Rilasciati i pescherecci siciliani sequestrati dalle autorità libiche

Erano stati bloccati sabato perché pescavano in acque territoriali libiche

01 dicembre 2011

Sono stati rilasciati ieri sera i due pescherecci siciliani sequestrati sabato scorso dalle autorità libiche nel golfo della Sirte con 12 uomini a bordo, 5 sul motopesca 'Asia' e gli altri 7 sulla 'Astra', iscritti rispettivamente al compartimento marittimo di Mazara del Vallo (ma di proprietà di un armatore di Aci Castello) e Siracusa. Le due imbarcazioni hanno già lasciato il porto di Misurata dove erano stati costretti ad ormeggiare dalle autorità libiche dopo il sequestro. I due motopesca stavano pescando in acque libiche e da qui la decisione del sequestro. La Farnesina ha confermato con viva soddisfazione che i due pescherecci sono stati autorizzati a riprendere il mare.
La notizia è arrivata dal sindaco di Aci Castello, Filippo Drago, che ha ricevuto comunicazione dal comandante dell'Asia, Giovanni Ganesio. Quest'ultimo ha confermato anche che stanno tutti bene.

"Sono contenta della positiva soluzione della vicenda. Ringrazio chi si è adoperato per restituire alle loro famiglie uomini che vanno per mare per riuscire a portare a casa il pane". È decisamente più sollevata Anna Scalisi, moglie e madre di tre marittimi imbarcati sul motopesca "Astra". "Non ho ancora avuto modo di sentire nè mio marito nè i miei due figli - ha raccontato la donna - spero comunque che molto presto giunga quella telefonata che in questi giorni carichi di angoscia ho tanto atteso". La signora Scalisi è la moglie di Pietro Ciotta, 63 anni, proprietario dell'«Astra», e madre di Marco Ciotta, 39, il comandante del peschereccio, e di Antonio, 42 anni. Con loro sul motopesca anche un quarto siracusano, Antonino Moncada, e tre marittimi tunisini. "Non so, non avendo ancora avuto modo di sentirli, quali siano i loro programmi - ha concluso la donna - Penso, comunque, che prima di fare rientro a casa si fermeranno per lavorare. Sono pescatori ed il loro lavoro è stare per mare".

La vicenda, hanno sottolineato dal ministero degli Esteri, è stata seguita sin dalle sue fasi iniziali dall'Ambasciata e dal Consolato Generale a Tripoli che, su istruzioni del ministro degli Esteri Terzi, ed in costante raccordo con l'Unità di Crisi, hanno tenuto in questi giorni tutti i necessari contatti, a vari livelli, con le istituzioni libiche, allo scopo di favorire una rapida soluzione del caso. Le autorità diplomatiche italiane in Libia hanno al contempo assicurato, in questi giorni, continua assistenza ai due equipaggi coinvolti, la cui vicenda ha visto in queste ore il suo positivo epilogo, a testimonianza degli eccellenti rapporti instaurati dall'Italia con la nuova dirigenza libica
Nonostante la caduta del regime di Gheddafi, infatti, anche il nuovo governo transitorio ha deciso di applicare la norma con cui il rais ha deciso di estendere unilateralmente il limite delle acque territoriali fino a 72 miglia.

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha manifestato soddisfazione per la positiva conclusione, cui si è pervenuti attraverso l'azione concertata della Regione e della Farnesina, dichiarando che "già da parecchi mesi la Regione contribuisce a creare buone relazioni con le nuove Autorità libiche".
Per Salvino Caputo, parlamentare del Pdl all'Assemblea regionale siciliana, "è chiaro che questi episodi evidenziano la necessità di avviare un percorso di dialogo sereno e costruttivo per evitare pericoli alle nostre imprese della pesca". "Oltre alle restrizioni imposte dalla normativa comunitaria ed alla concorrenza dei mercati extra europei - continua - il nostro settore produttivo della pesca è anche sottoposto ai pericoli ed ai rischi dovuti ai contrasti sulle sovranità delle acque del Mediterraneo. Considerato la nuova fase politica che si sta aprendo il Libia, sarebbe, invece - ha concluso Caputo - auspicabile la possibilità di una cooperazione".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Ansa, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno]

- Altri due motopesca siciliani sequestrati in Libia (Guidasicilia.it, 28/11/11)

 

 

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01 dicembre 2011

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