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Sequestro record nei confronti della mafia: confiscati società ed immobili per un valore di 300 milioni di euro

26 luglio 2007

Un altro duro colpo è stato inferto ieri mattina dai carabinieri del comando provinciale di Palermo nei confronti dalla Mafia. La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione distrettuale antinafia ha infatti emesso un provvedimento cautelare con procedura d'urgenza ponendo sotto sequestro beni dal valore complessivo di oltre 300 milioni di euro.
Un sequestro record che ha colpito il ricchissimo patrimonio della famiglia dell'imprenditore Salvatore Buttitta di Trabia, centro costiero a una ventina di chilometri da Palermo.
L'uomo, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, nei giorni scorsi è stato assolto e rimesso in stato di libertà, con una sentenza di primo grado che lo ha prosciolto dalle accuse.

Ad essere stati sequestrati, in particolare, sei imprese operanti nell'edilizia, nell'estrazione di inerti e nella produzione di calcestruzzo, due ditte individuali, un'azienda agricola, 613 unità immobiliari e 90 mezzi meccanici di vario genere, per un totale di circa 300 milioni di euro.
Oltre a Salvatore Buttitta, il patrimonio appartiene alla moglie Giuseppa Avorio e ai figli Francesco, Gaetano, Giuseppe e Laura. Cinque sono le società in nome collettivo sotto sigillo che operano nel settore dell'estrazione di inerti, una è a responsabilità limitata e opera nel settore delle riparazioni di veicoli industriali, mentre un'altra società in accomandita semplice opera nel settore del movimento terra. Le 613 unità immobiliari sono in vari comuni del palermitano.
Secondo gli investigatori, Buttitta sarebbe ''vicino a Cosa nostra senza farne parte'', avendo stretto in particolar modo rapporti con il boss mafioso Salvatore Rinella. Sembrerebbe inoltre che l'uomo avrebbe messo a disposizione di esponenti mafiosi di rilievo, alcuni dei quali latitanti, le cave di sua proprietà come punti di incontro.

Il procuratore aggiunto di Palermo, Roberto Scarpinato, commentando il maxi sequestro ha lanciato l'allarme: ''La storia di Palermo è una storia di tanti edifici costruiti grazie alla complicità di politici e mafiosi. Ed è una storia che continua, oggi ci sono i cosiddetti 'colletti bianchi' che mettono in campo le carte truccate della mafia per fare piegare la testa ad altri imprenditori onesti''.

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26 luglio 2007
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