Rose siciliane agli europei di atletica di Barcellona

Medaglia di bronzo per la bagherese Anna Incerti nella maratona, medaglia d'Argento per la palermitana Simona La Mantia nel triplo salto

02 agosto 2010

Protagoniste assolute dei Campionati europei di atletica leggera di Barcellona, le siciliane Anna Incerti e Simona La Mantia, hanno regalato una forte e bella emozione sia allo sport femminile che a quello isolano. La bagherese Incerti arrivata terza alla maratona ha guadagnato un bronzo importantissimo, mentre la palermitana La Mantia ha chiuso la finale del triplo con un meritatissimo argento.

Anna Incerti: "Grande risultato, vale come un oro" - "Quando un atleta deve presentarsi, spesso il tutto si riduce ad una sfilza di risultati tecnici. Io credo che dietro ad un risultato ci sia sempre una piccola o grande storia, e nella storia non c'è solo l'atleta ma anche un insieme di persone che lo hanno aiutato a diventare un campione": sono le parole di una delle più grandi maratonete della storia italiana Franca Fiacconi e sono le più adatte per descrivere anche Anna Incerti che - a trenta anni - ha conquistato il bronzo nella maratona durante gli europei di Barcellona. Grinta, determinazione, carattere gli ingredienti di una gara memorabile.
Minuta, capelli corti, grandi occhi neri, espressione vivace, dietro il successo di Anna c'è l'amore di una vita, suo marito Stefano Scaini, crossista e mezzofondista di rilievo delle Fiamme Gialle e della nazionale italiana. Un anno fa nozze fiabesche e, sotto i veli dell'immacolato abito nuziale, spuntavano le scarpette da corsa.
"Con Stefano - racconta la campionessa - ci siamo conosciuti agli europei di cross nel 2002 a Medulin. È stato veramente un colpo di fulmine e da subito ho capito che le cose erano serie. L'intesa migliorava sempre più e Stefano ha poi preso la decisione di trasferirsi a Bagheria per poter essere sempre insieme ma condividere anche le fatiche quotidiane dell'allenamento, essendo passato anche lui sotto la guida del prof. Tommaso Ticali. Averlo sempre qui per me è una sicurezza maggiore e un punto fermo nella mia vita".
Il bronzo vinto sabato per lei vale come l'oro, quarta medaglia per l'Italia a Barcellona. La siciliana delle Fiamme Azzurre si è piazzata al terzo posto in 2h32:48 in una gara segnata dall'iniziativa vincente della lituana Balciunaite (2h31:14). Argento alla russa Yulamanova (2h31:14). Decima in 2h36:20 Rosaria Console, dopo essere rimasta fino a 5 km dal traguardo in lizza per la quinta posizione. Tredicesima Deborah Toniolo (2h37:10).
"Questa medaglia per me è come se fosse d'oro. Quelle che mi vedete in viso sono lacrime di gioia. Non credo di aver sbagliato nulla oggi, anche se ho puntato l'argento fino in fondo. Ne avevo in corpo fin dall'inizio, ho controllato e, poi passato il 35 km, mi sono resa conto che stavo ancora bene. C'ero e non ho pensato a nient'altro che a me stessa e alla mia gara. Non potete immaginare quanto la volessi questa medaglia! Ho lavorato tanto per arrivarci e questi ultimi due mesi sono stati davvero duri anche per chi come mio marito Stefano ha dovuto sopportarmi. Questo risultato è un punto di partenza, per il quale dico grazie al mio allenatore Tommaso Ticali".

Simona La Mantia: "Non ho mai mollato" - Un sogno che diventa realtà, nella giornata delle donne e della Sicilia. Simona La Mantia ha messo fine ad un calvario durato troppe stagioni e si è messa al collo la 5/a medaglia italiana degli Europei, chiudendo al secondo posto, con 14,56, la finale del triplo donne.
L'avvio della saltatrice palermitana è stato straordinario. La palermitana ha piazzato subito un clamoroso 14,56, personale stagionale, ed è andata in testa alla gara. Il sogno si è cominciato a materializzare alla fine del quinto giro. La serie finale non ha portato altre novità, e quando la certezza della medaglia diventa tale, Simona si è sciolta in un sorriso.
Per la siciliana, maglia Fiamme Gialle (ma di scuola Cus Palermo), allenata da Michele Basile, campionessa europea Under 23 a Erfurt 2005, e straordinaria promessa del movimento giovanile italiano solo qualche anno fa, è un ritorno dirompente, fragoroso, che riporta sulla scena un'atleta che a 27 anni ha già vissuto almeno un paio di vite in atletica.
"Non ci credo, ho avuto tre anni d'infortuni (specie ai tendini n.d.r.) e di cercare di riprendermi, poi quest'anno tutto insieme, titolo italiano ed ora l'argento europeo. Veramente non ci credo, sono troppe emozioni tutte insieme.... Grazie al mio allenatore che ha sempre creduto in me - ha detto ancora l'azzurra - ed alla mia famiglia, il mio ragazzo e alle Fiamme Gialle ed ai loro dirigenti che mi sono sempre stati vicini. Io ho avuto il merito di non mollare mai, di stringere i denti ed andare avanti. Non mi sono mai detta 'adesso smetto', ho fatto tantissimi sacrifici ed ora sono contenta di questo risultato che ho ottenuto".
"Per la mia isola è una giornata indimenticabile, bellissima - ha detto emozionata -. Sono entrata in pedana con la voglia di fare bene, sapevo di poterci riuscire perchè in allenamento avevo fatto buoni risultati. Però pensavo che la mia misura di 14,56 non sarebbe bastata per una medaglia. Invece è andata bene, e adesso ancora non ci credo. Le mie lacrime dopo la gara? È stato tutto emozionante, qui a fare il tifo per me c'erano io miei genitori, il mio ragazzo ed alcuni amici che hanno anche fatto uno striscione per me. Ora riparto da qui per migliorare e fare sempre meglio".

[Informazioni tratte da La Siciliaweb Sport]

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02 agosto 2010

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