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Si delinea l'autonomismo sicilianista, che tanto può pretendere dalla Casa delle Libertà

L'analisi politica di Agostino Spataro

11 agosto 2005

L'ALTRA FACCIA DEGLI ''AUTONOMISTI'' SICILIANI *
di Agostino Spataro

Ormai cominciano a schiarirsi i contorni della nebulosa sicilianista dell'on. Raffaele Lombardo. La sua improvvisa conversione autonomistica sempre più assomiglia ad una sorta di diversivo architettato, d'intesa con i massimi esponenti della cosiddetta CdL, per conseguire due obiettivi in vista delle prossime, doppie elezioni regionali e nazionali: il recupero di voti in uscita soprattutto da Forza Italia e l'indebolimento della leadership nazionale dell'UDC, con particolare accanimento verso l'on. Casini che ha osato proporre la sostituzione di Berlusconi. 
L'UDC siciliana è una sorta di anomalia nel panorama politico italiano. Tutti sono coscienti che senza i voti raccolti in Sicilia, il partito di Follini non avrebbe né peso né visibilità.
Per altro, il partito è stato attraversato da un durissimo scontro fra i cd ''quarantenni'' e il vertice regionale del partito che ha seriamente incrinato l'asse, ancora oggi, di ferro Cuffaro-Lombardo.
Apertasi la crepa, è scattato l'assedio alla roccaforte siciliana dell'UDC, con l'obiettivo di riportare Casini a più miti consigli.

Ancora una volta, dunque, la Sicilia, grande serbatoio di voti a buon mercato, viene trascinata in un gioco ambiguo che peserà sugli esiti del confronto regionale e potrà influenzare non poco anche quelli della consultazione generale.
L'insperata vittoria del Polo alle amministrative di Catania ha dato un impulso dinamico alla manovra di aggiramento, poiché ha convalidato il ruolo decisivo delle due formazioni neo-autonomiste, ''Nuova Sicilia'' di Bartolo Pellegrino e ''Movimento per l'Autonomia'' dell'on. Lombardo, i quali entrambi si contendono il merito della rielezione di Scapagnini che ha tolto dall'imbarazzo Berlusconi il quale, in caso di sconfitta, avrebbe potuto dimettersi. La cosa non è poi tanto millantatoria visto che il Cavaliere si è scomodato a ricevere Pellegrino prima del voto e l'on. Lombardo dopo quel 20% conseguito dalle sue liste autonomiste, a danno soprattutto di Forza Italia.

Nel frattempo, l'ex segretario regionale dell'UDC si è tanto dato da fare in Sicilia e fuori. Nei giorni scorsi ha tenuto la sua affollata costituente ''autonomista'' senza presentare un programma (a parte l'idea della ''fiscalità di vantaggio'', per altro, non proprio originale), raccogliendo quanti più scontenti possibili in uscita dalla Cdl, un po' di deputati regionali in carica e di primi dei non eletti di FI che sperano di rifarsi col MPA, e qualche transfuga dal vecchio PCI, come impone la moda corrente.
Mentre da fuori della Sicilia è arrivata la solidarietà di taluni personaggi in disarmo.
Tuttavia, il fatto davvero sorprendente è stata la ''cordiale entente'' con la Lega di Bossi, di Calderoli, di Borghezio ecc, ecc. che l'on. Lombardo prende a modello, addirittura riproponendosi di fare in Sicilia ''ciò che la Lega è riuscita a fare al Nord'' (intervista concessa a ''La Padania'' del 31 luglio). Ma cosa hanno in comune la Lega e il MPA? Forse lo sapremo alla prossima puntata.
Fra le due entità ci possono essere al massimo affinità elettive, non nel senso goethiano, ma in quello berlusconiano secondo cui tutto fa brodo nel gran calderone del centro-destra. Inoltre, bisogna sottolineare che mentre la Lega è nata da una contestazione virulenta contro lo Stato e i partiti per rivendicare l'indipendenza della ''padania'', il MPA vuole fare la rivoluzione  restandosene abbarbicato a comode poltrone nel salotto buono del sistema di potere affaristico e clientelare siciliano.

Insomma, un contraddittorio giro di valzer che non dovrebbe incantare nessuno, soprattutto a sinistra. Perciò, non si è capito perché l'on. Fassino abbia deciso d'incontrare Lombardo il quale ha sapientemente usato tale incontro per alzare il prezzo nella trattativa con Berlusconi che- a quanto si dice- si appresta a riceverlo nuovamente, a villa La Certosa.
Ma, forse, Lombardo sta esagerando col suo autonomismo indefinito o federalismo (?) tanto da urtare la suscettibilità dell'on. Pellegrino che ne rivendica la primogenitura ed accusa Lombardo di ''cogliere il vento dell'autonomia per... trattare e ottenere collegi''.
Siamo quasi alla rissa per attribuirsi un falso primato che però vale tanti posti in Parlamento e nel sottogoverno. In realtà, ''Nuova Sicilia'' è l'altra faccia della stessa medaglia che andrà ad appuntarsi nel medagliere elettorale di Berlusconi. Se Lombardo è la croce, Pellegrino è la testa.

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* Pubblicato in ''La Repubblica'' del 10 Agosto 2005

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11 agosto 2005
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