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Ragione e Sentimento. Menzogna e Verità

L'evoluzione dell'Uomo tra Babbo Natale e Charles Darwin

09 dicembre 2005

La notizia è ''degna'' di Studio Aperto, e noi riassumiamo il fatto senza farla troppo lunga e per riflettere su due/tre cose dell'attuale scuola italiana, della cultura che vi circola all'interno e da quello che si vuole inserire dall'esterno.
Il fatto - Una maestra di una scuola elementare di Maslianico (Como), ha deciso di rivelare ai suoi scolaretti di terza che Babbo Natale non esiste. Anche se ''l'atroce rivelazione'' era inquadrata nell'ambito di un progetto educativo discusso in precedenza, condiviso dai docenti e almeno parte dei genitori, una mamma dissenziente ha deciso di reagire, scrivendo una lettera ai bambini e firmandosi Babbo Natale.
Ma andiamoci per ordine e sveliamo qualche dettaglio per capire meglio.
Tutto ha avuto inizio nei giorni scorsi quando la maestra, nel preparare una canzoncina natalizia per gli scolari, ha svelato la crudele verità sull'inesistenza del barbuto uomo che porta i regali ai bimbi solcando i cieli con una slitta trainata da renne volanti. Un segreto svelato in maniera molto cauta, accompagnando il discorso con una storia sulla figura di Babbo Natale. Una storia senza riferimenti alla religione o a Gesù Bambino: ''Babbo Natale non è una credenza di tutti - ha spiegato la ''crudele'' maestra - e ho ritenuto di affrontare i vari aspetti nella maniera giusta. Mi pare che i genitori, salvo qualche eccezione, abbiano condiviso l'indirizzo e i bambini non siano stati affatto disturbati''.

Ecco come si è difesa la distruttrice di sogni, dicendo che i genitori degli sprovveduti bimbi sapevano tutto e tutti erano d'accordo. In realtà qualche genitore c'è rimasto male, sentendosi per così dire scavalcato, in un ambito nel quale pensava nessuno si potesse intromettere: l'esistenza o meno di Babbo Natale!
Così una mamma ha replicato alla maestra con una lettera inviata a scuola e scritta da un immaginario Babbo Natale, che si è detto dispiaciuto per la rivelazione fatta in classe: ''Veramente sono io che non riesco a credere che un adulto, presumibilmente colto e per di più insegnante, non sappia dare delle risposte intelligenti che rispettino un mondo magico, di fantasia sana e corretta, tanto necessario nei giorni in cui viviamo - ha scritto il mammababbonatale -. E' vero, sono una leggenda, questo vuol dire che non sono passato inutilmente per questa terra e ho dedicato la mia vita a fare felici i bambini. Non mi hanno mai riferito che qualcuno sia stato male per aver creduto in me''.
Il mammababbonatale nella lettera ha poi invitato la maestra ''a continuare ad insegnare matematica e fisica. I bambini, ciascuno alla sua maniera, sapranno spiegare come fa un uomo con la barba bianca a volare con una slitta e a portare giocattoli aprendo porte e finestre per farli sognare, una sensazione senz'altro meravigliosa''.
Sembra che la controversia si è fermata lì. La cinica insegnante e la buona mamma ne hanno parlato e l' incontro si è concluso con una stretta di mano.

