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Raffaele Lombardo pensa al voto

Per il governatore siciliano la manovra finanziaria è stato l'ultimo atto della sua legislatura

19 aprile 2012

"Col voto su bilancio e finanziaria si è consumato l'ultimo atto di questa legislatura. Andare avanti così per un anno è impensabile, sarebbe un logoramento per tutti". Lo ha detto il capogruppo del Partito democratico all'Assemblea regionale siciliana Antonello Cracolici in una conferenza stampa.
"A questo punto con le forze che sostengono questo governo e con le forze che stanno dentro e fuori il Parlamento (Udc e Sel, ndr) che hanno voglia di portare avanti il processo riformista - ha aggiunto Cracolici - dobbiamo discutere e concordare insieme come e quando andare al voto, ed ottenere una legittimazione popolare della nostra gente".
Dunque, i destini del presidente e del Pd sembrano ormai giunti al capolinea e si fa sempre più plausibile l'ipotesi di elezioni anticipate che potrebbero tenersi in autunno. Cracolici, insomma, ieri nel corso di un incontro per illustrare i provvedimenti della manovra, non ha potuto eludere la domanda dei giornalisti che gli chiedevano quale fosse la strada che il Pd intende intraprendere dopo la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Lombardo da parte della Procura di Catania e in seguito le dichiarazioni di Massimo D'Alema che proprio due giorni fa a Palermo aveva ventilato l'impossibilità di un ulteriore sostegno del Pd a Lombardo. "Ho sempre detto che se la vicenda giudiziaria di Lombardo avesse avuto un certo sviluppo, cioè il rinvio a giudizio - ha detto Cracolici -, avrebbe separato i nostri destini. Detto ciò credo sia arrivato il momento di tornare al popolo".
A questo punto è chiaro che il Pd siciliano si ritrova, per intero, nuovamente "unito" e d'accordo sul "punto Lombardo". Già nei giorni scorsi il Partito democratico - anche nelle sue correnti più favorevoli all'intesa con l’Mpa - ha, per così dire, siglato un patto per spingere Lombardo ad accelerare le dimissioni (LEGGI).

Anche il governatore siciliano, adesso che la manovra finanziaria è passata, anche se con molta fatica, pensa al voto. Raffaele Lombardo una data ancora non ce l'ha, ma una certezza sì: "In Sicilia non si dovrà votare in contemporanea con le politiche". Una mossa che va incontro alle sollecitazioni degli alleati, ai quali però dice chiaro: "Ci confronteremo, ma deciderò io". Lombardo, insomma, intende dirigere l'operazione.
Intanto ne ha già discusso con i deputati regionali del Mpa, un minuto dopo il voto in Assemblea dei documenti economico-finanziari, che considera "l'ultimo atto di questa legislatura", sposando in pieno le considerazioni di Cracolici, suo grande alleato nell'isola, col quale condivide l'idea di un'alleanza larga in chiave anti Pdl e "per proseguire il processo riformista".
È convinto che se le regionali coincidessero con le politiche, "le alleanze nazionali annichilirebbero ogni possibilità di scelta o d'intesa da costruire in Sicilia". Questo accadde quattro anni fa, quando Berlusconi decise di appoggiarlo alla Regione dopo aver chiuso l'accordo sulle politiche, spegnendo le ambizioni di Gianfranco Miccichè, che avrebbe voluto candidarsi alla presidenza della Regione.
"Condizionamenti politici e conti a fini elettorali finirebbero per determinare la scelta del candidato", è convinto il governatore. Il ragionamento è semplice: "Se a Roma si dovesse votare a ottobre, nel caso di crisi del governo Monti ipotesi che però escluderei, allora in Sicilia (la legislatura scade in primavera) dovremmo ritardare il voto e spostarlo più avanti possibile. Se invece, come credo, le politiche saranno ad aprile allora il voto nella nostra Regione va anticipato".
Quindi facendo riferimento alla sua vicenda giudiziaria ha ribadito: "L'ho detto più volte, non permetterò che la Sicilia abbia un presidente sotto processo: mi dimetterò un minuto prima della decisione del gup o del verdetto se deciderò per il rito abbreviato".

Davanti, però, ci sono le amministrative. Lombardo si aspetta risposte positive. Forse per questo sembra aver cambiato linea. E al fioretto ora preferisce la spada. L'affondo è contro Leoluca Orlando, che in passato lo ha definito un "Cuffaro senza cannoli" e che oggi ha giudicato "una vergogna" il sostegno del Pd al governatore. "Orlando si conferma un grande sciacallo, non ha mai mosso un dito contro un mafioso. Non gli ho mai sentito dire una parola negativa su Riina, Lo Piccolo, Lima e Andreotti, con questi ultimi due ha costruito la sua carriera politica". E ancora: "Ha usato l'antimafia per attaccare i suoi avversari politici, spero che i palermitani non lo votino".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Repubblica/Palermo.it]

- L'Ars ha approvato la finanziaria (Guidasicilia.it, 18/04/12)

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19 aprile 2012
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