Crea gratis la tua vetrina su Guidasicilia

Acquisti in città

Offerte, affari del giorno, imprese e professionisti, tutti della tua città

vai a Shopping
vai a Magazine
 Cookie

Rosario Crocetta parla all'Ue

Il governatore siciliano a Bruxelles parla di sbarchi, fondi europei e agricoltura

26 giugno 2014

"Gli sbarchi dei migranti hanno un effetto psicologico negativo sui turisti. Ad ogni sbarco, seppure questo non abbia alcuna incidenza vera sulla vita dell'isola, il giorno stesso arrivano centinaia di disdette. In luoghi dove si preannunciava il pieno, c'è calo di presenze. Questo deve essere risarcito. C'è un effetto-panico irrazionale da immigrazione. L'Ue dovrebbe attivare misure compensative per i danni indotti. Non può essere un problema solo della Sicilia".
Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta, da Bruxelles - dove è volato ieri per una due giorni di incontri e per partecipare alla seduta plenaria del Comitato delle Regioni Ue -, lancia l'allarme sugli effetti negativi degli sbarchi dei clandestini sul turismo.

"C'è poi tutta la questione dei minori non accompagnati, che per effetto delle sentenze giudiziarie vengono affidati ai Comuni, che non ricevono alcun rimborso per questo. Si tratta di giovani che vogliamo accogliere e accogliamo, e che sono a carico dei Comuni per diversi anni, fino a compimento della maggiore età", ha spiegato Crocetta. "Alcuni piccoli Comuni hanno dovuto dichiarare il dissesto per effetto di tali costi. Tutto ciò è inaccettabile. La Regione Siciliana sta attivando la solidarietà anche nei confronti di queste amministrazioni, ma non può andare così. L'immigrazione è un problema europeo e non siciliano. La Sicilia vuole accogliere ma non può più pagare".

Il governatore siciliano ha parlato anche della spesa dei fondi Ue. "In un solo anno abbiamo fatto un salto avanti che ci ha classificato tra le Regioni che hanno avuto la miglior performance. I ritardi del passato ci pesano ma stiamo lavorando per coprire il gap, come abbiamo fatto nel 2013. Noi vogliamo assolutamente spendere tutto, ma è una corsa contro il tempo". "Nei cinque anni che hanno preceduto il mio insediamento - ha aggiunto Crocetta - il dato dell'assorbimento dei Fondi Ue per la programmazione 2007-2013, al 28 febbraio 2013 era del 18,1%. Un anno dopo, al 28 febbraio 2014, il dato era del 41,7%".

Crocetta è intervenuto anche sulla "situazione drammatica" in cui versano l'agricoltura e la pesca della Regione a causa degli accordi "fallimentari" raggiunti dall'Ue con i Paesi del nord Africa, "in particolare l'accordo Eu-Marocco", che non hanno previsto "alcuna norma di salvaguardia per i Paesi Ue che si affacciano sul Mediterraneo".
"La politica Euromediterranea non può escludere la Sicilia e i Paesi del sud Europa. Occorrono misure urgenti che sottoporrò all'attenzione della Commissione europea e del governo italiano", ha spiegato Crocetta, annunciando come per la Sicilia abbia intenzione di "proporre una legge che consenta di bloccare l'import dei prodotti agricoli laddove il prezzo dei prodotti provenienti dall'estero scenda al di sotto del 30% del costo di produzione siciliano".

"Non si tratta di essere chiusi o sordi rispetto alle questioni del sud del mondo - ha affermato il presidente della Regione Sicilia - ma occorre che l'Europa comprenda che Regioni come la Sicilia fanno parte del sud del mondo e quindi non si possono fare accordi internazionali che danneggiano le nostre produzioni senza misure di salvaguardia o compensative come avviene attualmente". "Il Sud dell'Europa subirà un'ulteriore spaventosa recessione se non si salvano agricoltura e pesca", ha osservato ancora Crocetta, evidenziando come "la concorrenza non sempre sia leale, poiché mentre in Ue prevalgono norme molto rigide, tali norme non si applicano nei Paesi extra-europei, anche a svantaggio dei diritti dei consumatori".

Parlando della situazione dell'agricoltura siciliana il governatore ha spiegato che "moltissime produzioni di ortofrutta rischiano di essere abbandonate e migliaia di operatori sono sottoposti a procedure di pignoramento delle aziende e delle attrezzature, perché non ce la fanno più". "Per capire il perché - ha detto ancora - basta guardare ad alcuni dati: la produzione delle arance ha un costo minimo di produzione di 35 centesimi al chilo, ma sul mercato vengono vendute a 8 centesimi. I pomodori ciliegini costano un euro alla produzione, ma sul mercato si vendono a 25 centesimi, la produzione delle melanzane al chilo costa 50 centesimi, contro i 5 centesimi sul mercato, ed il grano duro, a fronte dei 50 centesimi di produzione, viene venduto a due centesimi. Rischiamo di essere travolti dalle logiche della politica europea - ha concluso Crocetta -. Sono super-europeista e per il dialogo Euro-mediterraneo, ma si devono porre dei limiti. La Sicilia rischia la desertificazione, perché con queste politiche la gente non ha più interesse a investire".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it]

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

26 giugno 2014
Caricamento commenti in corso...

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia