Se il Primo Cittadino non ci sta...

I sindaci siciliani (e non solo) in rivolta contro la nuova Finanziaria. "Se non ci ascoltano lasceremo le fasce tricolore"

24 giugno 2010

Sindaci siciliani (e non solo) in rivolta! I primi cittadini dell'isola stanno mettendo insieme un elenco di proposte da presentare al governo nazionale affinché vengano alleggeriti i punti della manovra economica che colpiscono i Comuni.
E' una delle iniziative che ieri mattina, in coincidenza con la manifestazione dei primi cittadini d'Italia davanti al Senato, hanno affrontato 381 tra sindaci e presidenti dei consigli comunali, riuniti in un cinema di Palermo.
"Consegneremo le nostre richieste a Berlusconi - ha spiegato il vice presidente dell'Anci Sicilia, Giuseppe Siviglia, sindaco di San Giuseppe Jato - e se queste non saranno prese in considerazione lasceremo le nostre fasce tricolore al presidente del Consiglio, perché in queste condizioni nessuno di noi è in grado di amministrare".
Se entro il 30 giugno i sindaci siciliani non riceveranno una risposta dal governo, sono pronti a partire per Roma.

Nella riunione i partecipanti hanno approvato un documento congiunto Anci-Urps, in cui è stata ribadita la necessità di incontrare il premier prima della discussione della manovra in aula. Secondo i sindaci, molte amministrazioni locali, in assenza di risorse finanziarie e di personale adeguato, si troveranno costrette a interrompere l'erogazione di servizi essenziali e a dichiarare il dissesto finanziario.
I sindaci hanno annunciato la mobilitazione permanente e il prossimo 28 giugno protesteranno insieme con i lavoratori davanti alla nove prefetture dell'Isola. "Pur nella consapevolezza - scrivono - che la situazione economica richieda sacrifici, in una realtà sociale come quella siciliana le scelte contenute nell'attuale manovra possono produrre effetti gravissimi per i cittadini, ai quali si aggiunge il problema dei precari degli enti locali, che rischiano di perdere il posto".

"L'ipotesi del ritorno dell'Ici sulla prima casa, o di una tassa comunale equivalente - ha aggiunto il sindaco di San Giuseppe Jato - mi sembra una barzelletta. Inaccettabile che in un momento di crisi generalizzata per i cittadini e per l'amministrazione si pensi di caricare sui contribuenti l'onere di mettere a posto i conti".
Per il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, "i Comuni sono davanti a questioni di gravità straordinaria: non abbiamo risorse per pagare gli stipendi ai precari e a questo punto si pone un serio problema di ordine pubblico, siamo quasi alla guerra civile. Se sono stati commessi errori nel passato, non si può pernsare di farli pagare tutti insieme ad una sola generazione".

E come dicevamo all'inizio, la "rivolta" non riguarda soltanto i sindaci siciliani. Ieri, infatti, piazza Navona, a Roma, si è colorata di molteplici fasce tricolori.
Una manifestazione di protesta che, insieme agli incontri con il ministro dell'Interno Roberto Maroni prima, poi con il presidente del Senato Renato Schifani e infine - quello decisivo - con il ministro Giulio Tremonti, hanno prodotto i primi effetti facendo intravvedere la possibilità di un alleggerimento della manovra tanto contrastata dagli enti locali ai quali verrebbero chiesti sacrifici insostenibili. Alleggerimento che prevede: la disponibilità a rivedere i criteri del Patto di Stabilità; possibilità di una maggiore liquidità sui residui passivi per il 2010; nonché di rivedere la distribuzione dei tagli previsti sulla manovra. E poi la service tax, o Imu, una tassa unica sugli immobili che potrebbe scattare nel 2012 e - ha rassicurato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti -  "non si applicherà sulla prima casa".
"Con la giornata di oggi - ha affermato ieri Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente nazionale dell'Anci - possiamo dire di aver smosso le acque". Sul federalismo, innanzitutto, i cui decreti attuativi sarebbero in dirittura d'arrivo. "Aspettiamo di essere convocati entro breve per conoscere il testo del decreto che dovrebbe restituire autonomia impositiva ai Comuni". Proprio facendo camminare insieme manovra e federalismo fiscale, ha spiegato Chiamparino, "potrebbe essere possibile ottenere un alleggerimento della manovra per i Comuni. C'é disponibilità, anche a tentare una via per sbloccare dopo l'estate il 4% dei residui passivi che i Comuni hanno in cassa".
Sulla manovra in sé, avverte però Chiamparino, "siamo ancora su posizioni interlocutorie: abbiamo cercato di impostare un percorso che porti ad una redistribuzione del peso dei sacrifici". C'é poi l'Imu o service tax, proposta a suo tempo proprio dall'Anci, allo studio del governo: "Credo di poter dire che si tratti di quello che avevamo proposto. L'obiettivo - ha precisato il sindaco diu Torino - è di farla entrare in vigore realisticamente entro il 2012. C'é una disponibilità a lavorare in pochissimi giorni al decreto legislativo".
Anche il ministro Tremonti spiega che sul punto si deve ancora discutere sia nel governo, sia con i Comuni. "E' presto per entrare nei dettagli", aggiunge. L'ipotesi fin qui emersa sarebbe quella di accorpare molte altre tassazioni nazionali che vengono pagate intorno agli immobili e fare un'unica imposta locale le cui aliquote dovrebbero essere determinate dai comuni "con la possibilità di aggregare anche altre imposte locali - ha concluso Chiamparino - per semplificare la vita ai cittadini".

"Quando un ministro dell'Economia - ha affermato con scetticismo il sindaco di Bari, Michele Emiliano - spara la notizia di una nuova tassa sulla casa il giorno che i sindaci scendono in piazza vuol dire che la confusione è totale". Il primo cittadino di Genova, Marta Vincenzi rifugge da "proposte spot" e aspetta di vedere il testo, mentre per il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero "l'autonomia impositiva ai Comuni in materia di patrimonio immobiliare è qualcosa di importante, ma bisogna vedere come sarà proposta". Infine il sindaco di Grossetto, Emilio Bonifazi, che ha di recente fatto ricorso al Tar del Lazio contro il taglio dell'Ici, aspetta di vedere.
Prime "importanti aperture" anche alle richieste delle Province: "Il ministro Tremonti - ha detto Giuseppe Castiglione, presidente dell'Upi e presidente della provincia di Catania - ci ha assicurato che saranno riviste le modalità del taglio dei trasferimenti. Inoltre ha accolto la richiesta di modificare il patto di stabilità, introducendo meccanismi di premio per le amministrazioni che si sono dimostrate virtuose rispetto alla riduzione dell'indebitamento o all'incidenza delle spese di personale". "Il ministro ha accettato poi di rivedere, in autunno, i vincoli del patto di stabilità, per liberare parte di quei 2,6 miliardi di residui passivi che oggi sono bloccati nelle casse e che invece devono essere destinati agli investimenti. Il Ministro Calderoli - ha concluso Castiglione - ci ha assicurato che il decreti attuativi del federalismo fiscale, in particolare quello che assegna autonomia tributaria a Province e Comuni, sono in dirittura d'arrivo".

[Informazioni tratte da Ansa, Adnkronos/Ing, La Siciliaweb.it]

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24 giugno 2010

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