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Siamo in bancarotta ecologica

Oggi è l'Earth Overshoot Day: il giorno in cui le risorse annue delle Terra si sono esaurite

23 settembre 2008

Forse non tutti sanno che oggi, 23 settembre 2008, oltre che iniziare l'equinozio d'autunno è anche l'Earth Overshoot Day: il giorno in cui, quest'anno, il consumo umano di risorse naturali sorpassa la produzione naturale annua della Terra.
Cosa significa? Presto spiegato: secondo i calcoli del Global Footprint Network - una associazione di ricerca che misura quante risorse naturali abbiamo, quante ne usiamo, chi le usa e qual'è l'impronta ecologica che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere - l'umanità oggi avrà completamente utilizzato tutte le risorse rinnovabili che la natura ci può fornire nel 2008.
Oggi, insomma, abbiamo la possibilità di poterci rendere conto d'aver consuma più di quello che potevamo e dovevamo consumare.
Niente di buona va... Ci siamo e continuiamo a mangiarci il capitale biologico accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione della vita: nemmeno un super intervento come quello del governo degli Stati Uniti per tappare i buchi delle banche americane basterebbe a riequilibrare il nostro rapporto con il pianeta.

Dunque, il giorno in cui cade l'Earth Overshoot Day è quello nel quale il reddito annuale a nostra disposizione finisce e gli esseri umani viventi continuano a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro, cioè togliendo ricchezza ai posteri. La data, calcolata dal Global Footprint Network, non è una scadenza fissa. Per millenni l'impatto dell'umanità, a livello globale, è stato trascurabile: un numero irrilevante rispetto all'azione prodotta dagli eventi naturali che hanno modellato il pianeta. Con la crescita della popolazione (il Novecento è cominciato con 1,6 miliardi di esseri umani e si è concluso con 6 miliardi di esseri umani) e con la crescita dei consumi (quelli energetici sono aumentati di 16 volte durante il secolo scorso) il quadro è cambiato in tempi che, dal punto di vista della storia geologica, rappresentano una frazione di secondo.
Ad esempio: nel 1961 metà della Terra era sufficiente per soddisfare le nostre necessità. Il primo anno in cui l'umanità ha utilizzato più risorse di quelle offerte dalla biocapacità del pianeta è stato il 1986, ma quella volta il cartellino rosso si alzò il 31 dicembre: il danno era ancora moderato. Nel 1995 la fase del sovraconsumo aveva già mangiato più di un mese di calendario: a partire dal 21 novembre la quantità di legname, fibre, animali, verdure divorati andava oltre la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi; il prelievo cominciava a divorare il capitale a disposizione, in un circuito vizioso che riduce gli utili a disposizione e costringe ad anticipare sempre più il momento del debito. Nel 2005 l'Earth Overshoot Day è caduto il 2 ottobre. Quest'anno siamo già al 23 settembre.
Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, l'anno in cui - se non si prenderanno provvedimenti - il rosso scatterà il primo luglio sarà il 2050. Alla metà del secolo avremo bisogno di un secondo pianeta a disposizione.

Per il Global Footprint Network stiamo impiegando a livello globale la capacità biologica di 1,4 pianeti, ma, ovviamente, ne abbiamo solo uno a disposizione. Il risultato è che le nostre riserve - come gli alberi e i pesci - continuano ad assottigliarsi e i nostri rifiuti - in primis l'anidride carbonica - continuano ad accumularsi.
"In un paese densamente popolato come l'Italia - speiga Roberto Brambilla del Gruppo impronta di Rete Lilliput - l'impronta ecologica dovrebbe far capire quanto è importante rilanciare una agricoltura a basso impatto grazie alle filiere corte e ai metodi biologici e quanto sia urgente incentivare il risparmio energetico, il riciclaggio dei rifiuti e l'uso delle energie rinnovabili per far diminuire la dipendenza dall'energia fossile inquinante e in via di esaurimento. Tutte iniziative che si tradurrebbero in enormi risparmi per le famiglie italiane".

Il Global Footprint Network e i suoi partners internazionali sono concentrati sulla soluzione di questo problema, lavorando con i leader dei governi e delle aziende affinché nei processi decisionali tengano nella massima considerazione i limiti ecologici.
I cittadini possono determinare la loro impronta ecologica e imparare come ridurla su www.footprintnetwork.org.
Potrebbero avere un impatto molto maggiore se cercassero di spingere i governi e i leader a creare comunità a basso impatto grazie ad una intelligente pianificazione delle infrastrutture e alle migliori tecnologie verdi a disposizione. Grazie ad un forte impegno internazionale per scongiurare queste dinamiche, l'Earth Overshoot Day potrebbe diventare storia e non più una notizia.

[Informazioni tratte da Repubblica.it e Gruppo impronta ecologica della Rete di Lilliput]

 

 

 

 

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23 settembre 2008
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