Schifani indagato per mafia?

Il presidente del Senato: "Accuse false e infamanti". La Procura di Palermo smentisce la notizia pubblicata da L'Espresso

01 ottobre 2010

Il presidente del Senato, Renato Schifani, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo rivela un articolo di Lirio Abbate su l’Espresso da oggi in edicola.
La Procura di Palermo, tuttavia, ha smentito la notizia: "Normalmente non rispondo a questo tipo di domande ma in questo caso faccio un'eccezione: il nominativo di Renato Schifani non è iscritto nel registro notizie di reato di questa Procura", ha dichirato il procuratore Francesco Messineo.
Stando all'articolo di Abbate, il fascicolo sul politico del Pdl sarebbe stato aperto mesi fa come "atto dovuto" e in queste settimane sono in corso gli interrogatori per fare luce sul suo passato di civilista e i suoi rapporti con gli uomini dei boss Graviano. In un interrogatorio del 20 settembre scorso Gaspare Spatuzza ha raccontato che nel 2000, in carcere a Tolmezzo, aveva parlato dell’avvocato Renato Schifani con il boss Filippo Graviano, di cui era guardaspalle. Il presidente del Senato era stato l’avvocato di Pippo Cosenza, l’imprenditore di Brancaccio che tra il ’91 e il ’92 aveva messo a disposizione del boss un capannone per incontri tra mafiosi, un capannone in cui il boss Graviano aveva stabilito il suo ufficio. Più volte, racconta Spatuzza, Schifani sarebbe andato al capannone di Cosenza proprio mentre il boss era nel suo ufficio. Secondo Spatuzza, Schifani sarebbe stato il tramite fra i Graviano, autori delle stragi del 1993 a Roma, Milano e Firenze, e Dell’Utri. Ora gli inquirenti dovranno far luce sulle affermazioni del pentito per stabilire se si tratti di deduzioni o di fatti reali.

Dopo la smentita del procuratore Messineo, Schifani è intervenuto per commentare la notizia de L'Espresso. "Sono accuse ripetute, infami e false, destituite di qualsiasi fondamento". "Affermo la mia totale estraneità ai fatti riportati da certa stampa - ha poi dichiarato il presidente del Senato. - Prendo atto della smentita da parte del Procuratore della Repubblica di Palermo". "Ritengo comunque doveroso affermare con forza - ha aggiunto in una nota Schifani - che sono un cittadino e un politico onesto che ha sempre combattuto la mafia con fatti e atti legislativi concreti, che hanno consentito allo Stato importanti successi nella lotta alla criminalità organizzata. Considero e ho sempre considerato la trasparenza, la correttezza umana, deontologica e professionale i principi irrinunciabili della mia esistenza".
I colleghi del Pdl hanno subito fatto quadrato attorno al presidente del Senato. "La smentita che arriva dalla Procura di Palermo dimostra, ancora una volta, che alcune inchieste giornalistiche hanno l’unico obiettivo di alimentare la gogna mediatica contro gli avversari politici", ha detto il ministro Gelmini, mentre il ministro Rotondi ha espresso vicinanza al presidente Schifani, "persona di profonda integrità morale".
"Le anticipazioni de L’Espresso riguardanti la seconda carica dello Stato, nettamente smentite dal procuratore capo di Palermo, dimostrano chi sono gli autori e i manovratori della macchina del fango che avvelena il corpo politico e le istituzioni democratiche del nostro paese", ha scritto in una nota il coordinatore del Pdl e ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi.
"Schifani indagato a Palermo? Sono solo minchiate", ha tagliato corto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianfranco Miccichè, a margine della festa del Pdl a Pietrelcina. "Se Schifani è indagato - ha aggiunto il sottosegreatario - per le notizie uscite l'altra volta, ovvero che lui nel '93 sarebbe stato l'uomo di collegamento tra la mafia e Berlusconi, posso permettermi di dire che assurdita' simili non le ho mai sentite, perché sono stato io a presentare il presidente del Senato a Berlusconi nel 1995".

L'Espresso, in un comunicato diffuso dalla direzione del settimanale, in merito all’indagine sul presidente del Senato, Renato Schifani, ha confermato "l’esistenza di una inchiesta iscritta quest’anno nel registro generale notizie di reato della Procura della Repubblica di Palermo”.

- L'articolo di Lirio Abbate su L'espresso

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, Il Fatto Quotidiano, La Stampa, Rainews24]

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01 ottobre 2010

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