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Se la scuola casca in testa ai nostri figli. Le tristi condizioni strutturali delle scuole italiane

L'istruzione italiana tra calcinacci, banchi rotti e rischio di crolli...

10 ottobre 2005

Partiamo subito con l'esempio di ciò che è avvenuto stamani a Castellana Sicula, comune con poco più di 4000 abitanti nella provincia di Palermo...
L'Assemblea dei genitori di 55 bambini, alunni della scuola materna ''Dell'Infanzia'' a Castellana Sicula, ha deliberato di consegnare i nulla-osta al preside dell'istituto, chiedendo formalmente la chiusura del plesso scolastico.
''Si tratta di una struttura fatiscente - dice Francesco Calderara, presidente del Consiglio d'istituto e padre di un alunno -. Lo scorso marzo il sindaco firmò una ordinanza di sgombero per rischio crolli dopo il distacco di alcuni calcinacci. All'inizio della scuola, il 15 settembre, pensavamo che fossero stati presi provvedimenti e invece non è stato fatto nulla''.
I 55 alunni, sui 56 iscritti, non vanno a scuola da 24 giorni e i genitori hanno anche occupato l'aula consiliare per sette giorni. ''Abbiamo anche scritto al presidente Ciampi - aggiunge Calderara - nemmeno 24 ore dopo c'è stato un sopralluogo della Protezione civile, ma non è seguito nulla. Il sindaco, l'unico a mandare a scuola il proprio figlio, continua a ripetere che non ci sono rischi e l'ex Provveditorato di Palermo non ha aperto bocca su questa vicenda. Noi genitori però siamo preoccupati e chiediamo aule decenti''.

Il solito caso circoscritto dellà povera realtà del povero Meridione?
Ma manco per scherzo! 
Purtroppo che molte scuole italiane non abbiano certificati di agibilità, abbino classi improvvisate nei corridoi, calcinacci che cadono, mancanza di spazi che costringono alunni e insegnanti a fare lezione di ginnastica nelle aule, è una realtà comune e diffusa.
I dati sulle condizioni strutturali nelle scuole italiane, pubblicati dall'indagine ''Impararesicuri 2005'' condotta dal movimento di CittadinanzAttiva (realizzata su 382 edifici scolastici di 13 regioni, con un monitoraggio su una popolazione studentesca di 125mila studenti), rivelano che oltre una scuola su dieci non dà garanzie di sicurezza e che una su quattro non raggiunge la piena sufficienza (i casi più gravi in Sicilia e Sardegna).
Ma solo quando ai numeri si sostituiscono le testimonianze di chi studia o lavora ogni giorno in questi ambienti, ci si rende davvero conto dell'esistenza di realtà dimenticate.

Realtà ''esemplari'' come quella della scuola ''Francesco Cangiamila'', di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, dove tre dei quattro plessi dell'istituto, si trovano agli ultimi posti della classifica stilata da CittadinanzAttiva, con 37 punti su cento.
Il direttore amministrativo dell'istituto Cangiamila rispetta il principio della trasparenza e non nasconde nulla: la scuola non è in regola con i certificati di agibilità; di palestre ne esiste soltanto una, metre tutti gli altri fanno ginnastica in giardino o nelle aule; gli intonaci si staccano dai muri regolarmente.
Insomma, la scuola potrebbe chiudere, ma non succede nulla. Il sindaco di Palma, Rosario Gallo, scarica la responsabilità sulla gestione logistica dei dirigenti scolastici: ''Abbiamo un piano, presto la situazione cambierà''. Intanto i bambini della scuola materna, elementare e media vanno a scuola ogni giorno in queste condizioni".

Secondo ''Impararesicuri'', il 53 per cento degli edifici è privo del certificato di agibilità statica e il 52 non ha l'agibilità igienico-sanitaria, il 62 per cento delle classi presenta sedie o banchi rotti, il 42 per cento delle palestre è privo di porte antipanico e 28 strutture su cento non hanno barriere architettoniche. CittadinanzAttiva segnala che ci vorrebbe anche maggiore prevenzione e vigilanza, perché la mappa dei rischi è assente nell'86 per cento delle scuole.

Vero è che l'indagine mette in evidenza anche casi virtuosi, come quello della scuola media Manzoni di Alessandria, che ha ottenuto 91 punti su cento. Dice il dirigente scolastico della Manzoni: ''Le uscite di sicurezza interne vengono usate ogni giorno dai ragazzi, per comodità, ma anche perché in questo modo si troveranno preparati in caso di emergenza. Inoltre facciamo ogni anno prove di evacuazione specifiche per il rischio di terremoti e inondazioni''.
Può essere che il rapporto ''Impararesicuri'' magari inneschi un meccanismo di concorrenza tra istituti anche nel campo della sicurezza. Tutto, però, dipende dai Comuni, che spesso non hanno fondi sufficienti per intervenire, e sembra che dopo la Finanziaria 2006, i Comuni avranno ancora minore possibilità di fondi.

Il sindaco di Castellana Sicula accusa i genitori ''ribelli'' di essere vittime di una ''psicosi da San Giuliano di Puglia''. Certo, probabilmente lui non può fare, ma come dare torto ai genitori dei piccoli di Castellana Sicula?

- Impararesicuri (CittadinanzAttiva.it)

- ''Non abbiamo saputo difenderli''. Puntata di Report del 22 maggio 2005 sulla tragedia di San Giuliano

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10 ottobre 2005
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