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Rapito un carabiniere a Sana'a

Un addetto alla sicurezza dell'ambasciata italiana nella capitale dello Yemen è stato rapito sabato

30 luglio 2012

Un carabiniere addetto alla sicurezza dell'ambasciata italiana a Sana'a è stato rapito. La conferma è giunta ieri dalla Farnesina. Sembrerebbe che l'uomo sia stato prelevato mentre camminava in una strada vicino alla rappresentanza diplomatica italiana nel quartiere di Hadda, nel sud-ovest della capitale.
L'Unità di crisi del ministero degli Esteri si è prontamente attivata, anche attraverso i "canali in loco". La Farnesina riferisce inoltre di voler mantenere "il più stretto riserbo" per "favorire un esito positivo della vicenda".

Le circostanze del rapimento sono state discusse ieri sera in una telefonata tra il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, e il suo omologo yemenita Abu Bakr al-Qirbi.
"La priorità assoluta deve essere anzitutto quella di tutelare l'incolumità del nostro connazionale". Questo il nodo principale posto dal ministro Terzi ad al-Qirbi. Secondo quanto riferito da fonti della Farnesina, Al Qirbi dal canto suo ha confermato la totale disponibilità del governo di Sana'a a fornire la massima collaborazione e impegno per la soluzione positiva della vicenda, assicurando che le competenti strutture di polizia e di intelligence sono state attivate immediatamente dopo il sequestro e che sono state assunte tutte le necessarie misure di sicurezza per rintracciare i rapitori e assicurare il rilascio del cittadino italiano. "Il rapimento di stranieri - ha detto al-Qirbi - è un atto che viene condannato da tutti gli yemeniti ed è contrario all'Islam e alle leggi".
Secondo quanto riferisce l'agenzia Saba, Terzi ha assicurato il sostegno dell'Italia al presidente Abdo Rabbo Mansour e al governo yemenita nella lotta al terrorismo e alla criminalità.

Per il rapimento non c'è ancora alcuna rivendicazione da parte dei jihadisti vicini ad al-Qaeda, né dalle milizie tribali attive nello Yemen. Lo rivela la polizia yemenita, che afferma di non essere in possesso di elementi che possano portare a individuare chi siano i responsabili del sequestro del militare di 29 anni. Le mancate rivendicazioni avvalorano l'ipotesi che il friulano Alessandro S., caposcorta dell'ambasciatore a Sana'a, sia quindi nelle mani di una banda di criminali locali.
Intanto il sito yemenita di informazioni 'Lahajnews' ricostruisce le ore seguite al rapimento. Citando fonti della polizia locale, il sito riferisce che sarebbero passate circa due ore prima che gli addetti dell'ambasciata italiana denunciassero il sequestro e lanciassero l'allarme alle forze di sicurezza locali. 'Lahajnews' afferma che il nostro connazionale era uscito dalla sede dell'ambasciata italiana intorno alle 14 di ieri ora locale, le 15 in Italia, per recarsi in una zona commerciale della capitale yemenita. Dopo due ore, intorno alle 16 ora locale, le 17 in Italia, gli addetti dell'ambasciata hanno riscontrato che il carabiniere era irreperibile e hanno attivato i canali necessari per rintracciarlo. [Adnkronos/Ign]
 

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30 luglio 2012
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