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Scontri a Teheran per il 31° anniversario della rivoluzione islamica

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad: ''Se Israele attacca verrà distrutto''

11 febbraio 2010

Tensione alle stelle in Iran dove oggi si celebra il 31mo anniversario della rivoluzione islamica. Scontri si sono già registrati in diverse piazze di Teheran. Secondo quanto riferito dai blogger iraniani, le forze di sicurezza hanno sparato e lanciato lacrimogeni sui sostenitori del movimento dell''Onda verde' scesi in strada per la prima volta dopo la repressione del 27 dicembre, malgrado i moniti e le minacce delle forze dell'ordine pronte a reprimere ogni manifestazione non approvata ufficialmente.
Assalito anche il leader riformista Mehdi Karroubi che sarebbe stato ferito alla testa. "Karoubi è stato attaccato dalle forze di sicurezza nel centro di Teheran... hanno rotto i vetri della sua macchina... Karoubi non è ferito in modo grave", si legge sul sito Jaras. Lo stesso sito ha riferito che le forze dell'ordine hanno preso di mira anche l'ex presidente Mohammad Khatami.
Da un blogger arriva la notizia di una ragazza uccisa a Teheran nel corso degli scontri tra manifestanti dell'opposizione e forze di sicurezza: Leila Zarei, 27 anni. La stessa notizia è stata riferita via telefono alla radio Epersian da un ascoltatore che sta partecipando alle proteste, anche se nessun organo ufficiale ha ancora confermato la notizia della morte della ragazza. La Cnn riferisce che nelle strade "circolano pick-up che diffondono slogan pro-governativi attraverso gli altoparlanti".
La folla è confluita all'interno di una serie di cortei nella Piazza Azadi, dove è previsto l'intervento del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. In tutto il paese, ha reso noto la televisione statale, milioni di persone stanno prendendo parte alle celebrazioni per l'anniversario della rivoluzione del 1979.

Il presidente Mahmoud Ahmadinejad minaccia Israele ammonendolo a non avviare un'azione militare. Nel corso di una conversazione telefonica avuta ieri sera con il presidente siriano Bashar al-Assad, Ahmadinejad ha detto di avere "informazioni attendibili... secondo cui il regime sionista sta cercando il modo di compensare le sue ridicole sconfitte subite per mano del popolo di Gaza e di Hezbollah in Libano", ha riferito l'emittente IRIB. "Se il regime sionista ripetesse i suoi errori e avviasse un'operazione militare, allora bisognerebbe contrastarlo con tutta la forza per fare in modo che sia distrutto una volta per tutte".

Esercito Informatico Iraniano minaccia AKI: ''Colpiremo i siti ostili al nostro popolo'' - Una minaccia di 'hackeraggio' da parte di un gruppo di pirati informatici iraniani filogovernativi è stata inviata ieri all'agenzia Aki-Adnkronos International. In un'email scritta in lingua farsi, il gruppo denominato 'Iranian Cyber Army' ha minacciato di colpire "drasticamente" quei "centri di informazione che vogliono portare avanti la loro attività ostile rispetto al popolo iraniano". Nel messaggio, in cui appare il logo del gruppo, un fucile stilizzato a cui è appesa una bandiera iraniana, il gruppo si definisce "potente" e minaccia, oltre ad Aki, "tutti i siti di informazione e gli attivisti coinvolti nel 'progetto soft' destinato a rovesciare il governo iraniano", un riferimento a un presunto piano per sovvertire la Repubblica Islamica senza ricorrere alle armi e con il supporto di potenze straniere.
Il gruppo ha ricordato di essere già riuscito a oscurare alcuni importanti siti dell'opposizione iraniana all'estero, come il noto 'Mowjcamp'. "Il potente Esercito Informatico Iraniano avvisa tutti i siti di informazione e gli attivisti coinvolti nel 'progetto soft' destinato a rovesciare il governo che, come siamo riusciti a oscurare il sito 'Mowjcamp', abbiamo la possibilità di colpire anche altri centri di informazione che vogliono portare avanti la loro attività ostile rispetto al popolo iraniano - recita il messaggio email inviato da un "soldato" del gruppo - Questi soggetti devono essere consci che potranno essere colpiti drasticamente dal nostro esercito nello spazio virtuale". Un messaggio analogo è stato inviato ad alcuni siti iraniani vicini all'opposizione, tra cui 'Rahesabz'. Oltre a 'Mowjcamp', il gruppo ha già colpito negli ultimi tre mesi i siti 'Radiozamaneh' e 'Amirkabir'.

