Ritornano i Forconi!

Dicembre nero per le autostrade italiane: blocchi e presidi ad oltranza sugli snodi fondamentali del traffico

28 novembre 2013

Hanno annunciato una nuova serrata che partirà proprio da Catania per "chiedere provvedimenti per difendere e sostenere il lavoro delle piccole e medie imprese di tutti i settori": i Forconi sono pronti a scendere nuovamente sulle strade siciliane, ma stavolta l'obiettivo è quello di bloccare tutta l'Italia grazie alla solidarietà incassata da centinaia di comitati spontanei del Nord Est, che dopo un vertice svolto a Verona hanno deciso di affiancare nella protesta il movimento guidato da Mariano Ferro.

Si prevede quindi un dicembre nero per le strade italiane, con la serrata ad oltranza che dovrebbe partire l'8 dicembre alle 22 proprio da Catania, dal casello della A18 di San Gregorio coinvolgendo disoccupati, autotrasportatori e agricoltori che paralizzeranno l'isola effettuando presidi sugli snodi fondamentali del traffico. La protesta inizierà in contemporanea anche al casello di Tremestieri a Messina e nei porti di Priolo, Gela e Milazzo, con l'intensione dichiarata di provocare disagi all'intera isola.
Il 9 dicembre poi, a fermarsi saranno gli agricoltori veneti, gli autotrasportatori e i Cobas del latte per una protesta che coinvolgerà anche tutto lo Stivale.

"In un momento così drammatico per milioni di italiani un governo ed un parlamento di nominati non può permettersi di chiedere ad un popolo stremato, sacrifici impossibili - ha dichiarato il leader dei Forconi Mariano Ferro, spiegando i motivi per i quali si procederà al nuovo blocco - così come non può consentire che mezza Italia sia pignorata per la colpa grave di non riuscire a rispettare gli impegni con le banche e col fisco in considerazione di una pressione fiscale tra le più alte del pianeta. Forse la crisi non investe tutti alla stessa maniera ma ormai siamo tanti a non farcela e a preferire la chiusura delle attività per evitare ulteriori indebitamenti".

Si tratta di una protesta estrema che i Forconi hanno intenzione di attuare, paralizzando del tutto la viabilità, per avere risposte, che fino ad ora - sottolineano - non hanno ricevuto, sul perché dell'aumento costante delle tasse per "mantenere una spesa pubblica insostenibile ed un'arrogante sistema indifferente nei confronti del disastro che stanno attraversando centinaia di migliaia di imprese con maestranze a seguito". "Andare avanti così non è possibile per questo rilanciamo una mobilitazione sul modello di quanto avvenuto in Sicilia nel gennaio del 2012 ma che, questa volta, interesserà tutto il territorio nazionale", ha evidenziato ancora Mariano Ferro, sottolineando che se entro il prossimo 9 dicembre ci saranno segnali di cambiamento il presidio ed il volantinaggio potrebbero anche essere ridimensionati. La protesta dei Forconi, preoccupati anche dell'aumento sul carburante previsto per i primi mesi del 2014, se sarà come quella degli altri anni potrebbe mettere in ginocchio l'Isola con l'assenza del carburante, ma anche dei beni di prima necessità. [Fonte: Italpress - Corriere del Mezzogiorno]

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28 novembre 2013

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