Rilanciare l'area industriale di Termini Imerese ...

Gli impegni, i passi avanti, le speranze e i dubbi di tutti gli operai che continuano a chiedersi cosa sarà di loro

14 ottobre 2011

Nei giorni scorsi la commissione Bilancio all'Assemblea regionale siciliana ha dato il via libera al disegno di legge per il rilancio dell'area industriale di Termini Imerese, dove si trova anche lo stabilimento della Fiat al centro di trattative tra la Dr Motor dell'imprenditore Di Risio interessato alla fabbrica e i sindacati dei metalmeccanici.
I commissari, riuniti dal presidente Riccardo Savona che ha co-firmato la proposta di legge, hanno dato parere positivo al testo, pronto adesso per l'esame in aula. Il ddl prevede finanziamenti per 450 milioni di euro: 100 milioni dallo Stato attraverso l'accordo di programma quadro e 350 milioni dalla Regione siciliana (200 con fondi comunitari e 150 a gravare sul bilancio regionale). Il ddl 'Misure urgenti e straordinarie per il rilancio e per il superamento della crisi dell'area industriale di Termini Imerese' è ritornato, dunque, alla commissione di merito, per poi essere trasmesso all'aula.
"Si tratta di una norma valida, di cui io sono firmatario - ha detto Savona - che interviene, attraverso la concessione di apposite garanzie creditizie, in favore delle imprese che realizzano programmi d'investimento destinati alla riqualificazione dell'area industriale di Termini Imerese. L'obiettivo primario è riqualificare l'area industriale di Termini, e salvaguardarne i livelli occupazionali".

Intanto, nell'ultimo degli incontri tenutosi al ministero dello Sviluppo economico tra Fiat e sindacati, è emerso che sono 511 i lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese sicuramente in possesso dei requisiti per andare in pensione tra sei anni, ovvero nel periodo che potrebbe essere coperto dagli ammortizzatori sociali. Si tratterebbe, infatti, di due anni di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività a cui si aggiungerebbero quattro anni di mobilità. Occorre, però, precisare che i lavoratori con i requisiti per andare in pensione tra sei anni potrebbero essere di più, visto che il numero sui 511 è quello che emerge dai dati Fiat. Cifre che non tengono conto degli anni di lavoro che possono essere stati maturati dai dipendenti in altre aziende.
Alla fine della riunione il segretario nazionale della Uilm, Eros Panicali, ha spiegato che nel corso dell'incontro "la Fiat non ha escluso la possibilità di dare risposte positive". Quindi, ha proseguito il sindacalista, "dobbiamo ora completare con Dr il discorso sul ricollocamento di tutti i lavoratori di Termini Imerese". Per Panicali "l'accordo deve prevedere che Dr dopo la cassa integrazione assuma i 1.312 lavoratori". Secondo il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Airaudo, "la soluzione deve prevedere il collocamento di tutti, per cui la cassa può essere uno strumento utile ma Dr deve chiarire che durante la cis deve riprendere tutti i lavoratori". A riguardo Airaudo ha avvertito: "Se ciò non dovesse avvenire per noi i lavoratori restano in carico alla Fiat". Sulla stessa linea anche il segretario nazionale dell'Ugl metalmeccanici, Antonio D'Anolfo, che ha sottolineato: "Ci sono dettagli da sbloccare su cassa integrazione e mobilità, la situazione è abbastanza complicata e per non fare errori è giusto considerare bene tutto il piano di Dr". Secondo il segretario nazionale della Fim, Bruno Vitali, "si stanno affinando i problemi, il lavoro finora è buono".

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, ANSA, Corriere del Mezzogiorno.it]

 

 

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14 ottobre 2011

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