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Sì allo scambio di prigionieri con Hamas per la liberazione di Shalit

Israele acconsentirà al rilascio di 1000 detenuti palestinesi in cambio della liberazione del caporale Gilad Shalit, catturato nel 2006 nella Striscia di Gaza

02 luglio 2010

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto la proposta del mediatore tedesco Gerhard Konrad per lo scambio di prigionieri con Hamas nell'ottica di liberare Gilad Shalit. Lo riporta la tv al-Jazeera, che ha trasmesso in diretta il discorso del premier israeliano a Gerusalemme. In particolare, Israele acconsentirà al rilascio di mille detenuti palestinesi, come chiesto dal movimento islamico, in cambio della liberazione del caporale israeliano, catturato da Hamas il 25 giugno 2006 nella Striscia di Gaza.
Netanyahu, che lunedì parlerà con il presidente Usa Barak Obama delle trattative per il rilascio di Shalit, ha detto che "il popolo di Israele è unito nel desiderio di riportare Shalit a casa. Non c'è nessuno che incontrando la famiglia di Shalit non pensa a se stesso, 'Gilad potrebbe essere mio figlio, o mio fratello, o mio nipote'. Per questo - ha a ggiunto - è naturale l'atteggiamento della famiglia ed è naturale dar loro sostegno".

In merito al prezzo da pagare per la liberazione del soldato, Netanyahu ha ricordato che "Israele ha deciso diverse volte di rilasciare terroristi e assassini in cambio di israeliani. Il caso più famoso fu l'accordo Jibril, con il rilascio di 1.150 (detenuti palestinesi, ndr). Almeno la metà sono tornati al terrorismo. Hanno ripreso a uccidere centinaia di israeliani e hanno rappresentato il cuore della seconda Intifada. E ci sono stati altri casi, come l'accordo Tenenbaum, nel quale sono stati rilasciati 400 (detenuti palestinesi, ndr) e uccisi 26 israeliani dal loro rilascio nel 2004".
"La decisione di rilasciare dei terroristi è difficile e complessa per ogni governo - ha proseguito quindi Netanyahu -. Per la sua complessità, come leader dell'opposizione mi rifiutai di criticare il governo Olmert su questa questione. La pressione dell'opinione pubblica e le richieste non devono essere rivolte direttamente contro il governo, ma contro Hamas, un'organizzazione terroristica che non ha mai permesso alla Croce Rossa di visitare Shalit", come prevede la Convenzione di Ginevra.
"Nell'accordo proposto dal mediatore tedesco, al quale io aderisco, ci sono mille terroristi" da rilasciare e "questo è il prezzo che intendo affrontare per riportare Shalit a casa", ha aggiunto il primo ministro, specificando che però non permetterà ai detenuti rilasciati di fare ritorno in Cisgiordania. "Mi attengo a due principi: i terroristi non devono tornare in Giudea e Samaria e non dovranno essere rilasciati i terroristi più pericolosi, ma al momento non abbiamo ricevuto alcuna risposta da Hamas". [Adnkronos/Aki]

 

 

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02 luglio 2010
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