Se contestare diventa antidemocratico...

Il presidente del Senato Schifani contestato alla festa del Pd da esponenti del Movimento 5 stelle e del Popolo viola

06 settembre 2010

"Siete un esempio di antidemocrazia perché volete impedire a due personalità politiche di parlare. Siete voi che volete sconfiggere la democrazia". Così il presidente del Senato Renato Schifani ha risposto ai contestatori che, all'esterno della kermesse, con fischi e urla hanno accolto il suo arrivo alla festa nazionale del Pd dove è intervenuto ad un dibattito con Piero Fassino.
"Non saranno i vostri fischi a impedirmi di parlare in questa assise che rispetto e all'interno di un partito che rispetto. Anzi sono onorato di essere stato invitato", ha scandito Schifani.
In difesa del presidente del Senato è intervenuto lo stesso Fassino. "La festa del Pd è un luogo dove si discute e si mettono a confronto delle idee perché è un luogo dove si invitano anche delle persone che la pensano diversamente da noi", ha detto l'esponente Pd. "Vorrei ricordare che in questi giorni abbiamo letto che qualcuno aveva pensato di mandare contestatori dove doveva intervenire il presidente della Camera e li abbiamo definiti squadristi questo è lo stesso metodo - ha proseguito - noi siamo qui per discutere e i fischi non sono un modo per ragionare".
Una nota del Pd ha poi informato che il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani ha telefonato al presidente del Senato ''per esprimere solidarietà e profondo rammarico per quel che è avvenuto", e stigmatizzare "la gazzarra indecente che ha disturbato il dibattito". "Il dibattito politico, anche il più aspro - sostiene Bersani - deve segnare un confine netto con la prepotenza e la prevaricazione. Le nostre feste vivono come luoghi aperti di incontro e di discussione politica".

Alcune decine di esponenti del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo e del Popolo viola si erano presentati presso la tensostruttura per assistere al dibattito ma il loro ingresso è stato bloccato da esponenti del Partito democratico. Immediate sono scattate le proteste. "Non ci fanno entrare perché siamo scomodi - hanno sottolineato i contestatori - ma non esiste un Partito democratico che non dialoga con il pubblico. Siamo delusi da un partito che si è staccato da quello che Berlinguer ha insegnato".

Sull'episodio di Torino è intervenuto anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano. "Il tentativo di impedire con intimidatorie gazzarre il libero svolgimento di manifestazioni e discorsi politici è un segno dell'allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi sia pur minoritari, incapaci di rispettare il principio del libero e democratico confronto e di riconoscere nel Parlamento e nella stessa magistratura le istituzioni cui è affidata nel sistema democratico ogni chiarificazione e ricerca di verità". Il capo dello Stato quindi ha sottolineato: "Deploro vivamente l'episodio verificatosi a Torino ai danni del presidente del Senato e ogni forma di contestazione aggressiva sia verso figure di particolare responsabilità istituzionale, sia verso qualsiasi esponente politico nell'esercizio della sua inconfutabile libertà di parola e di opinione".
Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, esprimendo solidarietà per Schifani ha osservato: "Il Pd deve riflettere molto seriamente se vuole avere un futuro nella società italiana: Di Pietro e i 'grillini' seminano odio e sono incompatibili con qualsiasi progetto serio di governo".

Tiene il punto il leader Idv Antonio Di Pietro che si è dichiarato dalla parte dei contestatori: "Sono semplicemente difensori della legalità, della democrazia e degli onesti cittadini. E' ora di dire basta a questa ipocrisia imperante. Siccome molti si sono ritrovati ad avere, dalla mattina alla sera, importanti incarichi quali la presidenza del Senato o altre cariche istituzionali, si ritengono immuni da ogni critica". "A questo punto riempiamo le piazze con contestazioni pacifiche, protestiamo e rimandiamo a casa la cricca della P3", ha aggiunto Di Pietro. [Adnkronos/Ing]

- Arlacchi lascia l'Idv: "Di Pietro insegue Grillo e fa il cattivo maestro" di Angela Frenda (Corriere.it)

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06 settembre 2010

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