Sapete perché sono così tanti gli italiani che non leggono? Perché trovano che leggere sia tempo sprecato (!!)

08 ottobre 2007

LEGGERE? PER GLI ITALIANI E' TEMPO SPRECATO
di Paolo Petroni (ANSA)

Per il 61% degli italiani che non leggono mai, nemmeno un libro l'anno (il 62% del totale della popolazione sopra i 15 anni, 48 milioni di persone), leggere è uno spreco di tempo: alla domanda perché non lo fa, il 12% risponde letteralmente è tempo sprecato, il 16 che è tempo sottratto a cose più divertenti, il 33 che è tempo in cui si può fare altro.
Sono dati nuovi, che escono dalla rilevazione biennale della Ipsos per la Mondadori sulla lettura e l'acquisto di libri, presentata la scorsa settimana a Roma da Gian Arturo Ferrari, direttore generale della divisione libri. ''Esce un quadro che è drammatico per il paese e più che buono per quanti vivono dell'industria del libro'', dichiara Ferrari, sottolineando il paradosso di un paese in cui una stragrande maggioranza non legge proprio, il numero dei lettori é in diminuzione, ma resta il sesto mercato editoriale del mondo, perché invece aumentano i suoi acquirenti con buona istruzione e buon reddito, passando da 27 a 29 milioni di persone.

L'aumento maggiore riguarda il centro Italia, perché Roma è divenuta la città dove si comprano più libri in assoluto, ''probabilmente grazie anche alla vivacità culturale che ha caratterizzato gli ultimi anni''. ''Dal punto di vista economico - spiega Ferrari - noi potremmo quindi non interessarci del problema, ma è gravissimo per un paese che, ad abbandonare la lettura (-8% rispetto al 2003), siano i ceti più svantaggiati (meno reddito, meno istruzione, del sud), aumentando la forbice sociale. C'è bisogno di una vera campagna di promozione della lettura mirata ai non lettori: non si devono più inseguire quelli che vanno alla fiera di Torino o a Mantova, ma quelli che dal libro si allontana sempre di più e vanno sparendo all'orizzonte''.
A questo proposito si nota che il 20% di chi non legge non lo fa perché gli ricorda la scuola: ''Su questo bisogna riflettere, assieme al fatto che un altro 14% lo trova troppo impegnativo e faticoso. Negli altri paesi avanzati dell'Ue la scuola non ha una tale influenza negativa'', dice sempre il manager Mondadori, aggiungendo: ''Basterebbe, ogni anno, il contributo dello stato per la realizzazione di un solo film, per intraprendere una campagna seria quinquennale di promozione della lettura in quel settore, che darebbe frutti sicuri''.
Concorda su questo Luciano Scala, direttore generale del Ministero dei beni culturali, mentre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Franco Levi, con delega per l'editoria, si è scusato di andarsene senza intervenire nel merito: ''Preferisco parlare quando ho qualcosa di certo da dire''.

I confronti della ricerca 2007 vengono fatti con quella del 2003, perché l'altra intermedia, del 2005, che dava una vistosa crescita dei lettori italiani (46% rispetto al 39 e al 38 attuale), era falsata da due fatti contingenti: lo straordinario successo, al di là di qualsiasi lettore abituale, del Codice da Vinci e il boom dei libri allegati ai quotidiani. Col ritorno alla normalità, si vede invece che vi è una leggera flessione.
Quanto ai lettori, dal sondaggio Ipsos-Mondadori escono alcune curiosità. A influenzare un acquisto è soprattutto il passaparola (che arriva a condizionare il 40% dei lettori deboli quelli che leggono da 1 a 5 libri l'anno, 79% del totale), mentre i lettori medi e forti (da 6 a oltre 20 libri l'anno, il restante 21% del totale) si dicono al 33% influenzati dalle visite in libreria e al 20% dalle recensioni, mentre pubblicità e apparizioni tv hanno un'influenza quasi irrilevante, inferiore al 5%. ''Certo bisogna tener conto che il sondaggio si basa su risposte, non su dati si fatto, e quindi ci può essere un margine di approssimazione e magari di atteggiamento'', ricorda Ferrari, sottolineando che alla domanda perché legge? Il 79% risponde con un vago per rilassarmi, e sono al metà quelli che dicono di farlo anche per pensare, crescere e informarsi. C'è poi un 19% (principalmente donne) che aggiunge di farlo per sognare e un 13% per vivere altre vite.

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08 ottobre 2007

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