Ri-Forza Italia

Berlusconi stoppa il Pdl e ritorna col partito del Miracolo Italiano. In Sicilia ci pensa Gianfranco Micciché...

26 ottobre 2013

L'ufficio di presidenza del Pdl "delibera la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, per convergere verso il rilancio di 'Forza Italia' già pubblicamente annunciato dal Presidente Berlusconi con un appello a tutti gli italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi".
Il comunicato diffuso al termine dell'ufficio di presidenza del Pdl conferma la volontà di Silvio Berlusconi di andare avanti con il suo disegno, ma per ora non ci sarà nessuna sfiducia al governo Letta. "I nostri rappresentanti di governo, a cui continueremo a dare il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni programmatici assunti al momento dell'insediamento", si legge ancora nella nota, e "i nostri deputati e i nostri senatori sono impegnati a contrastare ogni iniziativa che vada nella direzione opposta e a proporre efficaci misure per la ripresa della nostra economia in sintonia con le altre economie dei paesi membri dell'Unione europea".

Un sostegno ad orologeria, comunque. "Come possiamo collaborare con una parte politica che opera fuori dalla legge?", dice Berlusconi, al termine dell'ufficio di presidenza, rispondendo a chi gli chiede se l'esecutivo cadrà in caso di proclamazione della decadenza da senatore.
"Forza Italia è il Movimento a cui tanti italiani hanno legato e legano tuttora la grande speranza di realizzare una vera rivoluzione liberale e di contrastare l'oppressione giudiziaria, l'oppressione burocratica, l'oppressione fiscale", aggiunge il comunicato. Il documento approvato dall'ufficio di presidenza del Pdl ribadisce poi che "è assolutamente inaccettabile la richiesta di estromissione dal Parlamento italiano del leader del centro-destra, sulla base di una sentenza ingiusta ed infondata e sulla base di una applicazione retroattiva di una legge penale". L'organo del Pdl "denuncia la persecuzione politica, mediatica e giudiziaria in corso da vent'anni contro il Presidente Silvio Berlusconi eletto liberamente e democraticamente da milioni di cittadini italiani. Un attacco che colpisce al cuore la democrazia, lo Stato di diritto, e il diritto alla piena rappresentanza politica e istituzionale di milioni di elettori".

La rinascita di Forza Italia con a capo il leader di sempre, in Sicilia avrà come guida chi guidò e fece trionfare la prima Forza Italia, Gianfranco Micciché. L’uomo del celeberrimo 61-0, avrà accanto a se Stefania Prestigiacomo ma anche l'ex ministro del Pid Saverio Romano.
Così però, il grande capo potrebbe anche salutare per sempre Alfano e Renato Schifani che non hanno nessuna intenzione di aderire al nuovo partito, specie se a guidarlo sarà Micciché: "Vorrei ricordare che è grazie a lui se abbiamo perso le elezioni regionali e all'Ars siamo all'opposizione", ha detto il braccio destro di Schifani a Sala d'Ercole, Piero Alongi.

Il sottosegretario Micciché è euforico per la decisone presa da Berlusconi ed è già pronto a sciogliere la sua creatura, quel Grande Sud da lui costruito dopo essersi allontanato dal Pdl, ma come abbondantemente si sà, i figliol prodighi prima o poi ritornano al padre...
"Abbiamo parlato a lungo, e gli ho detto che se avesse accelerato nel lancio della nuova Forza Italia avrei subito proposto al mio partito, Grande Sud, di sciogliersi per confluire in questo nuovo soggetto, ed è quello che farò - afferma Micciché - anche in Sicilia si aprono adesso nuove prospettive. Ed è chiaro che fedeli a Berlusconi siamo rimasti io, la Prestigiacomo e Romano. Gli altri hanno fatto scelte diverse".

Ma, in Sicilia chi starà con Micciché? Certamente non l'ex presidente dell'Ars Francesco Cascio e nemmeno Nino D'Asero, il primo legato ad Alfano il secondo a Giuseppe Castiglione. "Nemmeno io entrerò in Forza Italia, un progetto perdente", dice il deputato regionale Vincenzo Vinciullo.
Chi invece ammette di "stare riflettendo" sulle scelte da fare è Salvo Pogliese: "Al momento non escludo nulla, avevamo deciso di rimanere nel Pdl ma questa accelerazione di Berlusconi rimette in discussione tutto", dice. In bilico anche la posizione di Marco Falcone, deputato regionale dell'area che fa riferimento a Raffaele Stancanelli. Romano e il suo Pid saranno invece certamente della partita: "Berlusconi leader di Forza Italia e del centrodestra non è per noi una novità ma occorreva sottolinearlo con un passaggio formale all'insegna della chiarezza, e questo finalmente è avvenuto".

[Informazioni tratte da Repubblica.it, Repubblica/Palermo - articolo di Antonio Fraschilla]

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26 ottobre 2013

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