Ritorna l'incubo delle trivelle

Il Tar di Catania ha dato il via libera alla società petrolifera texana Pather per trivellare il Val di Noto

29 agosto 2007

Il 15 giugno scorso il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, a Palazzo Chigi per presentare la riapertura della cattedrale di Noto, faceva un annuncio a sorpresa, una piacevole sorpresa: ''La Panther Oil ha comunicato alla Regione di aver rinunciato alle trivellazioni in tutto l'abitato della città di Noto, in tutto il sito Unesco e nell'intera area di Noto Antica, oltre alla porzione di area vicina alla zona sud-est della riserva di Vendicari''.
Insomma, dopo anni di battaglie - da parte di alcuni - contro la multinazionale del petrolio americana che voleva sforacchiare l'immenso patrimonio dell'Umanità che è il magnifico Val di Noto, e dopo l'accorato appello di Andrea Camilleri che è riuscito a raccogliere migliaia di firme affinché un tale scempio non si consumasse, sembrava che stavolta i ''buoni'' avessero vinto, perché se nei fumetti sono sempre questi ultimi i vincitori, nella realtà, e in particolare in quella siciliana, raramente i ''buoni'' escono vittoriosi.
Non tutti però hanno gioito della notizia e tra questi il popolo dei NoTriv, cartello cittadino nato spontaneamente proprio per contrastare la trivellazione del territorio. Un paradosso? Per niente. Solo scetticismo basato sulla constatazione dei termini di rinuncia sviluppati dalla compagnia petrolifera texana. Appena qualche giorno dopo, infatti, i NoTriv scrivevano: ''Le recenti esternazioni del presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro hanno fatto credere che non vi saranno trivellazioni nel Val di Noto e quasi tutti i mass media ci sono cascati. Purtroppo non è così. La 'rinuncia' della compagnia petrolifera texana (la Panther Oil) è molto limitata (86 Kmq sui 747 kmq dell'intera concessione), riguarda zone già vincolate e non comprende quelle ad alta valenza agricola, paesaggistica e turistica che verrebbero perforate comunque. Gli amministratori, i media e i cittadini hanno subito un affronto''.

Dunque, in realtà non ci si era svegliati dall'incubo delle trivelle, questo semplicemente è stato per  un po' mitigato. Per un po'... appunto.
Ieri il Tar di Catania ha accolto uno dei due ricorsi presentati dalla Panther Eureka, che ha sede a Ragusa, e ha dato il via libera alla realizzazione del pozzo di esplorazione 'Eureka est', da aprire tra Noto e Rosolini, in contrada Zisola-Portelli. Secondo il Tar, l'assessorato regionale al Territorio e all'Ambiente aveva comunicato in ritardo la necessità di una valutazione di impatto ambientale, facendo così scattare il silenzio-assenso. E' stato invece respinto il ricorso per la realizzazione del pozzo denominato 'Gallo Sud 1'. In questo caso, il tribunale ha ritenuto che la valutazione di impatto ambientale sia effettivamente necessaria per la presenza nella zona di falde acquifere e di una vasta discarica di rifiuti.

Sconcertato il sindaco di Noto, Corrado Valvo: ''Le dichiarazioni della Panther, che diceva di voler andare via da Noto, erano una grande bufala perché in realtà non ha alcun interesse ad andare via dal nostro territorio. Continueremo la nostra battaglia giudiziaria e politica ma soprattutto mediatica. Continueremo la nostra battaglia degli intelletti per dire che le scelte del territorio vanno fatte nel territorio e che non abbiamo bisogno di turismo 'petrolifero [...] Noto, ora dichiarata dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità, merita attenzione e non può essere colonizzata''.
Sulla vicenda è intervenuto immediatamente il vice sindaco di Siracusa e responsabile delle politiche culturali di An Fabio Granata, da sempre in prima linea per la difesa del Val di Noto, che ha chiesto che il Governo regionale inserisca nel Ddl sullo sviluppo la definitiva revoca delle ricerche petrolifere nel Val di Noto. ''La sentenza del Tribunale amministrativo regionale - ha detto Granata - riapre infatti una maglia pericolosa che solo un atto politico finalmente chiaro e definitivo può chiudere. La Sicilia ha scelto un altro modello di sviluppo, ma ora, dopo tante parole, da parte di Cuffaro serve un segnale inequivocabile''.

