Scontri e morti in Libia e nel Bahrein

Oggi è il 'Giorno della collera' libica contro il colonello Gheddafi. Nel Bahrein scontri tra agenti e dimostranti

17 febbraio 2011

E' alta la tensione in Libia dove oggi l'opposizione scende in piazza per il 'Giorno della Collera' contro il colonnello Muhammar Gheddafi, al potere da oltre 40 anni. Un gruppo di giovani dissidenti, sfidando il governo di Tripoli, ha organizzato attraverso i social network la giornata di protesta nel giorno dell'anniversario della strage di Bengasi del 2006, quando una folla inferocita assaltò il consolato italiano per la questione delle vignette contro il Profeta. Manifestazioni dell'opposizione dovrebbero tenersi in tutto il paese sulla scia della rivolte popolari che hanno già provocato un cambio ai vertici dei governi egiziano e tunisino. Uno dei centri della protesta sarà proprio Bengasi, città dell'est a circa 1.000 km da Tripoli, teatro di un massacro nel 1996 nel carcere di Abu Selim, quando furono massacrati centinaia di oppositori. Ieri nella città si sono già registrati violenti scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, che secondo alcuni attivisti hanno provocato due morti e 38 feriti.
Amnesty International ha dato voce ai timori di una nuova repressione. "Le autorità libiche devono permettere le proteste pacifiche e non bloccarle con la repressione", ha detto l'organizzazione in una nota.
Benchè alcuni libici si lamentino della disoccupazione, ineguaglianza e limiti alla libertà politica, gli analisti sostengono che una rivolta in stile egiziano sia improbabile perché il governo può usare i ricavi dal petrolio per alleggerire i problemi sociali.
Gheddafi sostiene che la Libia non abbia bisogno di importare i concetti occidentali della democrazia perché funziona il suo sistema - conosciuto come la Terza teoria universale  in base al quale i cittadini si autogovernano attraverso istituzioni chiamate comitati popolari.
Il governo intanto sembra seguire una duplice strategia nell'affrontare la proteste. Da un lato ha allentato la pressione sui movimenti radicali islamici, disponendo la scarcerazione di 110 membri pentiti del Gruppo jihadista per la lotta islamica, dall'altro ha accentuato la repressione dei movimento politici d'opposizione.
Nelle ultime ore si segnalano arresti e sparizioni, come quelli di Jalal al-Kafawi e Mohammad Suhaim, tra gli organizzatori del 'giorno della collera' sul web.

Bahrain, scontri tra agenti e dimostranti: morti a Manama  - E' di quattro morti il bilancio delle vittime degli scontri scoppiati stanotte a Manama, in Bahrain, quando alcuni reparti delle forze di sicurezza hanno tentato di sgomberare piazza della Perla, da giorni occupata da migliaia di dimostranti pro-democrazia. Lo ha riferito il principale gruppo d'opposizione bahrenita, al-Wefaq. Ibrahim Sharif, uno dei leader del movimento che si batte per riforme democratiche nella monarchia del Golfo, ha riferito che la polizia ha attaccato i manifestanti con gas lacrimogeni e manganelli, provocando anche il ferimento di circa un centinaio di persone. "Per tutto il giorno si era sparsa la voce che avremmo avuto altre 24 ore, ma l'attacco è arrivato senza preavviso". "C'erano centinaia di donne e bambini accampati - ha precisato Sharif - la gente stava dormendo nelle tende, ad un tratto si è alzata una densa nebbia di gas lacrimogeni".
La polizia ha ora ripreso il controllo della piazza. Secondo alcuni testimoni, nelle strade iniziano a vedersi i mezzi dell'esercito per la prima volta dall'inizio delle proteste. Ci sarebbero, inoltre, checkpoint della polizia su tutte le principali strade del paese.
In questa situazione di tensione il ministro della Sanità del Bahrain si è dimesso. Lo sostiene il sito di al-Wasat, secondo cui a portare Faisal Al -Jamer a rinunciare al suo incarico sono state le proteste interne e le richieste in tal senso dei medici attaccati dalla polizia mentre curavano i manifestanti feriti in piazza. Sempre a causa dei disordini sono state rinviate a domani le prove libere e le qualifiche di una gara della Gp2 Asia sul circuito di Sakhir. Il personale medico in pista è stato assegnato all'ospedale della capitale di Manama. Il circuito del Bahrain ospiterà, inoltre, la prima gara della nuova stagione di F1 in programma il 13 marzo. Mentre dal 3 al 6 marzo sono in programma i test.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Aki, Reuters.it]

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17 febbraio 2011

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