Dall'Italia l'invito di accelerare sulle sanzioni all'Iran - "Credo sia il tempo delle sanzioni. Abbiamo visto provocazioni iraniane con gesti inconsulti. La comunità internazionale credo sia ad una prova di credibilità. Se non riusciamo a ragionare in fretta su un pacchetto di sanzioni condivise dimostriamo la nostra debolezza". Queste le parole pronunciate ieri dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine di un convegno a Roma. "Vogliamo che l'Iran - ha aggiunto il titolare della Farnesina - torni al tavolo del negoziato e per farlo occorre essere uniti. Se ci dividiamo continuerà ad arricchire l'uranio".
In merito all'assalto all'ambasciata italiana a Teheran (LEGGI) Frattini ha comfermato che la sede diplomatica "rimane aperta". "Insisteremo perché vi sia una garanzia assoluta di sicurezza per il personale italiano dell'ambasciata", ha aggiunto Frattini, che non si è detto "preoccupato se non per il pericolo che la manifestazione di domani (oggi per chi legge, ndr) possa degenerare". "Facciamo un ennesimo appello alle autorità iraniane - ha sottolineato - affinché evitino qualsiasi ricorso alla violenza nelle piazze contro i manifestanti pacifici". Il ministro degli Esteri ha molto insistito anche sulla necessità di una posizione comune della Ue: "L’Iran deve comprendere che non può neanche immaginare di dividerci, l’Europa resterà unita. Abbiamo chiesto e ottenuto che vi fosse una sola voce dell'Europa per condannare le violenze e le provocazioni. L'Iran deve comprendere che non puo' neanche immaginare di dividere l'Ue".

PUNTI DI VISTA...
L'IRAN HA DIRITTO ALL'ATOMICA

di Pietro Ancona

I massmedia occidentali avvelenano l'opinione pubblica contro l'Iran ed in generale contro coloro che gli USA e la Nato opprimono e trattano con il ferro ed il fuoco, anzi con il ferro, il fuoco, l'uranio ed il fosforo per distruggere anche le future generazioni. L'invenzione di Al Qaeda che avrebbe realizzato l'11 settembre giustifica continue incursioni di bombardieri contro villaggi abitati da popolazioni inermi. All'indomani di ogni massacro, almeno dei massacri che sfuggono alla censura militare, si dice che uno o più terrorista è stato ucciso purtroppo con "danni collaterali". I danni collaterali sono la distruzione di tante vite umane e delle loro abitazioni.
Da tempo l'Occidente tiene nel mirino l'Iran assediato da una canea sempre più aggressiva, petulante, che ne chiede la resa incondizionata e forse non si accontenta neppure di questa, ne vuole la distruzione. L'Occidente non si rassegna alla cacciata del regime-gendarme dello Scià installato al potere dopo l'uccisione del grande leader laico Mossadeq trucidato da agenti della Cia. Combatte l'Iran della Rivoluzione Komeinista su due terreni: il terreno della libertà con la contestazione dei risultati elettorali a cura del partito interno filo occidentale che continua a tentare la rivoluzione verde sorella delle tante rivoluzioni colorate fatte con il manuale di Gene Sharp ma che non sempre riescono bene. Vedi l'Ucraina che, dopo cinque anni di governo "americano" strappato con la violenza della piazza ben foraggiata ieri è tornato ad una Presidenza amica della Russia che invece si vorrebbe circondare da nemici in perpetua azione di rottura. L'altro terreno di lotta è la contestazione all'Iran del suo diritto a dotarsi di una industria nucleare. L'Iran è vicino odiato di Israele che ha non solo un esercito tra i più forti del mondo che non si fa scrupolo di usare il fosforo e l'uranio ma che possiede un grande arsenale di bombe nucleari. C'è chi sostiene che ne abbia più di mille.
Per quale motivo si insiste fino alla provocazione con l'Iran perchè desista dal possedere energia nucleare mentre non si dice una sola parola sulle bombe israeliane e sulla minaccia che esse costituiscono per tutti i loro disgraziati vicini di casa?

