità.


Santa Caterina: lo stesso tratto di falesia della foto precedente ripreso il 20/12/2008. È sparita persino la macchia di vegetazione presente in corrispondenza della battigia. La falesia si presenta interamente denudata

Per le gravissime alterazioni che la barriera determinerebbe su ambienti naturali di elevatissimo pregio (che meriterebbero piuttosto di essere rigorosamente difesi anche per garantire una migliore qualità della vita alla nostra e alle future generazioni) e per le procedure che hanno condotto alla sua approvazione, Legambiente Catania e Acireale hanno presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Catania, chiedendo di individuare l’eventuale  sussistenza di condotte penalmente rilevanti".


Santa Caterina: situazione della falesia alla data del 4/6/2008


Santa Caterina: situazione della falesia prima e dopo i lavori del 2° intervento


Santa Caterina: sono stati disgaggiati massi ed è stato fatto scivolare suolo producendo un’erosione della falesia che avrebbe richiesto secoli (14/2/2009)


Santa Caterina: appare evidente il sovradimensionamento delle reti, la distruzione della vegetazione, l’impedimento del passaggio della fauna con dimensioni maggiori a 8 cm, la frammentazione degli habitat (20/12/2008)


Santa Caterina: rifiuti intrappolati dopo l’apposizione delle reti (20/12/2008)



Basalti colonnari in località "Grotta delle Colombe"

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26 settembre 2014

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