Scoperchiando il "vaso" della formazione professionale...

Operazione "Pandora": truffa nella formazione professionale, dieci arresti a Catania

15 ottobre 2013

Dieci persone sono state arrestate all'alba di ieri mattina dai militari della Guardia di finanza di Catania perché ritenute componenti di un'associazione per delinquere finalizzata all'illecita percezione di contributi nazionali e comunitari destinati alla realizzazione di corsi di formazione professionale. Durante l'operazione è stato eseguito un ingente sequestro di beni.
I reati contestati a numerosi indagati sono peculato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, falso e frode fiscale.
Sono coinvolti quattro enti di formazione con sede nel capoluogo etneo e operanti in tutta la Sicilia. I provvedimenti restrittivi, alcuni dei quali ai domiciliari, sono stati emessi dal gip su richiesta della Procura della Repubblica.

L'indagine delle Fiamme gialle ha svelato l'indebita percezione di contributi per circa nove milioni di euro, allo stato accertati, sul totale dei circa 58 milioni ricevuti complessivamente nel quinquennio 2005-2010 per l'organizzazione e realizzazione di 112 corsi. Il provvedimento cautelare ha interessato 10 indagati, per due dei quali e stata disposta la custodia cautelare in carcere. Per gli altri otto sono stati disposti i domiciliari. Il gip ha anche disposto il sequestro di beni per circa 3.700.000 euro.
Gli enti coinvolti sono l'Associazione nazionale famiglie emigrati (Anfe), l'Istituto di ricerche e applicazioni psicologiche e sociologiche (Iraps), l'Associazione nazionale famiglie emigrati siciliani (Anfes), e l'Istruzione, servizi, sport, volontariato, italiano e regionale (Issvir), tutti con sede a Catania. Le indagini hanno anche interessato un funzionario della Regione Siciliana in servizio all'Ispettorato Provinciale del Lavoro di Catania, che ha revisionato i rendiconti degli enti che avrebbe violato le regole di controllo in cambio di incarichi a congiunti in enti interessati dalle indagini.

L'entità della frode scoperta nell'operazione, denominata "Pandora", sui corsi di formazione é stimata in poco meno di 8 milioni e 900 mila euro. L'organizzazione avrebbe utilizzato documenti falsi per la rendicontazione di spese per acquisti di beni e servizi per più di 5 milioni e 456 mila euro. Anche l'individuazione dei fornitori degli enti di formazione professionale, in occasione dell'acquisto di beni e servizi, era effettuata aggirando le regole previste dalla normativa, che prevede la comparazione di tre preventivi. In particolare l'organizzazione provvedeva alla formazione di preventivi falsi, utilizzando nominativi di società inconsapevoli, con prezzi molto superiori rispetto a quelli proposti dalla imprese legate al gruppo, sulle quali inevitabilmente cadeva la scelta.
"Avremmo potuto - ha detto il sostituto procuratore Giuseppe Gennaro - creare fabbriche, posti di lavoro e quant'altro. Siamo convinti che insieme alla Guardia di finanza riusciremo a dimostrare dove è finito tutto il resto del mare di denaro che é stato erogato dalla Comunità europea, dallo Stato e dalla Regione Siciliana per fare ingrassare alcune persone che hanno ville a mare, ville di 12 stanze". Il procuratore aggiunto Michelangelo Patanè, che ha parlato di una "operazione scandalosa fatta sulla pelle della povera gente" ed espresso la sua "indignazione" per aver visto "come si sperpera il denaro pubblico per fini assolutamente privati". "Si prepara da mangiare - ha concluso - per i ragazzi a cui si insegna a fare una frittata e questa va a finire in un lido balneare, dove la gente si siede e sceglie la frittata preparata con i soldi della comunità europea. È scandaloso".

Il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, ha ringraziato i magistrati e le forze dell'ordine di Catania e in un post su facebook ha scritto: "Gli arresti effettuati a Catania su richiesta della Guardia di Finanza e del procuratore Gennaro, rivelano l'esistenza di un mondo di colletti bianchi protesi all'accaparramento illecito della risorse pubbliche. Tale mondo è stato coperto e qualche volta rappresentato da una parte consistente del sistema politico siciliano, che ha fatto anche gli affari  con tale sistema deviato".
Il governatore continua: "Viene fuori il ruolo di qualche funzionario della Regione e di parenti eccellenti di politici, nello schema classico che troviamo in tutta la formazione: fatture false a fronte di servizi inesistenti e a volte anche di alunni inesistenti. Ormai sono pochi gli enti che si salvano dagli scandali ed è l'ora di ripensare concretamente a un nuovo sistema di formazione che faccia a meno degli enti privati, che non solo effettuano i servizi a costi molto più alti di quanto costerebbero direttamente alla Regione, ma forniscono spesso una qualità dei corsi assolutamente inaccettabile. La Regione sarà ancora più dura nei confronti di coloro che sbagliano o hanno sbagliato, ritenendo che i soldi dei siciliani debbano essere spesi per il popolo siciliano e non finanziare le clientele della politica. Su questo tema noi abbiamo aperto uno scontro sin dall'inizio che sta portando a fare chiarezza e pulizia". "Verificheremo anche - conclude Crocetta - i comportamenti che hanno avuto i funzionari e i dirigenti sulla vicenda denunciata dalla procura di Catania, ma ritengo che con altrettanta immediatezza bisogna attivare la procedura di sospensione dell'accreditamento degli enti e del personale regionale coinvolti. Intanto grazie ai magistrati per il loro splendido lavoro e grazie alle forze dell'ordine di Catania,con cui siamo sempre pronti a collaborare, fornendo ogni documentazione necessaria".

Per l'assessore regionale alla Formazione e all'Istruzione, Nelli Scilabra, "l'inchiesta della Procura di Catania è l'ennesima dimostrazione che occorre cambiare pagina in un settore che dovrebbe essere volano di sviluppo per la nostra terra e strumento di crescita per i nostri giovani". "Ho già dato disposizioni ai miei uffici - ha aggiunto l'assessore - di procedere alla immediata revoca dell'accreditamento e al blocco dei finanziamenti agli enti cui vengono contestati fatti di estrema gravità, anche perché commessi attraverso l'utilizzo di denaro pubblico. Sono già partite anche le verifiche per accertare il coinvolgimento di dipendenti dell'amministrazione regionale nelle attività illecite contestate agli enti". E avverte: "L'azione moralizzatrice e di riforma del settore, voluta e perseguita sin dall'insediamento da questo governo regionale, non potrà che proseguire con sempre maggior vigore". "Verranno comunque garantite le tutele per il personale - ha concluso l'assessore Scilabra - proporrò alla giunta di governo apposite misure che possano garantire la continuità dell'attività lavorativa e i pagamenti spettanti ai lavoratori".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, GdS.it]

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15 ottobre 2013

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