Il grande Obama che aveva acceso tante speranze nel mondo non si sogna neppure di avanzare una richiesta di denuclarizzazione dell'area che significa un programma di stop o poi di alieanazione delle bombe di Israele. Si accinge invece a varare aiuti per tre o quattro miliardi di dollari ad Israele ed approva piani di stampo nazista per imprigionare ancora meglio i palestinesi di Gaza con un Muro d'acciaio che impedirà per sempre di uscire dalla Striscia. Non si concede ai cittadini di Gaza neppure il diritto di andarsene. Sono come gli indiani d'America condannati a crepare nelle riserve dalle quali non debbono uscire. Dal momento che la bellicosa Israele, che si esercita da anni per una guerra con l'Iran e che è posizionata su posizioni di imminente aggressione, continua ad avere le sue armi nucleari con le quali ha minacciato di sterminio tutti coloro che si appongono ai suoi progetti di controllo di tutta l'area,
continua a detenere il suo arsenale, sarebbe saggio non contrastare ma agevolare l'Iran nel dotarsi di una sua arma nucleare. Questa sarebbe grande fattore di pace e di stabilizzazione esattamente come lo fu la bomba nucleare dell'URSS qualche tempo dopo Nagasaki ed Hiroshima.
Chi ci garantisce che gli Usa non avrebbero continuato ad usare la bomba nucleare dopo le due sganciate sul Giappone? Soltanto l'equilibrio del terrore ha impedito che altri funghi atomici si levassero da tante città del mondo.

Viviamo in un mondo controllato da una forza impazzita che lavora non per un progetto di pace ma per la destabilizzazione graduale di tutte le aree geografiche ancora non assoggettate. Gli USA non tollerano nessuna forma di civiltà diversa dalla loro. Tutta la loro politica di lungo periodo è progettata per la progressiva demolizione degli attuali equilibri geostrategici. Basta vedere tutte le mosse che si compiono attorno agli Stati che circondano la Russia e la Cina. La tendenza è rovesciare gli equilibri attuali, insidiare la sicurezza. La Birmania è diventata un caso mondiale di libertà dal momento che non consente l'installazione di basi militari Usa nel suo territorio. Taiwan viene armata come se fosse in pericolo di essere aggredita da una Cina pacifica che è protesa tutta nella sua crescita economica che suscita intolleranza. I monaci tibetani vengono addestrati alla guerriglia anticinese sui monti del Colorado. Il pogrom anticinese tentato a Llasa con l'uccisione di famiglie cinesi e l'incendio delle loro case è stato fatto passare per un anelito di libertà represso dalla dittatura cinese che naturalmente si deve abbattere. Si usa il Dalai Lama per insidiare la sovranità della Cina sul Tibet, un paese grande quanto mezza Europa. La Georgia viene usata per provocare la Russia ed insidiarne i confini. L'Iraq, l'Afghanistan sono occupati da eserciti alleati. Cinquecentomila militari regolari e privati vi scorazzano da quasi dieci anni. Non riescono tuttavia a vincere e subiscono continue umiliazioni da patrioti armati di vecchi mitra e mine fatte in case e si vendicano con orrende stragi e devastando il territorio.
I fatti sono questi ai quali si aggiungono gli inquietanti scenari dell'America Latina dove gli USA si servono di alcuni Stati Gendarmi come la Colombia, diretta da una sanguinaria giunta militare appoggiata dagli squadroni della morte di Negroponte, per insidiare e distruggere la rivoluzione bolivariana. Vedi la fine fatta recentemente dall'Honduras dove migliaia e migliaia di morti celebrano il successo del colpo di Stato realizzato con la regia USA.

Certo la folla che assedia sdegnata l'ambasciata italiana a Teheran non è degna di rispetto, di attenzione e di amorevole cure come quella verde radunata dalla Clinton* attorno al traditore Musavi. Viene descritta dal Corriere come una folla di malfattori. Il Corriere farebbe bene a rileggersi le farneticanti dichiarazioni di Berlusconi al Parlamento israeliano e forse si farebbe una qualche ragione del tristissimo fatto che l'Italia, fino a ieri rispettata in tutto il mondo islamico oggi è oggetto di odio.
La nota triste di tutto ciò è che probabilmente si aspetta che tutte le aziende occidentali presenti in Iran abbiano il tempo di ritirarsi e mettere in ordine i loro interessi, per attaccare. L'apocalissi delle civiltà del pianeta diverse da quella Occidentale è cominciata. Tutto fa brodo: dai titoli tossici e la produzione senza controllo di dollari per pagare con carta straccia i debiti all'uso delle armi e forse prossimamente anche l'atomica.
Obama continua l'opera di Bush. Ammesso che voglia qualcosa di diverso non lo può fare. Come gli ultimi Faraoni non controllavano l'Egitto, non controlla gli USA posseduta dalle multinazionali e dai banchieri.

*
"Ma in un’intervista della CNN con Farred Zacharia, il 9 agosto 2009, la Segretaria di Stato USA, Hillary Clinton, ha confermato ciò che i suoi servizi in precedenza avevano negato: gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo molto importante nella pseudo "rivoluzione verde" in Iran e ha inviato falsi messaggi sul Twitter iraniano." (LEGGI)

 

 

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11 febbraio 2010
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