Riapre dopo 42 anni a Palermo l'antica sala d'armi Triolo di Fondo Patti

Fu scuola di stile e di vita

10 dicembre 2002
Era il 1903 quando Domenico Triolo aprì la sua prima sala d'armi: in un periodo in cui gli schermidori siciliani erano conosciuti per la loro bravura, e venivano richiesti in tutto il mondo per le loro esibizioni.

Nel corso degli anni alcuni hanno anche arricchito il medagliere olimpico, fra questi il campione Vladimiro Clabrese.

Il figlio di Domenico Triolo, Guido, classe 1924, volle seguire le orme lasciate in terra siciliana dal padre, fino a quando non decise di trasferirsi nel Kuwait per trasmettere le sue conoscenze ai figli dei principi arabi.

Anni di grandi soddisfazioni per Guido che in territorio arabo non soffrì nessun problema, nemmeno con la lingua, perché chiarì subito che non avrebbe mai parlato l'inglese e così tutti si adattarono imparando a parlare l'italiano e il siciliano.

Ricorda ancora con emozione il racconto di sua madre: suo padre era ancora in tournée in America quando lui venne al mondo e al suo ritorno lo battezzò mettendolo in guardia.

Dopo sei anni passati in Kuwait, il ritorno in Sicilia, la spola tra Messina e Palermo, il ricongiungimento con il suo allievo Franco Iacono che considera come il suo erede naturale.

Non dimentica di ricordare il contributo dato dalla figlia Linda che rappresenta quella che lui definisce "terza generazione di istruttori".

Come tutti i grandi Guido Triolo ha ora un sogno: quello di rinverdire i fasti del passato e creare nuovi talenti facendo capire ai giovani che la scherma è anche maestra di stile e di vita.

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10 dicembre 2002

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