Siamo più di 59 milioni

In un anno la popolazione italiana è cresciuta di 380 mila unità grazie, soprattutto, agli stranieri

06 luglio 2007

Secondo il ''Bilancio demografico nazionale'' dell'Istat relativo al 2006, nel nostro paese la popolazione residente è cresciuta di 379.576 unità. Alla base di questa crescita ci sono gli immigrati, sia che si parli di residenti che di nuovi nati.  Lo scorso anno si sono registrate 560.010 nascite di bambini, 5.988 in più rispetto all'anno precedente, nascite che si sono avute soprattutto nelle regioni del Centro e del Nord, mentre nel Sud e nelle Isole rimane la tendenza alla diminuzione dei nuovi nati.

La fotografia scattata dall'Istituto nazionale di statistica rivela quindi che al 31 dicembre 2006 la popolazione complessiva italiana è di 59.131.287 unità, contro i 58.751.711 del 2005. Nel 2006, quindi, si è registrato un incremento della popolazione residente dello 0,6 per cento, dovuto quasi completamente alle migrazioni dall'estero e alle rettifiche post-censuarie.
Complessivamente, infatti, la variazione di popolazione è stata determinata dal saldo del movimento naturale pari a +2.118 unità, dal saldo del movimento migratorio con l'estero pari a +222.410, da un incremento dovuto alle rettifiche post-censuarie e al saldo interno pari a +155.048 unità.
I rilevamenti dell'Istat hanno anche segnalato un prepotente ritorno al movimento migratorio, sia interno che all'estero, indirizzato prevalentemente verso le regioni del Nord e del Centro. Gli italiani del Sud in cerca di lavoro, insomma, tornano a migrare al Nord come accadeva anni fa.
Infatti nel corso del 2006 i trasferimenti di residenza interni hanno coinvolto circa 1 milione e mezzo di persone e sono sono stati caratterizzati da uno spostamento di popolazione dalle regioni del Mezzogiorno a quelle del Nord e del Centro. Un flusso migratorio dovuto anche agli stranieri residenti nel nostro Paese, che seguono una direttrice simile a quella delle migrazioni degli italiani, ma presentano una maggior propensione alla mobilità.
Ad attrarre il flusso dei nuovi emigranti è maggiormente il Nord-Est, con un tasso pari all'8,5 per mille, soprattutto per le immigrazioni dall'estero. Segue il Centro con il 6,8 per mille. Il Sud, al contrario, perde popolazione a causa delle migrazioni interne, costituite prevalentemente da italiani che trasferiscono la propria residenza nelle regioni centro-settentrionali.
A livello regionale, l'Emilia Romagna risulta essere la regione più attrattiva (10,4 per mille), seguita nel Nord da Trento (8,4 per mille), dal Friuli-Venezia Giulia (7,8 per mille), dalla Lombardia e dalle Valle d'Aosta (7,3 per mille) e nel Centro da Toscana (7,4 per mille), Umbria e Marche (7,3 per mille).

''Tiene'' l'istituzione ''famiglia'', infatti, ben il 99,4 % della popolazione residente in Italia vive in famiglie. Le ''famiglie anagrafiche'', rileva ancora l'Istat, sono 23milioni e 900 mila circa; il numero medio di componenti per famiglia risulta pressoché invariato rispetto all'anno precedente ed è pari a 2,5. Il valore minimo è di 2,1 e si rileva in Liguria, mentre il massimo è 2,8 in Campania. Il restante 0,6% della popolazione, pari a 328mila abitanti, vive in convivenze anagrafiche (caserme, case di riposo, carceri, conventi, ecc.). La popolazione residente nelle convivenze si concentra nel Nord e nel Centro.
Secondo le stime più recenti, nel 2006 il tasso di fecondità totale è stato pari a 1,35 figli per donna. Si conferma, pertanto, la leggera tendenza alla ripresa avviatasi nella seconda metà degli anni '90, dopo che per 30 anni, a partire dal 1965, la fecondità italiana era andata continuamente riducendosi fino a raggiungere il minimo storico di 1,19 figli per donna nel 1995.

STRANIERI, NASCITE E DECESSI - Come si diceva all'inizio, le culle del Bel Paese sono tornate a riempirsi nell'ultimo anno, una tendenza, avverte l'Istat ''da mettere in relazione alla maggior presenza di stranieri regolari''. La stima della quota di stranieri sulla popolazione totale è pari a 5 stranieri ogni 100 individui residenti, e risulta in crescita rispetto al 2005 quando era di 4,5 stranieri ogni 100 residenti. L'incidenza della popolazione straniera è più elevata in tutto il Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno la quota di stranieri residenti è dell'1,6 per cento circa.
Negli ultimi 12 anni l'incidenza delle nascite di bambini stranieri sul totale dei nati della popolazione residente in Italia ha fatto registrare un fortissimo incremento, passando dall'1,7% al 10,3% del totale dei nati vivi; in valori assoluti da poco più di 9 mila nati nel 1995 a quasi 58mila nel 2006. In particolare, nelle regioni del Centro-Nord si registrano valori percentuali di gran lunga superiori alla media nazionale. Si tratta delle aree del Paese con una tradizione migratoria più forte e con una presenza straniera più stabile e radicata. Infatti, nelle due ripartizioni del Nord i bambini nati da genitori stranieri sono circa il 16%; tale incidenza si attenua nelle regioni del Centro (12 nati stranieri ogni 100 nati) per ridursi notevolmente nel Mezzogiorno (solo 2 bambini stranieri ogni 100), dove è la Campania a detenere il tasso di natalità più elevato, così come la Sicilia (10,0 per mille).
Quanto al saldo naturale (dato dalla differenza tra nascite e decessi), l'Istat ha rilevato che nel corso del 2006 per 560.010 nascite si sono avute 557.892 decessi (9.412 in meno rispetto all'anno precedente). Pertanto il saldo naturale è risultato pari a 2.118 unità, leggermente positivo come nel 2004, primo anno di interruzione della serie negativa a partire dal 1993.
L'incremento delle nascite si registra soprattutto nelle regioni del Centro (+2,6 per cento), del Nord-Ovest (+2,5 per cento) e del Nord-Est (+1,8 per cento), mentre nelle regioni meridionali (-0,9 per cento) e nelle Isole (-1,3 per cento) permane la tendenza al decremento.
Al contrario di quanto avviene per la natalità, per la mortalità il peso degli stranieri risulta irrilevante, a causa della composizione per età particolarmente giovane rispetto alla popolazione italiana. Come già da diversi anni, l'incremento demografico del nostro Paese è garantito da un saldo migratorio con l'estero positivo. Nel corso del 2006 sono state iscritte in anagrafe come provenienti dall'estero 297.640 persone, mentre ammontano a 75.230 le cancellazioni di persone residenti in Italia trasferitesi all'estero.

Nota - I dati diffusi dall'Istituto nazionale di statistica riguardano i residenti nei 8.101 comuni al 31 dicembre 2006. Tali dati sono calcolati a partire dalla popolazione legale dichiarata sulla base delle risultanze del 14esimo Censimento generale della popolazione effettuato il 21 ottobre 2001. Il calcolo è effettuato sulla base dei dati relativi al movimento naturale (iscrizioni per nascita e cancellazioni per morte) e migratorio (iscrizioni e cancellazioni per trasferimento di residenza) verificatosi nei comuni dal 22 ottobre 2001 al 31 dicembre 2006.

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06 luglio 2007

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