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Se la città è troppo sporca...

Mentre i turisti scappano da Palermo perché troppo sporca, dal Parlamento arriva una proposta bipartisan che...

13 aprile 2010

La notizia che a Palermo è saltato un congresso di medici greci perché la città è troppo sporca, oggi dovrebbero già saperla in molti. Così come la polemica che si è innescata tra il vicesindaco Francesco Scoma, l'assessore regionale al turismo Nino Strano e il suo collega con delega all'energia, acqua e rifiuti Pier Carmelo Russo. Tralasciando quest'ultima (una polemica classica in cui uno dice all'altro "senti, guarda che io non posso farci niente, anzi sei tu che dovresti fare qualcosa" e l'altro risponde "io posso solo dirti che tu devi prenderti le tue responsabilità ed io in quanto tale nel discorso c'entro poco e niente"), vogliamo riprendere, per i più distratti, il fatto centrale della notizia e da questo, poi, poter parlare in maniera più generale della situazione "raccolta rifiuti".
Dunque, i medici greci avevano scelto Palermo per il loro congresso. Avevano scelto la struttura, tutto era pronto ma prima di decidere hanno fatto un giro per la città alla ricerca di un palazzo storico dove organizzare la serata di gala... A quel punto è arrivata la doccia fredda. "Sono andati via - ha raccontato Marcello Pizzuto, direttore del San Paolo Palace Hotel al Giornale di Sicilia - e dopo 48 ore ha telefonato l’agenzia di Napoli. Erano dispiaciuti ma il gruppo aveva rifiutato Palermo come meta per il congresso. Avevano visitato la città e l’avevano trovata sporca".
La storia Pizzuto l'ha raccontata al "Travelexpo", la tradizionale borsa del turismo che si è conclusa nei giorni scorsi, denunciando il mancato introito di 120 mila euro derivante dalla commessa dei medici greci.
Il vicesindaco del capoluogo siciliano, Francesco Scoma, ha subito commentato l'accaduto laconicamente: "Da cittadino e da assessore rimane il dispiacere. Ma oggi la città è meno sporca di ieri, anche se ci sono molte difficoltà"...

Raccolta differenziata avanti tutta, ma tra Nord e Sud il divario è ancora enorme - Raccolta differenziata dei rifiuti avanti tutta, con il 2009 anno di svolta grazie a un tasso di riciclo stimato al 62,4%. Ma il quadro che emerge dai dati del Conai, il Consorzio costituito da produttori e utilizzatori di imballaggi, è quello di un'Italia a due velocità. Se infatti la percentuale complessiva di rifiuti riciclati per il 2008 è pari al 59,3% con una crescita del 2,39% rispetto all'anno precedente (quindi nettamente superiore all'obiettivo del 55% previsto dalla normativa europea e nazionale) dagli standard pro-capite di raccolta differenziata per macro-aree emerge il generale ritardo delle Regioni del Sud: lo dicono i numeri dei Consorzi di filiera, costituiti per la raccolta di Acciaio, Alluminio, Carta, Legno, Plastica e Vetro. Senza contare il problema dei rifiuti elettronici (Raee) che di fatto non sono compresi nella raccolta differenziata 'classica', quella per intendersi con le campane adibite alla separazione dei materiali.
Luci e ombre, quindi. Perché nel complesso il tasso di riciclo complessivo in Italia nel 2009 e anche nel 2010 appare in crescita: del +2,9% nell'anno passato e di +1,3 punti percentuali per quello in corso. Nel 2008 'solo' il 31,5% dei rifiuti di imballaggio prodotti è stato smaltito in discarica, risultato, questo, positivo se si considera che nel 1998, anno di avvio del sistema basato sui Consorzi, le percentuali relative al riciclo dei rifiuti di imballaggio erano specularmente invertite rispetto a quelle attuali.

