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Il governatore Lombardo: "Stabilizzeremo prestissimo i 22.500 precari degli Enti locali siciliani"

26 novembre 2010

La Regione siciliana ci riprova e, dopo le opportune modifiche, ha presentato un nuovo disegno di legge che prevede la stabilizzazione dei precari degli Enti locali (i lavoratori impiegati nei 390 comuni siciliani), in modo tale da superare i vincoli previsti dalla manovra nazionale sul patto di stabilità, che hanno bloccato la proroga di tali contratti.
Il provvedimento, che nei prossimi giorni sarà oggetto di un confronto con i sindacati e il Commissario dello Stato per evitare che possa essere impugnato, interessa circa 22.500 lavoratori, che negli ultimi 10 anni, prima del 2009, hanno accumulato almeno 8 anni di lavoro e che siano stati selezionati mediante concorso.

"Sarà una legge - ha spiegato il presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo, nel corso di una conferenza stampa convocata per illustrare il disegno di legge - che non comporterà un euro di spesa in più per le casse della Regione e che pemetterà per la prima volta a tali lavoratori di avere maggiori certezze. Non si tratta di persone in esubero, ma di addetti a funzioni essenziali ed è bene precisare che non ci saranno nuove assunzioni, perché il provvedimento riguarderà solo i precari storici".
A coprire i costi dell'operazione per i prossimi dieci anni sarà la Regione, che attingerà al Fondo unico per il precariato (314 milioni di euro in tutto), fino a un massimo di 250 milioni. Già attualmente la Regione contribuisce al pagamento dei precari degli enti locali per una quota che va dall'80% al 90%. Tale apporto rimarrà inalterato per 10 anni, al termine dei quali i Comuni avranno interamente a carico l'onere del personale, che non potrà incidere per oltre il 40% sull'intero ammontare della spesa corrente.
"Non spenderemo un euro in più - ha ribadito -. Inoltre, a partire dalla stabilizzazione dei precari, i Comuni dovranno riorganizzarsi seguendo parametri virtuosi e dovranno bloccare le assunzioni".
Inizialmente sarà previsto un unico profilo professionale, che successivamente in base alle necessità degli enti locali potrà subire modifiche.
"La bozza del ddl - ha detto ancora il presidente della Regione - è la prima tappa dell'iter legislativo. Oggi si riunisce per un primo esame la V commissione dell'Ars, ed è chiaro che dobbiamo interloquire con il Commissario dello Stato per evitare di formulare una legge che si presti a essere impugnata".
La nuova bozza dovrà superare l'esame della commissione legislativa di merito per arrivare in aula ed essere approvata in tempi stretti, entro il 31 dicembre.

Soddisfazione per il disegno di legge è stata espressa dall'assessore regionale al Lavoro della Sicilia, Andrea Piratino. "Avviamo una nuova stagione - ha detto Piratino - e un rapporto virtuoso tra le pubbliche amministrazioni e questi lavoratori, che finalmente avranno riconosciuta la loro dignità. Sono certo che il rischio del superamento del patto di stabilità sarà scongiurato dalle soluzioni adottate dai tecnici. Ci sono ancora delle criticità, che saranno superate nel confronto con tutti i soggetti interessati".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, secondo la quale si tratta di una "buona notizia in un momento difficile in cui l'assessorato sarà al fianco degli amministratori locali nel percorso verso un'amministrazione corretta e virtuosa".
“La stabilizzazione dei precari degli enti locali era, e rimane, uno degli obiettivi del PD siciliano, perciò apprezziamo la volontà del governo di procedere in questa direzione". Questa l'affermazione di Filippo Panarello, vicepresidente della commissione Lavoro all’Ars, a proposito del ddl. "L'impianto del disegno di legge è condivisibile, anche perché recupera i contenuti del testo varato dalla quinta Commissione. Ci auguriamo - ha aggiunto Panarello - che possano essere definiti positivamente tutti gli aspetti giuridici e normativi che riguardano il provvedimento, per rendere possibile il superamento della stagione del precariato in Sicilia, sia nell’amministrazione regionale che per quel che riguarda gli enti locali e gli enti sottoposti a controllo e vigilanza da parte della Regione".
"È giusto che i precari storici degli enti locali siciliani siano stabilizzati, ma è altrettanto indispensabile garantire che in futuro nelle pubbliche amministrazioni si entri solo per concorso". Lo ha affermato Livio Marrocco, capogruppo di Fli- Sicilia all’Ars, a proposito del disegno di legge per stabilizzare i circa 22.500 precari dei comuni siciliani.

"Emendare il ddl già passato all'esame delle commissioni di merito all'Ars con le modifiche previste nel testo presentato dal presidente Lombardo". E' questa la richiesta che Cgil e Fp-Cgil Sicilia hanno fatto ieri mattina al presidente Lombardo dopo la presentazione del disegno di legge denominato "Misure urgenti per l'occupazione". La proposta è stata accolta dal presidente Lombardo e sarà al centro di un nuovo incontro già convocato per martedì prossimo.
"La Cgil - hanno detto Michele Pagliaro della segreteria Cgil Sicilia e il segretario generale di Fp Cgil Sicilia, Michele Palazzotto - riservandosi di presentare eventuali osservazioni ha chiesto a Lombardo, però, di accelerare l'iter legislativo emendando il disegno di legge già approvato nelle Commissioni competenti all'Ars con le modifiche previste dal ddl presentato questa mattina". Un modo per "evitare il riavvio delle procedure di verifica presso tutte le Commissioni competenti. Anche perché con l'allungamento dei tempi, il rischio è di incorrere nelle norme restrittive in fatto di assunzioni che entreranno in vigore a partire dal 2011".
Il testo di ddl presentato ieri dal governo prevede, a grandi linee, un percorso di stabilizzazione analogo a quello che è stato avviato dall'amministrazione regionale nelle categorie A e B e consente agli enti locali che attiveranno i processi di stabilizzazione, di usufruire di contributi erogati dalla Regione per venti anni. In questo modo, sarà la Regione a farsi carico del rispetto delle regole sul patto di stabilità.
"E' presto per dare una valutazione sul disegno di legge governativo per la stabilizzazione dei circa 30mila precari siciliani", ha detto Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia che ha aggiunto: "Occorre sapere se questi interventi siano in linea con le indicazioni sollevate dal commissario dello Stato. Non possiamo rischiare di trovarci nella stessa situazione dello scorso anno, quando finimmo sotto la sua scure. La Regione deve garantire che tutti gli interventi siano efficaci per dare stabilità ai lavoratori".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa]

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26 novembre 2010
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