Si è concluso il convegno della FAO sul futuro dell’acquacoltura mondiale

Un contributo allo sviluppo rurale, all'eliminazione della fame, alla riduzione della povertà

13 agosto 2003
L'acquacoltura - l'allevamento di pesci e piante acquatiche nelle zone costiere marine e nelle vie navigabili interne - sta crescendo più di qualunque altro settore alimentare basato sull'allevamento animale, compresa la pesca tradizionale di cattura in alto mare.

La Fao, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, ha dedicato al settore dell'acquacoltura una conferenza che  si è conclusa l'11 agosto 2003. La FAO ha istituito il Sottocomitato sull'acquacoltura nel 2001. La sessione di quest'anno è stata finanziata dal governo norvegese che ha sostenuto anche la partecipazione di molti delegati provenienti dai paesi in via di sviluppo.

Serge Garcia, Direttore della Divisione delle risorse ittiche alla FAO ha detto in apertura della riunione: ''Scopo del Sottocomitato è assicurare che l'acquacoltura si sviluppi in maniera sostenibile, responsabile ed equa, da cui derivi un prodotto nutriente, economico, sicuro dal punto di vista qualitativo e accessibile da ogni settore sociale''.

Il dibattito internazionale si è imperniato anche sull'impatto negativo ambientale, sociale ed economico di certe pratiche di acquacoltura. Particolarmente preoccupanti sono i temi che riguardano la perdita degli habitat naturali, l'uso di antibiotici e di certi tipi di cibo per l'allevamento dei pesci, l'invasione di ecosistemi locali da parte di specie non native, l'inclusione di prodotti a base di semi di soia modificata geneticamente nei mangimi per i pesci, oltre alla questione che alcune comunità in certi paesi abbiano o meno gli stessi benefici nella divisione dei profitti derivati dall'acquacoltura.

Rohana Subasinghe, Segretario del Sottocomitato della FAO, ha fatto osservare che: ''i consumatori stanno diventando sempre più consapevoli del bisogno di mangiare prodotti sani. Dalle esperienze acquisite fino ad ora, la FAO e i suoi partner vogliono promuovere un sempre maggiore uso di pratiche d'acquacoltura che diano modo anche di combattere la fame e la povertà. Il potenziale dell'acquacoltura per contribuire allo sviluppo rurale, alla sicurezza alimentare, all'eliminazione della fame, alla riduzione della povertà ed allo sviluppo economico nazionale è enorme''.

Fonte: Ansa

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13 agosto 2003

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