Ma il dato sul gap con le Regioni meridionali appare chiaro. Il ritardo è importante nella raccolta della carta: al Sud se ne raccoglie 1,49 Kg ad abitante contro i 2,31 kg del Centro e i ben 5,22 kg del Nord. E la distanza è anche maggiore nella plastica, nel sud raccolta in misura minore della metà di quanto avviene al Nord e nel vetro, dove la proporzione e' di uno a cinque. In base alle elaborazioni Conai al Sud si raccolgono infatti 5,12 kg di plastica in media ad abitante contro i 6,87 kg del Centro e i 13,74 kg del Nord. Nel vetro la raccolta media ad abitante è pari a 7,83 kg contro i 15,59 kg del Centro e i 35,19 kg del Nord.
Anche dai dati raccolti da Legambiente nell'ambito del concorso promosso per premiare i migliori sistemi di raccolta rifiuti a livello comunale ('Comuni Ricicloni' 2009), emerge il predominio delle Regioni del Nord con il Veneto in cima alla classifica dei 'virtuosi' (64% sul totale dei comuni). Segue la Lombardia con il 25,2% (389 comuni ricicloni), il Friuli Venezia Giulia con il 21,9% di ricicloni sul totale e il Piemonte con il 19,5%. Ed è nella classifica dei Comuni con oltre i 10.000 abitanti che risulta più evidente la supremazia veneta e in particolare della provincia di Treviso che nelle prime 15 posizioni vanta ben 13 comuni. Tra i piccoli comuni, invece, nelle prime trenta posizioni figurano ben 29 realta' del nord est dislocate tra Veneto e Trentino Alto Adige.
Tuttavia anche se nell'annuale classifica dei comuni con migliori performance in materia di gestione dei rifiuti è sempre il Nord (1112 adesioni) a farla da padrone, anche al Sud e al Centro cominciano ad esserci segnali positivi: hanno superato la soglia d'ingresso del 45% 127 amministrazioni del Sud (contro le 71 dello scorso anno) e 41 del Centro. Maglia nera alle grandi città: nessuna infatti ha superato la soglia stabilita per essere ''riciclona''. Milano al palo con il 35,4% e Roma al 19,5% di differenziata. Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, a Salerno va la palma di unico 'Comune Riciclone' del Centro-Sud ad aver superato la soglia minima con il 45,7% di raccolta differenziata. Anche la provincia di Salerno si caratterizza come la migliore della Campania con il comune di Bellizzi al primo posto per il secondo anno consecutivo (con il 72,9 % di raccolta differenziata).

Dal Parlamento, intanto  si alza il coro bipartisan, contro i comuni che con la raccolta differenzata continuano a perdere tempo. Mano pesante, dunque,  con quelle amministrazioni comunali che non rispettano la tabella di marcia per la raccolta differenziata dei rifiuti e diritto degli utenti a non pagare un servizio che non risponde agli standard qualitativi imposti dall'Ue.
E' questa la filosofia che ispira le quattro proposte di legge presentate alla Camera e al Senato da Pdl, che ne ha depositate due, Pd e Udc per incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.
Tanto sono d'accordo i due schieramenti sulla necessità di adeguare le misure sanzionatorie per i Comuni inadempienti, che il testo delle proposte di legge presentate è quasi identico: il legislatore nazionale, pur avendo formalmente recepito i livelli programmatici e qualitativi dettati dall'Ue, affermano i firmatari delle iniziative di legge, non ha predisposto misure sanzionatorie adeguate dinanzi alle "gravissime inadempienze dei comuni e delle società appaltatrici". E questo, sottolineano Pdl, Pd e Udc, si traduce in una "palese violazione dei diritti ambientali e di salute costituzionalmente garantiti".
L'addizionale del 20% al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell'Autorità d'ambito, che ripartisce l'onere tra i comuni inadempienti, è, viene rilevato nelle proposte di legge, ben poca cosa. L'obiettivo delle iniziative legislative è dunque quello di "imporre ai comuni un reale impegno nella realizzazione degli obiettivi minimi di raccolta differenziata" e di sancire il diritto dell'utente a non pagare un servizio che non venga svolto in linea con gli standard qualitativi imposti a livello europeo.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing]

 

 

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13 aprile 2010
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