Certo, magari non sarà bello per un bambino sentirsi dire in maniera autoritaria e brutale: ''BASTA CON LE STRONZATE SUL NATALE! IL CICCIONE BARBUTO CHE VOI CHIAMATE BABBO E CHE VI OSTINATE A CREDERE ARRIVI LA NOTTE DI NATALE A BORDO DI UNA SLITTA VOLANTE, NON E-S-I-S-T-E! E NON VENITEMI A RACCONTARE CHE NON AVETE CAPITO CHE E' VOSTRO PADRE A VESTIRSI OGNI ANNO COME UN DEFICENTE E A CONSEGNARVI IL REGALO CHE, GIUSTO GIUSTO, AVEVATE TANTO DESIDERATO!''
Ma così non è andata. I bambini sono molto, molto, molto (e ancora molto) intelligenti e se a scuola, con le giuste modalità, qualcuno spiega loro cosa sono le leggende, qual'è la loro giusta importanza, che è bello raccontarsele, ma che la realtà è un'altra cosa, a nostro modesto parere, i bambini sapranno capire, fare tesoro delle nuove conoscenze, crescere più determinati e sicuramente andare oltre, senza scosse o disturbi di sorta.
Però questo è il nostro modesto parere. Noi non abbiamo assolutamente nulla in contrario nei confronti di elfi, gnomi, babbi natale, befane, streghe e chi più ne ha più ne metta. Né tanto meno abbiamo nulla in contrario a chi ricorda che sono queste delle belle figure immaginarie. Ci sembra più grave, ad esempio, che qualcuno, molto importante e con in mano dei poteri, per niente soprannaturali, ma i poteri della legge, voleva fare scomparire dalle scuole (e non con lo stesso tatto della maestra suddetta) sapete chi? Niente meno che Charles Darwin!
Eppure, questo signore appena citato ha la barba lunga proprio come Babbo Natale, solo che a differenza di quest'ultimo è esistito sul serio e ha consegnato alla conoscenza umana tantissimi bei regali. Non solo, il Signor Darwin è nato pure prima (1809) del corpulento e rubicondo vecchio barbuto, nato nel 1931 dalla creatività di un pubblicitario per una campagna natalizia della Coca Cola.

Ebbene sì, un paio di anni fa, non una maestra ma il ministro dell'Istruzione in persona, Letizia Moratti, cancellò dai programmi scolastici lo studio della teoria evoluzionistica. Per quale motivo? Forse per l'avvento delle teorie creazionistiche portate dagli ''amici americani''? Forse perché non si voleva più fare sgarbo alla Chiesa, visto che nel darwinismo non è contemplata la figura di Dio? (Bisogna dire però che la Chiesa mai si è posta contro lo studio di Darwin). Niente di tutto questo, sembra. Il motivo non si è mai ben capito.
Si scatenò un putiferio. Il gotha della scienza italiana bocciò senza appelli, la mancanza di qualunque accenno alla teoria dell'evoluzione nei programmi scolastici pensati dal min. Moratti, e l'insurrezione fu tale e tanta che la Moratti dovette fare un passo indietro istituendo una commissione ad hoc presieduta da Rita Levi Montalcini (senatore a vita e Premio Nobel per la Medicina), composta da Carlo Rubbia (Nobel per la Fisica), da Roberto Colombo (professore di Neurobiologia e Genetica all'Università Cattolica Sacro Cuore di Milano) e Vittorio Sgaramella (professore di Biologia molecolare all'Università della Calabria), per dare precise indicazioni che avrebbero dovuto costituire la base di tutti i percorsi educativi riguardanti proprio la teoria darwiniana sull'evoluzione dell'Uomo.
Avrebbe dovuto, perché giusto il mese scorso la rivista Micromega ha pubblicato un documento che svelava un intervento censorio del ministero dell'Istruzione sul documento redatto proprio dalla commissione da lei precedentemente costituita.
Ma riassumiamo brevemente il fattaccio... Il 23 febbraio scorso, il rapporto della Commissione è pronto e viene consegnato al ministro che ne dà subito notizia e informa di averlo già trasmesso alla struttura amministrativa ''affinché provveda ad integrare i piani di studio della scuola primaria e secondaria di primo grado in base alle riflessioni fornite''.
Da questo momento, come testimonia la ricostruzione di Micromega, le tracce si perdono, nessuno riesce più avere notizie, fino alla scoperta della rivista: il documento esiste, ma è stato modificato. Anzi, per la precisione, ne è stata fatta una seconda versione. Censurata in alcune parti significative. Come quella che dice: ''Trascurare l'insegnamento dell'evoluzione, in favore della quale esistono oggi molti fatti incontrovertibili e teorie molto chiare, probabilmente ignorati dagli estensori delle nuove norme ministeriali, sarebbe un errore intollerabile in una società che si ritiene civile''.
Di seguito riportiamo un link dove si possono leggere i due documenti a confronto, tratti dal numero di novembre di Micromega con un articolo introduttivo che ricostruisce la vicenda (clicca qui).

Insomma, sembra che in Italia il posto di quel popolo di Santi, di Eroi, di Navigatori e di Inventori, l'abbia preso un popolo di Farlocchi, Bigotti, Ignoranti e Imbroglioni.
W Babbo Natale, W Charles Darwin e VIVA la VERITA'

Federico Modica

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09 dicembre 2005
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