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Si allarga la protesta alla Fiat di Termini Imerese

Mentre gli operai della Delivery Email sono ancora sul tetto, le tute blu hanno bloccato l'ingresso dei Tir nello stabilimento

26 gennaio 2010

C'era da aspettarselo che la protesta degli operai diretti e dell'indotto allo stabilimento Fiat di Termini Imerese si sarebbe allargata. Da stamane le tute blu, soprattutto quelle del secondo turno, le famiglie e diversa gente a loro vicina stanno presidiando i cancelli impedendo l'ingresso agli automezzi che trasportano i pezzi da assemblare. In questo modo le scorte dovrebbero finire, si stima, nell'arco di un'ora: le plance, ad esempio, sono già terminate. L'azienda sarà costretta a fermare le catene di montaggio, e i dipendenti dello stabilmento che realizzano la Lancia Ypsilon dovranno fermarsi e saranno messi dall'azienda, come si dice in gergo, 'senza lavoro'.
Cresce, dunque, la mobilitazione, dopo il via dato dai lavoratori della Delivery Email, licenziati a causa della revoca della commessa da parte del Lingotto, e che da otto giorni sono sopra il tetto di un capannone, mentre le mogli da ieri hanno iniziato un presidio davanti ai cancelli. Ieri sera le donne sono andate via nella tarda serata e oggi di buon mattino sono tornate per sostenere i loro uomini che protestano sul tetto.
Antonio Tarantino, uno dei 13 operai sul tetto, ha detto questa mattina al telefono che "attualmente la linea di montaggio è ferma per mancanza di materiale. Gli operai non sono usciti, ma so che in questo momento non stanno lavorando".

"Il tema ancora aperto e non risolto è quello del futuro strategico di Fiat, dal quale poi discendono una serie di altri problemi come quello di Termini Imerese" sostiene il ministro del welfare Maurizio Sacconi, commentando i dati Fiat a margine del congresso della Fpl-Uil a Bellaria (Rimini). Non si è sbilanciato, invece, sulla richiesta degli ecoincentivi per il 2010, rifacendosi a quello che ha già detto il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola.
Per risolvere i problemi del lavoro nell'ambito della Fiat, a cominciare da quelli di Termini Imerese, la produzione di auto in Italia deve essere portata a un milione e 100mila auto l'anno. Ne è convinto Luigi Angeletti, segretario della Uil, che al congresso della Fpl-Uil, ha commentato i dati dell'azienda. "Marchionne ha detto che avrebbe aumentato la produzione di auto in Italia portandole a 900mila/un milione questo è un passo non completo, bisogna superare almeno un milione e 100 mila macchine che è la dimensione per salvare tutti gli impianti. Questo risolverebbe anche il problema di Termini Imerese. La Fiat deve dire quale produzione della stessa qualità, anzi migliore, si deve fare a Termini Imerese. Quello stabilimento non è nè del Governo, nè della Regione e non sono nè il Governo nè la Regione che devono risolvere il problema, ma è la Fiat".
 
[Informazioni tratte da AGI, ANSA, La Siciliaweb.it]

 

 

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26 gennaio 2010
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