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Seconda notte di raid Usa in Siria contro le milizie Isis

Protagonisti degli attacchi, oltre ai bombardieri, i missili Tomahawk che nel 1979 furono schierati a Comiso

24 settembre 2014

Seconda notte di bombardamenti in Siria. Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi raid aerei contro le milizie dello Stato islamico in Siria. Le forze americane, secondo informazioni rilasciate dal comando centrale in Florida, nella notte hanno bombardato due postazioni degli estremisti nel sudovest della provincia di Dair as Saur. Un altro attacco è invece stato sferrato in Iraq, a nordovest di Baghdad.
I raid della coalizione contro le postazioni dell'Is nel nord della Siria sono iniziati lunedì notte. Ad annunciarlo era stato il Pentagono, precisando che agli attacchi hanno partecipato gli Stati Uniti e cinque Paesi arabi, ovvero Arabia Saudita, Emirati, Giordania, Bahrain e Qatar. Secondo alcune organizzazioni per la difesa dei diritti umani, negli attacchi sarebbero morti 70 estremisti dell'Is e altri 50 combattenti del gruppo 'Khorasan' composto da veterani di al-Qaeda.

Tomahawk, il missile cruise da Comiso alla Siria - Protagonisti dei raid Usa contro gli jihadisti sunniti dello Stato Islamico in Siria oltre ai caccia-bombardieri sono i non più modernissimi missili cruise BGM-109 Tomahawk, usati dagli Usa in tutti i conflitti degli ultimi 15 anni. Inizialmente schierato in Europoa occidentale come arma nucleare nel 1979, in Italia a Comiso, per contrastare la minaccia degli 'euromissili' SS-20 sovietici, poi, grazie alla sua precisione, si è rivelato il miglior sistema in assoluto per colpire in sicurezza, con precisione chirurgica a grandissima distanza, 2.500 km, qualsiasi obiettivo la sua testata distruttiva con 450 kg di esplosivo ad alto potenziale, volando a 880 km/h a 30 metri dal suolo evitando di essere intercettato dai radar.

Dopo il lancio sui lati del Tomahawk, lungo sette metri, si aprono delle alette. Nel giro di pochi secondi il razzo si spegne ed entra in funzione la turboventola del missile. Mentre il Tomahawk sfreccia a 880 chilometri l'ora, il suo sistema guida lo mantiene sul bersaglio con l'ausilio di un radar-altimetro. Seguendo una traiettoria computerizzata, raggiunge rapidamente il suo primo punto di navigazione, normalmente una collina, un edificio o qualche altra struttura fissa. Da qui il missile si dirige da un punto all'altro, spesso con strettissime virate, brusche impennate e vertiginose picchiate. La rotta viene costantemente confermata dal sistema elettro-ottico Digital Scene Matching, una piccola telecamera che confronta le immagini riprese con quelle immagazzinate nella memoria.
Se viene ravvisata qualche discrepanza fra i dati in memoria e le riprese della telecamera, il sistema di guida TERCOM determina velocemente se il resto dell'immagine è corretta. In questo caso il missile prosegue, altrimenti invia un messaggio alla base che può decidere se far proseguire il missile o farlo autodistruggere. I dati del TERCOM dalla Defense Mapping Agency, l'agenzia cartografica della Difesa e poi comunicati a un centro pianificazione missioni. Da qui vengono inviati via satellite al luogo del lancio. Quando la zona del bersaglio non è stata mappata in precedenza, vengono utilizzate riprese satellitari.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, AGI]

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24 settembre 2014
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