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Sequestro milionario ai fiancheggiatori dei Lo Piccolo e Messina Denaro

La Guardia di finanza di Palermo ha sequestato beni per circa tre milioni di euro

22 giugno 2010

Beni per circa 3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Palermo a tre presunti fiancheggiatori dei boss mafiosi Salvatore e Sandro Lo Piccolo. I provvedimenti sono stati emessi dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo e riguardano beni mobili, immobili, aziende e disponibilità finanziarie. Il Gico della Guardia di finanza, per arrivare al sequestro, si è servito anche dell'esame delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.
Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Palermo, Roberto Scarpinato, sono state condotte dal Gico della Guardia di finanza.

I fiancheggiatori dei Lo Piccolo, Tommaso Contino, Tommaso Macchiarella e Giovanni Cusimano erano stati arrestati su ordinanza del Gip emessa il 21 marzo 2008 nell'ambito dell'operazione "Addio Pizzo 2".
Contino, 48 anni, è ritenuto organico alle famiglie dei quartieri palermitani Tommaso Natale e Partanna-Mondello, per le quali si occupava della riscossione del pizzo. E' accusato, inoltre, con Salvatore e Sandro Lo Piccolo, di estorsione ai danni della società che gestisce la discoteca Scalea Club. Di lui, intorno alla fine degli anni '90, parlano anche i pentiti Francesco Onorato e Giovan Battista Ferrante. A Contino è stata sequestrata, tra l'altro, una quota societaria della J Costruzioni di Monsummano Terme (PT), conti correnti, polizze assicurative, per complessivi 330 mila euro.
Macchiarella, 56 anni, è accusato anche di estorsione nei confronti di Carlo Razzanelli, titolare insieme al fratello della società Hidratite. L'imprenditore ha confermato di aver versato seimila euro l'anno, tra il 2004 e il 2007, a Macchiarella, suo cliente e titolare della ditta Fimat, società ora sequestrata, insieme ad altri beni, per un valore di circa 800 mila euro.
Infine, Cusimano, 69 anni, è accusato di avere fatto parte attivamente di Cosa nostra, di avere riscosso il pizzo in numerosi negozi e di essersi occupato dell'estorsione ai danni della società commerciale "Fabbrica delle Idee", alla quale imponeva anche l'assunzione di personale. I beni sequestrati a Cusimano ammontano a circa 1,9 milioni di euro.

Inoltre beni per 1,5 milioni di euro sono stati sequestrati dal Gico della Guardia di finanza di Palermo a Giuseppe Fontana, destinatario di ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e associazione a delinquere di tipo mafioso. Fontana è ritenuto vicino alla cosca di Castelvetrano (Trapani) ed è accusato di avere svolto un ruolo nella gestione della latitanza di boss mafiosi del calibro di Francesco e Matteo Messina Denaro. Nel 2000 la Corte d'appello di Palermo lo aveva condannato definitivamente a 28 anni di reclusione. Tra i beni sequestrati un appartamento a Castelvetrano, la quota di una società e un'impresa attiva nel settore della ristorazione. [Adnkronos/Ing]

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22 giugno 2010
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