Se Lampedusa non è più un porto sicuro ...

L'allarme di Unhcr e Save the Children: "Si rischia di indebolire l'intero sistema di soccorso in mare di migranti e richiedenti asilo"

01 ottobre 2011

La decisione delle autorità italiane di dichiarare Lampedusa porto non sicuro, annunciata qualche giorno fa dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, "rischia di indebolire l'intero sistema di soccorso in mare di migranti e richiedenti asilo e al tempo stesso di aumentare la complessità ed il livello di rischio delle operazioni di salvataggio". Lo sottolineano l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), insieme all'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e Save the Children che dal 2006 operano all'interno del Centro di Soccorso e Prima Accoglienza dell'isola come partner nel Progetto Praesidium.
"Non essendo infatti più previsto di attraccare a Lampedusa - riferiscono le associazioni - l'effettiva capacità di soccorrere della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza verrebbe compromessa dalla distanza necessaria per raggiungere un altro porto, ad esempio Porto Empedocle a 120 miglia nautiche, specialmente in tutti i casi di condizioni meteo-marine avverse e laddove vi siano persone con urgente bisogno di cure mediche, minori e persone in condizione di vulnerabilità".
Per questo Unhcr, Oim e Save the children auspicano "che il centro di Lampedusa possa al più presto essere ripristinato al fine di poter svolgere in condizioni dignitose una funzione di prima accoglienza e transito, ospitando i migranti per il tempo strettamente necessario alle attività di assistenza ed identificazione, in attesa del rapido trasferimento in apposite strutture sul territorio".
"Pur consapevoli della particolare pressione a cui è stata sottoposta l'isola negli ultimi tempi e dell'attuale limitata capacità delle sue strutture di accoglienza - spiegano - si ritiene importante, al fine di salvare vite umane, che Lampedusa rimanga comunque un porto di approdo".
Infine le organizzazioni esprimono contrarietà riguardo al trattenimento di migranti a bordo di navi "una prassi - dicono - che solleva una serie di dubbi in merito alle condizioni di permanenza e alla sua stessa legittimità, in assenza delle garanzie previste dalla legislazione vigente".

- Inchiesta sui "lager galleggianti" (Guidasicilia.it, 28/09/11)

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01 ottobre 2011

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