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Servizio Pubblico di Michele Santoro su Antenna Sicilia

Giovedì 3 novembre "Servizio pubblico" sarà trasmesso, oltre che sul web, sul network di tv organizzato da Publishare alla quale farà capo la raccolta pubblicitaria

31 ottobre 2011

Non più "Comizi d'amore" dunque ma Servizio Pubblico. Il programma di Michele Santoro che raccoglierà l'eredità di "Annozero" andrà in onda, giovedì 3 novembre, oltre che sul web, sul network di tv organizzato da Publishare alla quale farà capo la raccolta pubblicitaria.
Il programma sarà trasmesso in Piemonte e Valle d'Aosta da Telecupole e Videogruppo; in Liguria da Primocanale; in Lombardia da Telelombardia; in Veneto da Telenuovo e Antenna 3 NordEst; in Trentino Alto Adige da RTTR; in Friuli V.G.da Free; in Emilia Romagna da Telesanterno, Telereggio, Trc Telemodena, Nuova rete San Marino, DI.TV; in Toscana da Rtv 38; in Umbria da Umbria Tv; nelle Marche da Tv Centro Marche; in Lazio da T9 Tv e Teleroma 56; in Abruzzo da Rete 8; in Puglia, Molise e Basilicata da Telenorba; in Campania da Telecapri; in Calabria da Videocalabria; IN SICILIA DA ANTENNA SICILIA; in Sardegna da TCS Telecostasmeralda.

"Servizio Pubblico sta avendo un grandissimo successo, ma l'intenzione di fare un omaggio a Pasolini rimane e quindi qualcosa faremo" ha spiegato qualche giorno fa lo stesso Michele Santoro. "Ciò che stiamo facendo è anche un atto d'amore nei confronti del servizio pubblico. L'ho detto e lo confermo, io sono della Rai ma non potevo continuare a lavorare contro la volontà del mio editore. Io non solo dovevo lavorare e fare profitti ma poi dovevo difendermi coi miei soldi dalle aggressioni che l'azienda mi faceva, usando i soldi che noi stessi avevamo portato nelle loro casse. Un paradosso insopportabile. Era uno stress psicologico enorme".
Santoro poi ha approfittato della vicenda della sua mancata firma con La7 per parlare di libertà di stampa: "Solo in Italia si considera la politica arbitro dell'informazione - ha detto Santoro -. La prima cosa da fare per rendere l'Italia un Paese normale è allontanare i politici dall'informazione. Finché noi giornalisti non ci indigneremo per questo vuol dire che saremo in una condizione di semilibertà. Con La7 al momento dell'accordo è venuta fuori una richiesta di poter sottoporre ogni nostra azione della trasmissione a verifiche del loro ufficio legale. Questo in violazione dei contratti che tutelano l'autonomia dei giornalisti". "Gli altri sono giornalisti che cercano di svolgere il loro lavoro al meglio. Io posso permettermi di ribellarmi a condizionamenti che tutti i giornalisti subiscono in Italia, sanno benissimo di subirli ma non hanno la forza di portare in piazza questi elementi universalmente noti. È un'altra malattia del conflitto d'interessi, sopportare senza poter reagire adeguatamente. Non è un caso che si ribellino i più vecchi. Quelli che accettano mettono al primo posto la necessità di poter continuare a fare il proprio lavoro, che non è una piccola necessità. Ma il problema esiste, io mi posso permettere grazie alla mia popolarità e alla mia età di affrontare un'avventura diversa. Io ci provo a forzare una situazione che tutti conoscono, che non ci lascia esprimere liberamente. Io lo faccio anche per gli altri, anche coloro che accettano questa situazione".

Intanto, mentre per Santoro sta per cominciare questa "nuova avventura", nei giorni scorsi, con una richiesta di archiviazione presentata al gip, la Procura della Repubblica di Roma ha concluso l'indagine che vede indagato per abuso d'ufficio Silvio Berlusconi con riferimento alle presunte pressioni che lui avrebbe fatto nel 2009 sull'ex commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi perché non fosse mandata in rete una puntata della trasmissione Annozero.
Insieme con Berlusconi sempre per abuso d'ufficio l'indagine vede indagati anche l'ex direttore generale della Rai Mauro Masi e lo stesso Innocenzi. Anche per loro la Procura ha sollecitato l'archiviazione. La richiesta di archiviazione è stata firmata dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal pubblico ministero Roberto Felici. Inizialmente l'indagine era stata avviata contro Berlusconi dalla Procura di Trani che poi trasmise gli atti a Roma il 24 marzo dello scorso anno e le ipotesi di reato formulate erano quelle di minaccia ad un corpo amministrativo dello Stato e concussione. Come parti lese comparivano Innocenzi e Masi. Il Tribunale dei ministri incaricato della questione il 19 luglio scorso restituì gli atti alla Procura ritenendo insussistenti le accuse ipotizzate da Trani. Però la Procura decise di andare avanti e ipotizzò il reato di abuso d'ufficio rilevando tra l'altro che quando avrebbe fatto le presunte pressioni Berlusconi aveva agito non come presidente del Consiglio ma come privato. Ora l'indagine si è conclusa e la Procura ha ritenuto il reato insussistente.

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, Adnkronos/Ign]

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31 ottobre 2011
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