Secondo i dati degli ultimi anni dell'Istituto nazionale di statistica la Sicilia risulta essere tra le regioni più sicure d'Italia

01 giugno 2007

Da un attento esame dei dati Istat degli ultimi anni, la Sicilia viene registrata come una delle regioni d'Italia con il più basso tasso di reati commessi. Lo ha sottolineato con una nota la Presidenza della regione Sicilia. ''Il loro numero complessivo dei reati, infatti - si legge ancora - vede l'Isola attestarsi su un valore di 3.481 per ogni 100 mila abitanti. Nel nord-ovest, invece, il valore è di 4.770 crimini. Nelle grandi città, addirittura, la forbice si amplia: 4.119 crimini a Palermo, 6.823 a Torino, 7.223 a Bologna''.

Anche i borseggi e gli scippi vedono Palermo nella parte bassa della graduatoria: sono 124 contro i 446 nel Centro Italia e i 287 della media nazionale. I furti di auto, nei negozi e negli appartamenti sono pari a 2.152 a Palermo, a 3.780 a Milano, a 4.485 a Bologna, fino ad arrivare a 5.761 nella provincia di Rimini. Ma il dato che sorprende di più riguarda le estorsioni. Questi reati sono risultati meno di 5 ogni 100 mila abitanti a Palermo, circa 7 nella media italiana ed addirittura 9 nel Mezzogiorno. Persino la produzione e lo spaccio di stupefacenti vede la Sicilia attestarsi ben al di sotto dei valori medi del Paese.

''E' un risultato che ci conforta anche alla luce del lavoro che in questi anni abbiamo svolto per agevolare la presenza sul territorio delle forze dell'ordine'', ha affermato il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro. Il governatore ha inoltre voluto evidenziare come ''attraverso l'Apq sulla sicurezza e sulla legalità, intitolato alla memoria del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, e sottoscritto con i ministeri dell'Interno e dell'Economia, la Regione abbia potuto realizzare caserme e presidi di polizia, provvedendo inoltre all'incremento delle loro dotazioni tecnologiche. Un contributo doveroso per aumentare la sicurezza delle nostre città e, in generale, la tranquillità di tutte le famiglie siciliane''.

''Certo - ha detto ancora Cuffaro - i numeri che si riferiscono ai reati commessi nella nostra Regione sono ancora rilevanti, né possiamo sottacere il gravissimo fenomeno mafioso. La criminalità comune, così come Cosa Nostra, vanno combattute ogni giorno con atti concreti e senza alcun risparmio di energie. Passa inevitabilmente da questa sfida il futuro di una Sicilia migliore, che sia sempre più a misura d'uomo e che un giorno possa perfino rappresentare un modello per tutto il Paese''.  [La Sicilia]

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01 giugno 2007

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