E la risposta del governatore non si è fatta attendere. Cuffaro ha infatti annunciato un provvedimento del governo per bloccare le trivelle, garantendo una rapida soluzione al problema.
''Invitiamo la Panther Eureka a non dare il via ai lavori'', ha dichiarato il presidente della Regione. ''In ogni caso, a settembre, il governo con procedura d'urgenza presenterà all'Assemblea regionale siciliana un provvedimento che chiuda definitivamente la questione e impedisca le trivellazioni nell'area del Val di Noto''.
Grande determinazione nelle parole dell'assessore regionale al Territorio, Rossana Interlandi: ''La decisione del Tar non cambia di una virgola la scelta politica sul Val di Noto, che è unica e irreversibile: stop alle trivellazioni! Adotterò tutti quegli atti capaci di garantire, una volta per tutte, che le trivellazioni non saranno mai effettuate, anche a costo di iniziative personali clamorose''. L'assessore Interlandi ha sottolineato che la sua ferma posizione scaturisce dalla nuova strategia politica realizzata nei suoi tredici mesi all'assessorato, incentrata su un nuovo modello di sviluppo economico basato sulla tutela del territorio. ''Tutta la zona - ha proseguito Interlandi - e non solo la città di Noto, costituisce un patrimonio naturale ed artistico a cielo aperto che non ha eguali al mondo, da tutelare e utilizzare come veicolo di promozione turistica capace di produrre ricchezza. Senza andare dietro al miraggio di programmi industriali che sono estranei alla vocazione naturale del territorio, e che già in passato, imposti dall'alto in cambio del miraggio occupazionale, hanno prodotto lo scempio del nostro territorio e del nostro ambiente''.

Anche Legambiente Sicilia ha annunciato battaglia: ''Da qualche mese avevamo denunciato la maldestra e furba finta rinuncia della Panther, considerato che era già risaputo che non si può trivellare nelle vicinanze dei siti archeologici'', ha detto Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali per Legambiente Sicilia. ''Non tutti sanno - ha aggiunto - che la particolarità della Val di Noto, sito Unesco che comprende tre province, Ragusa, Siracusa e Catania, ed otto Comuni, è nella unicità e particolarità del suo paesaggio. Quello che è accaduto oggi è un'ulteriore dimostrazione della presa in giro. Non abbasseremo la guardia e continueremo la nostra battaglia, che deve essere di tutti, affinché la rinuncia alle trivellazioni da parte di tutte le compagnie sia totale, per affermare un diverso modello di sviluppo che in quest'area deve essere legato ai valori culturali. Ribadiamo la nostra richiesta - conclude Zanna - all'assessorato regionale ai Beni culturali affinché ponga, da subito, un vincolo paesaggistico su tutto il territorio interessato''.
Questa infine la posizione di Legambiente nazionale: ''Quelle trivellazioni sono uno scempio, un'offesa a un territorio pregiato, dove il paesaggio e i beni culturali valgono, anche economicamente, molto di più di un pozzo di petrolio. Daremo battaglia, in tutte le sedi possibili, per fermare questo ennesimo tentativo di saccheggio della Sicilia''.

Pro memoria: tre mesi fa la Panther aveva comunicato al Corpo siciliano delle miniere di rinunciare a trivellare in un'area di 86 chilometri quadrati, su una superficie complessiva destinata alle ricerche petrolifere di 746 chilometri quadri, sulla base delle concessioni ottenute dalla Regione siciliana nel 2004. I comuni interessati ai ''tagli'' erano Noto (21 chilometri quadri), Ragusa (17), Modica (9), Scicli (1), Caltagirone (23) e Palazzolo Acreide (un chilometro quadro).
Il progetto della società petrolifera texana prevede nel corso di sei anni la perforazione di ventuno pozzi esplorativi entro l'ambito territoriale di 746,137 chilometri quadrati ''con l'esclusivo obiettivo, formalmente dichiarato, di accertare l'eventuale esistenza nel sottosuolo di riserve di gas naturale  economicamente sfruttabili''. L'investimento previsto è di 43 milioni di euro di capitali esteri.

- Stop alle trivelle nel Val di Noto (Guidasicilia.it, 16/06/07)

- Lo stop alle trivellazioni è solo una grande bufala (Guidasicilia, 20/06/07)

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29 agosto 2007

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