Crea gratis la tua vetrina su Guidasicilia

Acquisti in città

Offerte, affari del giorno, imprese e professionisti, tutti della tua città

vai a Shopping
vai a Magazine

Sì a uso intercettazioni per Saverio Romano

La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha detto sì all'uso delle intercettazioni per l'ex ministro dell'Agricoltura

15 dicembre 2011

Ieri la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha detto sì all'uso delle intercettazioni per l'ex ministro Saverio Romano. Per il sì ha votato, oltre al centrosinistra, la Lega Nord. L’Udc si è astenuta.
La Giunta della Camera ha respinto la proposta del relatore Roberto Cassinelli (Pdl) di dire no all’uso delle intercettazioni. A favore di questa proposta hanno votato il Pdl e il radicale Maurizio Turco. Contro, e dunque con il centrosinistra, si è espressa la Lega. E così il via libera è passato con i nove ’si’ di Pd, Idv, Lega, Fli. L’Udc, invece, si è astenuto. Così è cambiato anche il relatore: al posto di Cassinelli è stata nominata Marilena Samperi, capogruppo del Pd in giunta per le autorizzazioni della Camera. Il Terzo Polo, insomma, si è diviso sul via libera all’uso delle intercettazioni per l’ex ministro.
"Il Pdl è stato battuto e con la votazione di stamani, le prerogative dei parlamentari non sono più un privilegio da usare acriticamente e aprioristicamente. Non si capiva il motivo del divieto dell'uso di una fonte probatoria che può essere utilizzata dallo stesso ex ministro per la sua difesa", ha detto Samperi.

"L'uscita di Berlusconi dalla stanza dei bottoni ha affrancato la Lega che, finora, aveva fatto blocco consentendo la peggior prassi di salvataggio della casta inquisita e di leggi ad personam", ha affermato in una nota il deputato Idv Federico Palomba, componente della Giunta per le autorizzazioni.
"Tirare in ballo Berlusconi e la vecchia maggioranza ed il voto della Lega come rottura del patto di impunità è veramente poco serio", ha detto Saverio Romano replicando al commento di Palomba. "L'on. Palomba manca di obiettività e serietà. Egli sa che la richiesta di autorizzazione riguarda delle telefonate intercorse nel 2003-2004 tra me e il professor Lapis che dimostrano, alla semplice lettura, l'assoluta trasparenza del rapporto e che il sottoscritto all'audizione della Giunta aveva sottolineato che nonostante l'evidenza del fumus persecutionis l'unica preoccupazione era quella che il diniego della richiesta di autorizzazione sarebbe stata interpretata come professione della casta e quindi aveva concluso chiedendone l'uso", ha concluso Romano.

L'autorizzazione della Giunta all'uso delle intercettazioni disposte dalla Procura di Palermo a carico dell’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano segue la richiesta avanzata alla Camera dal gip di Palermo Piergiorgio Morosini. Le registrazioni fanno parte del fascicolo d’indagine in cui il politico del Pid è indagato, insieme al senatore del Pdl Carlo Vizzini e all’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, di corruzione aggravata dall’avere agevolato la mafia.
La Giunta si è espressa su 25 telefonate che dimostrerebbero che "il ministro Saverio Romano - scrisse il gip nella richiesta all’suo - sarebbe stato a disposizione di un sistema affaristico-politico-mafioso avente al centro le attività del Gruppo Gas di Massimo Ciancimino". Dalle conversazioni, intercettate tra il 2003 e il 2004, emergerebbe l’esistenza di un "comitato d'affari" nel quale si sarebbero ritrovati "imprenditori spregiudicati, liberi professionisti a libro paga, amministratori corrotti, politici senza scrupoli votati a una raccolta del consenso senza regole". I politici gestivano il flusso della spesa pubblica e le autorizzazioni amministrative; gli imprenditori si occupavano della gestione dell’accesso al mercato; i mafiosi riciclavano capitali, partecipavano agli affari e mettevano a disposizione la forza materiale per rimuovere gli ostacoli che non è possibile rimuovere con metodi legali.
Tale "sistema" era alimentato dalle tangenti che distribuiva il tributarista Gianni Lapis, socio e prestanome di Massimo Ciancimino. Con la disponibilità dei politici e la forza criminale e finanziaria di Cosa nostra la società era riuscita ad accaparrarsi lavori di metanizzazione in diversi comuni siciliani. E alla fine era stata venduta, grazie ai buoni uffici di Romano e degli altri, al gruppo spagnolo di "Gas natural". Solo per questo affare erano state distribuite tangenti per un milione e 330 mila euro: soldi trasferiti "sotto traccia" dalla Svizzera. A Romano sarebbero andati 50 mila euro.

Inoltre, secondo un'agenzia di stampa poi smentita, la Giunta aveva anche detto sì all'autorizzazione all'arresto dell'ex sottosegretario Nicola Cosentino respingendo la proposta di segno opposto del relatore. La Giunta per le autorizzazioni della Camera ascolterà con tutta probabilità, oggi in audizione, il deputato Pdl, accusato dai pm campani di concorso esterno in associazione camorristica. Già ieri, comunque, il relatore del caso, Maurizio Paniz, aveva concluso il suo intervento sostenendo che non deve essere autorizzata l'esecuzione della misura cautelare. Secondo il parlamentare Pdl, fra l'altro, "non viene indicata una sola esigenza cautelare specifica per l'esecuzione della così grave misura cautelare richiesta, che viene perciò prospettata solo in modo presuntivo, ferma la rilevante distanza di tempo dai fatti e la impossibile ripetitività della condotta". A favore della richiesta della magistratura si è schierata anche l'Udc. Il voto della Giunta è invece previsto per la prossima settimana. "Penso che finiremo la prossima settimana, programmeremo le sedute in modo da raggiungere questo obiettivo", ha detto infatti il presidente della Giunta, Pierluigi Castagnetti.

"Meglio indagato che avere un paio di corna in testa" - Polemica sull'ex ministro Saverio Romanio, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, per l'intervento alla trasmissione "La Zanzara" su Radio 24. Il deputato del Pid, infatti, ha candidamente ammesso che "quelli che hanno sulla testa un bel paio di corna stanno peggio di me: l’indagato, accusato, può difendersi e dimostrare che mafioso non è. Uno che è cornuto, insomma uno che è stato tradito, è cornuto e basta. Non si può rimediare".
Frasi che hanno avuto un'immediata eco sul web (con commenti critici) e che l'ex ministro, leader del Pid, ha successivamente commentato così: "Sono sorpreso e amareggiato di una polemica assai strumentale e basata sul nulla. Ho partecipato alla trasmissione radiofonica 'La Zanzara' notoriamente satirica e mi sono sottoposto a delle domande che in una intervista seria avrebbero meritato altre risposte. Non ho mai pensato - ha spiegato Romano - di sottovalutare l’accusa che mi viene rivolta e dalla quale sono certo sarò prosciolto. Così come non sopravvaluto l’intelligenza di chi mette a paragone questioni che nulla hanno aa che vedere tra loro. Mi guarderò bene dal parlare con i giornalisti che rendono cose serie, ironiche e di contro utilizzano le battute per strumentale polemica".

[Informazioni tratte da ANSA, Repubblica.it, Lasiciliaweb.it, Corriere.it, LiveSicilia.it]

- La Lega Nord salverà Saverio Romano (Guidasicilia.it, 26/09/11)

- Un salvataggio scontato (Guidasicilia.it, 29/09/11)

 

 

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

15 dicembre 2011
Caricamento commenti in corso...

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia