Società Acque Potabili Siciliane: c'è l'ombra del fallimento e sono a rischio 240 posti di lavoro

01 giugno 2011

Doccia fredda sulla società Acque Potabili Siciliane, che nel 2007 si è aggiudicata la gara indetta per la gestione del servizio idrico nella provincia di Palermo. Si profila lo spettro del fallimento e sono a rischio 240 posti di lavori. Ma quel che è più grave rischia di non essere garantita la gestione del servizio. Il Tribunale di Palermo, infatti, ha rigettato la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo avanzata dai liquidatori della società. Ad avviso del Tribunale, «la perdurante assenza da parte dell'Aato di decisioni in ordine ad un adeguamento tariffario - necessario a sanare lo squilibrio economico-finanziario di Acque Potabili Siciliane - impedisce di prospettare soluzioni concordatarie a tutela dei creditori e dei dipendenti della società».
La società ha reso noto che si riserva «di esaminare le scelte tra loro alternative che conseguono dalla decisione del Tribunale». «La procedura di concordato preventivo che i liquidatori avevano individuato come soluzione alla crisi d'impresa - secondo la società - avrebbe garantito, da un lato, la continuità della gestione del servizio e la prosecuzione dei progetti finalizzati al miglioramento dell'efficienza del servizio acquedottistico per gli utenti e dall'altro, la stabilità sia retributiva che di inquadramento dell'intero organico di Acque Potabili Siciliane». In ipotesi di fallimento, invece, la continuità della gestione del servizio idrico integrato nella Provincia di Palermo potrebbe non più essere garantita e la prospettiva occupazionale viene seriamente compromessa: tutti i rapporti di lavoro che Aps ha attualmente in essere con circa 240 dipendenti cesserebbero e verrebbe avviata una procedura di mobilità per l'intero organico; mentre con riguardo ai creditori sociali, le possibilità di recupero dei crediti vantati si dovrebbero presentare critiche a causa della tipologia di composizione dell'attivo della società di non certa e rapida liquidabilità. [Corriere del Mezzogiorno - Italpress]

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01 giugno 2011

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