Rapina a mano armata in un asilo

Quanto è successo a Monreale (PA) è il sintomo di una pericolosa degenerazione che deve profondamente indignare tutti

07 settembre 2011

Quanto è successo ieri mattina a Monreale costringe ad una riflessione amara. Se in una cittadina si arriva ad accadimenti tanto gravi, bisogna che si intervenga in maniera decisa e che, non solo chi di dovere ma og ni singolo cittadino si fermi a riflettere sul proprio senso di civiltà e impegnarsi nella ricerca del senso più profondo di indignazione e rivolta.
Monreale, cittadina tanto bella che, in potenza, potrebbe essere ascritta nell'elenco dei siti patrimonio dell'Umanità, da più di una settimana è sotto il tiro dei piromani che hanno incendiato decine di ettari di bosco e macchia mediterranea, tanto da fare scattare lo stato d'emergenza per i presunti interessi della mafia nel business delle costruzioni. Da ieri, il borgo normanno che sovrasta Palermo, si è scoperto ancora più vulnerabile: due giovani con pistola in pugno hanno fatto irruzione in un asilo nido facendosi consegnare i soldi da poco versati per la retta scolastica (400 euro circa), mentre i bimbi nelle stanze aspettavano il suono della campanella per riabbracciare i propri genitori.
Intorno a mezzogiorno i due malviventi, a volto scoperto, hanno fatto irruzione nei locali della cooperativa 'Il Girasole', lungo la Circonvallazione. Secondo una prima ricostruzione, i due sono riusciti a entrare nella scuola grazie a un escamotage: al citofono hanno detto di volere iscrivere i propri figli nell'istituto; quindi sono entrati chiedendo di poter fare un giro per prendere visione dei locali e all'improvviso hanno fatto irruzione nell'ufficio dove in quel momento c'era una delle coordinatrici, puntandole contro una pistola e facendosi consegnare il denaro. Poi sono fuggiti senza tra l'altro portare con sè alcune borse che le insegnanti, impegnate nelle classi, avevano lasciato nell'ufficio.

I dirigenti dell'istituto hanno subito avvertito i carabinieri che si sono recati a scuola, suscitando paura e sgomento tra i genitori che attendevano l'orario d'uscita per poter riprendere i bambini. "Siamo sotto choc", ha detto la presidente della cooperativa, Giusi Scafidi, che ha comunque rassicurato i genitori: "Non c'è stata alcuna imprudenza da parte nostra, erano dei balordi, purtroppo la situazione a Monreale sta diventando critica".
Allarga le braccia Armando Abate, padre di un alunno di 2 anni. "La scuola non c'entra nulla, anzi - ha detto - sono soddisfatto del modo in cui hanno gestito questa vicenda, preoccupandosi prima di tutto dei bambini, che non si sono resi conto di quello che era successo". "Certo - ha aggiunto il genitore - rimane la rabbia se si pensa che cose del genere possano capitare anche in un asilo nido". "È sempre stata una scuola modello - ha concluso Abate -. Non vorrei che quanto accaduto possa fare soltanto immaginare a qualcuno di chiedere i militari davanti le scuole. Il problema è la sicurezza in generale dei cittadini".
Il deputato del Pd, Tonino Russo, padre di uno dei bambini dell'asilo, ha infatti lanciato l'allarme: "La città è in preda alla criminalità, questo è il prezzo che stiamo pagando tutti per le scelte scellerate del governo centrale in tema di sicurezza".

Dirigenti e insegnanti sono stati ascoltati dai carabinieri. I due rapinatori avrebbero già le ore contate, hanno agito a volto scoperto e i carabinieri sono sulle loro tracce grazie all'identikit fatto dopo avere ascoltato alcuni testimoni. Certo, rimane la paura per il modo in cui è stato violato l'asilo, dove una cinquantina di famiglie lascia in custodia i propri figli, bambini da 1 a 4 anni.

 

 

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

07 settembre 2011

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia