Raffaele Lombardo dovrà aspettare...

Il procuratore capo di Catania, Vincenzo D'Agata: "Sentiremo Lombardo a indagini già completate"

17 novembre 2010

Il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo dovrà aspettare. Più volte negli ultimi giorni ha chiesto di essere sentito subito dalla Procura catanese riguardo all'indagine che lo coinvolge, così da poter "rendere conto ai siciliani, come è giusto, di tutto quello che può riguardare il presidente della Regione" (LEGGI), ma come abbiamo scritto nell'attacco, il governatore dovrà aspettare.
"Raffaele Lombardo sarà sentito quando il quadro investigativo sarà completo e esaustivo". Così ha detto il procuratore capo di Catania, Vincenzo D'Agata, sottolineando di "parlare a nome dell'intero ufficio che lavora concordemente sull'inchiesta" in cui Lombardo è indagato per concorso esterno all'associazione mafiosa. Il magistrato ha confermato che "i legali del governatore hanno chiesto un formale interrogatorio" del loro assistito, ma, ha precisato il procuratore, "i tempi della giustizia non coincidono con quelli della politica, né - ha osservato - possono essere modificati dalle pressioni mediatiche che rischiano, anzi, di turbare la serenità del lavoro della Procura". "Il nostro ufficio - ha sottolineato ancora il procuratore capo di Catania - continua a lavorare con grande unità, impegno e professionalità. Abbiamo esaurito gli interrogatori di garanzia degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta Iblis e nei prossimi giorni ci sarà il confronto in sede di Tribunale del riesame. Per questo - ha concluso D'Agata - la Procura ritiene di procedere alla richiesta dei legali del presidente Lombardo di sentire il governatore soltanto esauriti tutti gli atti necessari che permetteranno di avere un quadro investigativo completo".

Quindi, il confronto auspicato dal governatore è rimandato a data da destinarsi. Nel frattempo brucerà il fuoco lento del botta e risposta mediatico tra un uomo sempre più solo, i suoi avversari e coloro che, senza preconcetti, si sforzano di giudicarne liberamente l’operato e la posizione.

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, LiveSicilia.it]

 

 

 

 

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17 novembre 2010

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