Sindrome pre-Forconi

Spaccato il fronte della protesta dei Forconi, ma già da qualche parte le riserve di carburate sono esaurite

07 dicembre 2013

Mariano Ferro e Giuseppe Richichi, nel 2012 sono stati i volti e le voci simbolo di quella protesta che per giorni paralizzò la Sicilia con il blocco congiunto di autotrasporti e di agricoltori. Oggi quel fronte è spaccato e lo sciopero annunciato dalla mezzanotte dell'8 al 13 dicembre sembra essersi ridotto di significato. Inoltre, le sigle Aias e Forza d'urto, rappresentate da Richichi e Carmelo Lampuri e che raggruppano la maggior parte di autotrasportatori siciliani, hanno deciso di non aderire allo sciopero dei tir del 9 e 10 dicembre dopo l'accordo raggiunto ieri pomeriggio al tavolo della prefettura con i governi nazionale e regionale.
Il sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe Castiglione, ha espresso "soddisfazione per l'atteggiamento di grande responsabilità dimostrato dalle imprese di trasporto". "Il mondo agricolo - ha detto - viveva una preoccupazione particolare, dato che la scorsa protesta aveva portato danni per 500 milioni di euro. Non possiamo che apprezzare l'atteggiamento costruttivo di Aias e Forza d'Urto, ma è chiaro che da questo momento in poi il nostro impegno sarà massimo per ridare ossigeno a un settore di fondamentale importanza per l'economia del nostro Paese".

Anche l'AssoPescatori non prenderà parte allo sciopero degli autotrasportatori e alla protesta indetta dai Forconi, così come annunciato da Fabio Micalizzi,  presidente dell'Associazione Pescatori Marittimi Professionali, che negli scioperi del gennaio 2012 costituì una delle tre anime della rivolta insieme all'Aias di Richichi e al Movimento dei Forconi. "Non aderiamo - ha detto Micalizzi - perché non condividiamo più le modalità della protesta. Due anni fa era necessario scuotere le coscienze e l'opinione pubblica anche a costo di arrecare qualche disagio alla popolazione. Venne a mancare, tuttavia il salto di qualità e quella che era una straordinaria occasione di ribellione popolare si annacquò in sterili personalismi e interessi di categoria. A motivo di tutto ciò l'Associazione non prenderà parte stavolta ai blocchi stradali indetti per il prossimo 9 dicembre".

Ma i Forconi di Mariano Ferro sono intenzionati ad andare avanti. "Coloro che intendono ribellarsi con noi sono i benvenuti, a condizione che non si azzardino a mettere cappelli di qualsiasi colore all'iniziativa. Ad essi ribadiamo ancora una volta fino alla noia che non saranno accettati simboli di partito. I nostri valori sono quelli scolpiti nella Costituzione democratica, calpestata e risorta grazie alla lotta di popolo contro la dittatura in cui ci ha riportati, in forme diverse, questa classe dirigente", ha affermato il leader del movimento. "Alla vigilia della grande mobilitazione popolare ad oltranza - ha aggiunto nella nota Ferro - giungono copiose sempre nuove adesioni, da parte dell'Italia che soffre e che da troppo tempo chiede fatti per una svolta radicale. Per ridare speranza al nostro Paese occorre oggi con urgenza trovare le soluzioni alle tantissime vertenze irrisolte o mandare a casa un governo asservito ai potenti ed un parlamento di nominati, porre fine al far west della globalizzazione, riprenderci la sovranità popolare e monetaria".

Le possibili azioni dei Forconi e di una parte degli autotrasportatori sono temute dagli artigiani, dagli agricoltori e dagli imprenditori siciliani di tutti i settori "che non potrebbero sopportare la paralisi dell'Isola proprio nelle settimane a ridosso del Natale durante le quali, come è noto, l'economia ha una scossa positiva con l'aumento della domanda e dei consumi, dovuta anche alle tredicesime. Ci auguriamo che prevalga il buonsenso e tutte i soggetti coinvolti, a cominciare da quelli istituzionalmente preposti, lavorino in queste ore per evitare situazioni che potrebbero degenerare".
La Cna della Sicilia (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) critica lo sciopero. "La manifestazione di protesta, così come è stata prospettata, metterebbe in ginocchio l'economia siciliana con conseguenze pesantissime - dicono - Ci sono artigiani, agricoltori e imprenditori che lavorano undici mesi l'anno in vista delle vendite di dicembre bloccare la Sicilia adesso potrebbe avere conseguenze drammatiche".

Intanto a Palermo già da ieri è psicosi carburante. Memori del blocco dello scorso anno, gli automobilisti hanno tentato di giocare d'anticipo cercando di rifornirsi per tempo, ma nonostante le lunghe code, il carburante era già esaurito in molti distributori. Già ieri mattina i distributori di carburante della città sono stati presi d'assalto, con lunghe code di automobili in fila. Diversi quelli che hanno esaurito le scorte, mentre sono stati moltissimi gli automobilisti che hanno atteso oltre un'ora per riempire il serbatoio.
E, mentre ai distributori di carburante le file di automobili sono interminabili, e molti benzinai sono già a secco, i Forconi confermano la protesta dei tir in Sicilia. I blocchi comcinceranno a Palermo domenica sera in via Ernesto Basile nei pressi del parco Cassarà e in piazza Indipendenza. La protesta, che riguarda tutta l'Italia con una trentina di presìdi, dovrebbe concludersi venerdì prossimo.

Per attenuare l'emergenza interviene anche la Regione: "La grave ed eccezionale situazione che si sta verificando nell'Isola e, in particolare, a Palermo, dove migliaia di cittadini stanno affollando i distributori di carburanti in relazione alla paventata protesta da parte di alcune associazioni di autotrasportatori impone di adottare le misure urgenti più opportune", afferma Linda Vancheri, assessore regionale alle Attività produttive che ha diramato a tutte le Camere di commercio dell'Isola una direttiva con la quale si chiede di "adottare deroghe eccezionali agli orari e giorni di apertura dei distributori dei carburanti". L'assessore invita "i titolari di depositi e di cisterne per trasporto ad andare nelle prefetture per ottenere le relative deroghe eccezionali per l'approvvigionamento, distribuzione e trasporto dei carburanti".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Adnkronos/Ign]

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07 dicembre 2013

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