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Slitta di 5 giorni il termine di gara per il General Contractor che costruirà il Ponte sullo Stretto di Messina

Secondo Italia Nostra, Legambiente e WWF ''Questo rinvio è un'ulteriore prova della fallacia del progetto''

19 aprile 2005

Il termine di gara per il General Contractor per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina è slittato dal 20 aprile al 25 maggio.
Questo slittamento, deliberato ieri dal consiglio di amministrazione della Stretto di Messina Spa, sembra però non essere stato causato dall'indagine aperta il 6 aprile scorso dalla procura di Roma, nei confronti di tre tecnici della commissione ministeriale, partita da un fascicolo presentato a febbraio da Legambiente, riportante gravi dubbi sull'impatto del Ponte nel territorio.

La proposta è venuta direttamente dall'amministratore delegato Pietro Ciucci, che ha spiegato lo slittamento ''in ragione del prevalente interesse pubblico a che la gara in corso registri la massima possibile partecipazione di offerenti prequalificati''. ''La breve proroga - ha spiegato Ciucci - non influirà sulla complessiva tempistica del progetto mentre consentirà ai concorrenti di valutare approfonditamente anche alcune modifiche che la Stretto di Messina ha recentemente introdotto nella documentazione di gara''.

Secondo Italia Nostra, Legambiente e WWF: ''Il rinvio del termine di gara per il General Contractor è un'ulteriore prova della fallacia del progetto''. 
Il componente della segreteria di Italia Nostra, Gaia Pallottino, il presidente nazionale di Legambeinte Roberto Della Seta ed il componente del Wwf Italia, Gaetano Benedetto, commentando la delibera di ieri hanno evidenziato inoltre che ''il bando, infatti, non è credibile. Ci sono troppi elementi che inducono a pensare che il ponte sullo Stretto di Messina non si realizzerà mai e che gli unici a trarre beneficio saranno i progettisti del General Contractor vincente, a cui lo Stato non chiederà mai alcuna garanzia, come risulta dalla normativa sulle infrastrutture strategiche e dal bando stesso. Noi valutiamo che il costo di 4 miliardi e 400 milioni posto a base di gara per l'assegnazione a General contractor della progettazione definitiva ed esecutiva del ponte sia del tutto irrealistico, mancano, a nostro avviso, tra gli 800 e i 1.500 milioni di euro''.
''Il progetto preliminare - hanno poi ribadito ieri gli ambientalisti - presentato dalla Stretto di Messina Spa è troppo lacunoso e approssimativo nel presentare il quadro economico-finanziario (come dimostra, ad esempio, il 'canone' di 138 milioni di euro all'anno imposto a Rfi), descrivere le soluzioni tecniche (per un ponte sospeso ad unica campata, stradale e ferroviaria della lunghezza tre volte superiore rispetto a qualsiasi altra opera analoga esistente al mondo) e valutare l'impatto ambientale (come dimostrano le 35 prescrizioni dettate dal Cipe)''.

Ricordiamo che sono stati tre gli indagati dalla procura di Roma, nei confronti dei quali sono stati ipotizzati i reati di falso in atto pubblico e abuso d'ufficio: il professor Alberto Fantini, referente del gruppo istruttore della commissione speciale istituita presso il ministero dell'Ambiente per la valutazione dell'impatto ambientale, l'architetto Franco Luccichenti e il professore Giuseppe Mandaglio.

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19 aprile 2005
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