RECIDIVI

In Sicilia sono più di 500 i detenuti che dopo aver usufruito dell'indulto sono poi ritornati in galera

27 settembre 2007

Era il novembre del 2002 quando Giovanni Paolo II dall'aula di Montecitorio chiese ai politici un atto di clemenza nei confronti dei tanti, troppi detenuti rinchiusi nelle carceri italiane in condizioni inumane, tutti i Parlamentari, annuendo e con le lagrime agli occhi, sbottarono in un applauso che valeva più di una promessa. Quattro anni dopo, Clemente Mastella, diventato ministro di Grazia e Giustizia, si armò subito per esaudire la richiesta dell'indimenticato Santo Padre. La maggioranza del Parlamento votò a favore dell'indulto, e a chi chiedeva se non fosse il caso di studiare meglio la situazione delle carceri italiane prima di aprire i cancelli, si rispose puntulamente: ''E' l'unica maniera per svuotare le galere''. Sì, perché prima del 31 luglio 2006 i detenuti in Italia erano arrivati a sforare quota 60 mila a fronte dei circa 43.000  posti regolamentari degli istituti penitenziari.
Grazie all'indulto le sovraffollate carceri italiane hanno respirato una boccata d'ossigeno, ma i problemi nella politica carceraria, compreso quello del sovraffollamento, non è stato risolto.

Il ministro Mastella, che secondo la segreteria del suo partito (Udeur) in questi giorni sta subendo una serie vergognosa di attacchi atti a far crollare la ''tenuta del governo'', nei giorni scorsi ha parlato dell'indulto come di un ''provvedimento eccezionale'', preso per fronteggiare ''una situazione altrettanto eccezionale'', per il quale però ''a fronte di una campagna mediatica di rara virulenza e con spregiudicatezza, fatta per guadagnarsi gli applausi delle curve, anche gli autori eterogeni del provvedimento, impauriti dalla impopolarità, si sono mimetizzati''. Insomma, dice Mastella, prima votate tutti l'indulto e mi fate gli applausi, poi di fronte alle difficoltà inveite e disconoscete quanto avete espresso di vostra spontanea volontà?

Al di la delle beghe politiche, dopo un anno e due mesi circa dall'approvazione dell'indulto, nelle carceri italiane oggi ci sono poco più di 46.000 detenuti. Di questi i condannati in via definitiva sono quasi 17.400, quelli in attesa di primo giudizio quasi 16.000, mentre il resto si suddivide tra appellanti (quasi 9000), ricorrenti (poco più di 2.500) e internati (quasi 1.500). Questo vuol dire che la boccata d'ossigeno è durata solo un anno: ricordiamo che i posti regolamentari negli istituti penitenziari d'Italia sono 43.140. I dati sono quelli presentati nei giorni scorsi dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, e mostrano, chiaramente, che dai 38.847 detenuti dell'agosto 2006 (vale a dire subito dopo il varo dell'atto di clemenza) si è arrivati nel giro di un anno a 46.118. Su 26.752 indultati, il 69,2% è rappresentato dai condannati in via definitiva, l'1,8% da coloro che erano in attesa di primo giudizio, il 5,9% da appellanti, il 3% da ricorrenti, e il 20,1% da detenuti con più procedimenti a carico.
Dei 6.194 detenuti che, una volta aver beneficiato dell'indulto, hanno fatto rientro in carcere, la maggior parte (4.939), sono persone nuovamente arrestate in flagranza di reato, mentre 1.190 per provvedimenti dell'autorità giudiziaria.

E volendo proprio continuare a parlare del numero dei ''recidivi'', vogliamo soffermarci sulla situazione in Sicilia, che ha visto rientrare in carcere 554 detenuti, usciti di galere grazie all'indulto. Questi  ''recidivi'' rappresentato il 17,7% sul totale di 2.812 che hanno usufruito del provvedimento nell'Isola.
E' esattamente questo il quadro tracciato dal Dipartimento amministrazione penitenziaria, tra detenuti ex detenuti usciti con l'indulto, tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti, a cui si rivolge la ''Progettazione integrata tra autorità pubbliche e privato sociale-Nap Italia'', che ha organizzato un convegno che si è tenuto ieri a Catania.
Dopo l'applicazione dell'indulto la percentuale maggiore di detenuti che hanno lasciato le carceri si è registrata a Catania e provincia (per un totale di 307): la più alta percentuale di ''fruitori'' del provvedimento sono stati i detenuti di Giarre (136) e Catania, Piazza Lanza (115) seguiti a pari merito da Bicocca con 28 scarcerati. Gli indultati da misura alternativa al 31 dicembre 2006 sono 281.
''Sono dei dati che fanno riflettere - ha detto Maria Annunziata Riccioli, dirigente ufficio esecuzione penale esterna (Uepe) di Palermo in rappresentanza del provveditorato regionale per la Sicilia -. Mentre sono stabili i dati relativi ai casi di affidamento a misure alternative le carceri stanno avviandosi sempre più verso un'altra inesorabile sovraffollamento. Non a caso anche le previsioni della Comunità europea confermano questo trend''.
''Per quanto riguarda reati legati alla tossicodipendenza, non ci sono dati particolarmente allarmanti - ha invece detto Vincenza Speranza, direttore ufficio di servizio sociale per i minorenni di Catania - sono più diffusi anche tra i minorenni i reati contro il patrimonio, rapine e furti aggravati con un abbassamento dell'età anche ai 13 anni: i cosiddetti primari''.

Un altro dato importante e da non sottovalutare è la minore percentuale di recidivi provenienti da detenzione alternative Uepe rispetto agli ex carcerati. Questo vuol dire che le misure alternative funzionano per la maggiore valenza rieducativa e che la chiave di svolta è accompagnare l'ex detenuto nel suo percorso di inclusione sociale.
Il progetto ''Nap'' prevede l'attivazione nell'arco del 2007, in tutte le province siciliane di seminari con cadenza mensile aperti a operatori penitenziari in cui sarà illustrata la strategia europea di ''Inclusione sociale''. I seminari nelle province saranno gestiti da almeno cinque rappresentanti di enti pubblici e del privato sociale locale che da anni lavorano nel settore. Alla fine sarà stilato un report finale, che sarà consegnato a rappresentanti della Comunità europea, sulla base del quale definire le misure e le azioni da applicare in Sicilia e all'assegnazione dei fondi 2007-2013.

- ''Per Clemente ricevuta...'' (Guidasicilia, 22/09/07)

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27 settembre 2007

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