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Sbarchi senza fine e altri morti

Le testimonianze choc dei migranti soccorsi sabato scorso al largo di Lampedusa

23 luglio 2014

Proseguono senza sosta gli arrivi di migranti sulle coste siciliane. Martedì sera a Palermo sono approdati 61 extracomunitari, tra cui anche due donne. Sulla petroliera che li ha salvati nell'ambito dell'operazione 'Mare nostrum' c'erano anche i cadaveri di cinque immigrati recuperati nel Canale di Sicilia. Sul molo ad accogliere gli extracomunitari, che avevano ustioni alle braccia e alle gambe, i volontari della Croce Rossa e i sanitari dell'Azienda sanitaria provinciale.
Intanto saranno celebrati nel primo pomeriggio a Pozzallo, nel ragusano, i funerali dei 45 migranti morti durante la traversata in mare nel Canale di Sicilia e arrivati in città l'1 luglio. Nei giorni scorsi, infatti, è giunto il nulla osta da parte della Procura di Ragusa. Le esequie, alla presenza del sottosegretario di Stato, Domenico Manzione, si svolgeranno nell'area portuale. Saranno celebrati anche i funerali di altri tre migranti morti nel corso di precedenti viaggi della speranza. Il sindaco di Pozzallo ha proclamato il lutto cittadino.

E sono scioccanti le testimonianze dei sopravvissuti alla tragedia sfiorata lo scorso 19 luglio, soccorsi da una petroliera danese e sbarcati a Messina. Secondo i racconti raccolti dalla polizia, una sessantina di persone sarebbero state accoltellate e gettate in mare. L'imbarcazione, secondo le testimonianze riferite dal dirigente della squadra mobile di Messina, Giuseppe Anzalone, sarebbe partito con circa 700 migranti a bordo. I dispersi, caduti in acqua e affogati, sarebbero una cinquantina, altri 60 sarebbero stati accoltellati e gettati a mare, 29 sono i cadaveri trovati nella stiva oltre a una donna morta durante i soccorsi e al bimbo di due anni giunto cadavere nel porto della città dello Stretto. "Il barcone era strapieno - dice Anzalone - dalle testimonianze ci sarebbero state circa 700 migranti. Le persone di nazionalità araba avevano pagato di più da 1000 a 2000 dollari ed erano sul ponte mentre gli africani che erano nella stiva avevano pagato da 250 a 500 dollari".

Dopo i racconti dei testimoni la squadra mobile messinese ha arrestato Mhamed Morad Al Fallah, 21 anni, di Damasco, Youssef Dahman, 21 anni, di Fes (Marocco), Abdrzakc Asbaoui Asbaoui, nato a Bnimlal (Marocco), 25 anni, Saddam Abuhddayed, nato a Khanyounis (Palestina), 25 anni, Jamal Rajeb, 32 anni, nato in Arabia Saudita accusati di omicidio plurimo. Tre di loro hanno cercato di scappare: avevano il biglietto del pullman per Milano in tasca.

Sarebbero questi cinque uomini gli assassini del barcone che hanno cominciato ad accoltellare, bastonare  e gettare in acqua i loro compagni di viaggio per paura - dicono alcuni testimoni -  che l'imbarcazione si capovolgesse dopo il caos sorto a seguito di dissidi tra Arabi e Africani perché quest'ultimi viaggiavano nella stiva e volevano uscire fuori. Inoltre sul ponte si sarebbero contrapposte due fazioni tra le persone che volevano tornare indietro viste le precarie condizioni del barcone e quelle che invece volevano proseguire il viaggio. Gli scafisti, che nulla hanno fatto per fermare la mattanza, erano stati fermati ieri dalla polizia: tre tunisini Hicham Rjab, 37 anni, Mohammed Zahi, 37 anni e Karouf Aref, 30 anni.
Gli investigatori affermano che "le testimonianze concordano sulle modalità con cui decine di profughi sono state ammassate all'interno della stiva del barcone e chiuse dentro. È stata tolta la scala interna e chiusa la porta dall'esterno eliminando così l'unica presa d'aria alla stiva. In pochi minuti il calore è diventato insopportabile e l'aria irrespirabile a causa dei gas di scarico del motore. La disperazione ha spinto quindi i prigionieri a forzare la porta e salire in coperta".
I testimoni hanno detto che gli assassini "sceglievano a caso le vittime, che erano già in coperta o che venivano fuori dalla stiva, uomini o donne che fossero, uccidendole e gettando i corpi in mare".

Amnesty International: "L’assordante silenzio dell’Europa" - "L’Europa ha perso qualcosa di profondamente prezioso: la sua capacità di dimostrare umanità. Mentre interi gruppi familiari provenienti dalla Siria e molti altri rifugiati originari da paesi come Eritrea e Somalia annegano perché non hanno alternative, il silenzio dell’Europa è assordante".
Con queste parole, Carmen Dupont, coordinatrice della campagna europea Sos Europa dal campo di Lampedusa ha espresso la grave preoccupazione di Amnesty International per l’alto numero di persone - centinaia - che hanno perso la vita, negli ultimi giorni, in quel pezzo di mar Mediterraneo che separa  l’Italia dalla Libia. Di fronte a questo assordante silenzio Amnesty continua a chiedere ai governi dell'Unione europea di rafforzare le attività di ricerca e soccorso nel mar Mediterraneo; l’operazione "Mare nostrum" va apprezzata ma è chiaro che rafforzare le attività di ricerca e soccorso in mare può essere fatto efficacemente solo attraverso un’azione congiunta cui tutti gli stati membri dell’Ue devono contribuire.
Amnesty chiede di cambiare le attuali politiche e prassi europee su immigrazione e asilo, concentrate nell’impedire alle persone, a ogni costo umano, di raggiungere l’Europa. Queste politiche e prassi, via via restrittive, hanno avuto l’unico effetto di spingere persone disperate a intraprendere viaggi sempre più rischiosi. Senza avere di fatto a disposizione alcun canale sicuro e legale per raggiungere l’Europa, le persone sempre di più finiscono nelle mani dei trafficanti e sono costrette a rischiare la vita su imbarcazioni inadatte alla navigazione.
Ma le alternative esistono. Gli stati europei devono offrire ai rifugiati maggiori canali sicuri e legali di accesso alla protezione. Per iniziare, dovrebbero aumentare il numero dei posti messi a disposizione per il reinsediamento e l’ammissione umanitaria e favorire il ricongiungimento familiare dei rifugiati che hanno parenti all’estero.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, Lasiciliaweb.it, Amnesty.it]

- Viaggi senza speranza (Guidasicilia.it, 22/07/14)

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23 luglio 2014
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