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Ricomincia a Palermo la protesta del Jazz nei confronti degli accordi non mantenuti dalla Regione

''U vinnituri n'zoccu avi abbannia''. Gli orchestrali del Brass Group suonano davanti la sede della Regione

13 maggio 2005

In questi  giorni a Palermo la protesta dei lavoratori ha assunto dei toni e dei colori veramente pittoreschi. Di fronte Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione Siciliana, decine e decine di orchestrali suonano un repertorio di jazz classico, mentre gli operai della Tecnosistemi e gli operatori del 118 ballano sventolando i loro cartelli su cui sono scritte proteste e rivendicazioni.
Sembrano immagini di un romanzo di Gabriel Garcia Marquez, e invece sono immagini della realtà, che fino a ieri si potevano vedere a Piazza Indipendenza.

Tre giorni fa alla protesta del maestro Ignazio Garsia, presidente dell'Associazione Brass Group e docente di musica jazz al conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo, che incatenandosi al proprio pianoforte denunciava il ritardo nell'erogazione dei contributi già assegnati dallo Stato alla sua associazione, si era unita la protesta di 300 disoccupati - aderenti a una sigla denominata ''Noi'' (Nuova Organizzazione Indipendente) - che si sono presentati davanti il Palazzo della Regione in mutande per rendere l'immagine di una condizione disagiata.

Ieri la scena si è ripetuta, non uguale ma simile, e insieme ai 100 lavoratori della Tecnosistemi, in cassa integrazione e in ansia per il futuro dello stabilimento, si sono uniti pochi minuti dopo gli operatori del 118 che rivendicano l'avviamento al lavoro. Poco è passato che le urla di protesta contro la Regione sono state sostituite dalle trombe e dai sassofoni di una cinquantina di musicisti del Brass Group, che si sono fermati al centro della piazza, nel frattempo chiusa al traffico, con gli automobilisti in coda a bocca aperta. I musicisti hanno raggiunto così il loro presidente che da tre giorni staziona col suo pianoforte davanti alla Presidenza. I musicisti hanno suonato pezzi jazz mostrando cartelli contro il governo di Salvatore Cuffaro e sfilando tra i metalmeccanici e gli operatori sanitari che, danzando e urlando cori di protesta, hanno creato due cordoni all'estremità della piazza.

''Lo Stato - ha dichiarato il maestro Ignazio Garsia nel primo giorno di protesta - ha destinato 833 mila euro per la ristrutturazione o l'acquisto di una sede per il Brass, una realtà culturale che opera da 30 anni, accreditando due terzi delle somme all'assessorato regionale per i Beni Culturali. Il governo regionale ha presentato un disegno di legge finalizzato a istituire un'orchestra permanente di jazz destinando a questo scopo il Teatro Santa Cecilia. L'assemblea regionale il 16 dicembre scorso ha approvato un ordine del giorno che impegna la giunta a partecipare quale socio fondatore all'istituzione della fondazione del Brass group. Perché allora tutti questi ritardi?''.

Dal sito del Brass Group - www.thebrassgroup.it -
Il 3 Maggio in via Piccola Teatro Santa Cecilia , è ricominciata clamorosamente la protesta civile del Brass Group ancora una volta originata dal fatto che - malgrado le ripetute promesse ricevute nelle sedi istituzionali le più autorevoli - non è stato finora posto all'esame dell'Assemblea Regionale l'ultimo dei quattro provvedimenti legislativi che - reiterati nell'arco di 14 anni (cioè dal 1991), e ogni volta esitati dalle rappresentanze politiche di Sala d'Ercole - avrebbero dovuto singolarmente dar vita in Sicilia a un Centro di Produzione Musicale, a un' Orchestra Permanente di Jazz, a una Civica Scuola di Musica e a un Museo del Jazz . Una Legge che finalmente sottrarrebbe i musicisti di Jazz siciliani alla discriminazione cui essi sono da sempre oggetto, rispetto ai lavoratori e agli artisti della musica cosiddetta ''colta'', nonostante il Jazz sia ormai universalmente riconosciuto fenomeno musicale paradigmatico della cultura del XX secolo.
Considerato che anche il più recente di tali progetti di legge rischia di restare ''lettera morta'' nei cassetti del più antico Parlamento italiano, riprende - a tempo indeterminato e fino a quando non verrà approvata la essenziale normativa in parola - la protesta di tutti i lavoratori del Brass Group che dopo la splendida stagione invernale del Blue Brass inaugurano i tre cartelloni della Stagione Estiva ''Jazz at the Spasimo'' che da maggio a settembre si svolgerà nel noto complesso monumentale. Nella Chiesa cinquecentesca e nei Giardini sul Bastione. Manifestazioni cui, nonostante l'ampio risalto mediatico ottenuto sulla stampa nazionale e su quella specializzata, paiono continuare a essere non adeguatamente sensibili nei termini e nel modo su accennati le personalità politiche e gli organi istituzionalmente preposti alla diffusione di ''tutta la cultura musicale dell'Isola''.

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13 maggio 2005
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