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SOLE, SICILIA, AUTO ELETTRICA

Il ''piano'' per l'auto elettrica a Termini Imerese di Simone Cimino è l'Utopia possibile?

19 febbraio 2010

"Realizzeremo il nostro progetto per la produzione di auto elettrica a Termini Imerese a prescindere dalle decisione che la Fiat intende adottare per lo stabilimento. Il primo passo sarà avviato ad aprile prossimo con l'investimento di 20 milioni di euro per la ricerca". Simone Cimino, presidente del gruppo Cape, all'incontro che ieri ha tenuto al municipio di Termini Imerese, si è presentato così. Accanto a lui anche l'amministrato delegato del fondo, Antonio Mazzara.
"A noi sta a cuore - ha aggiunto Cimino - dare un contributo per risolvere la situazione occupazionale che sarebbe provocata dalla chiusura da parte della Fiat della fabbrica a partire dal 2012. Ma saremmo ben felici di lavorare accanto all'azienda torinese per portare avanti il nostro progetto". "Il progetto - ha spiegato ancora Cimino - assicurerebbe occupazione per 3.500 persone in tre differenti iniziative di ricerca e produzione sia a Termini Imerese che a Catania, che dovranno essere completate a giugno 2011". Cimino ha poi aggiunto che il piano "prevede un investimento complessivo di 935 milioni di euro: 400 per la realizzazione delle auto, 135 per i sistemi di alimentazione e altri 400 mln per la costruzione in Sicilia di duemila centraline per il rifornimento".
Cape ha firmato una intesa con l'indiana Reva car company, e l'auto che dovrebbe nascere in Sicilia avrà un costo che va dai 5 ai 30 mila euro, secondo il modello.

Le reazioni - Il presidente dell'Area di sviluppo industriale, Alessandro Albanese, ha spiegato di essere "disponibile ad assegnare già da subito i terreni per fare nascere la struttura di produzione. Bisogna però superare le pastoie burocratiche per avere rilasciati i permessi. A volte per ottenerli passano anche mesi".
Il sindaco di Ternini Imerese, Salvatore Burrafato, si è mostrato cauto: "La nostra disponibilità ad ascoltare il progetto di Cimino non vuol dire aver dato disco verde ma avere a cuore lo sviluppo del territorio, anche attraverso questo piano. Ma noi speriamo che Fiat non vada via".
Alla Fiom il "piano" di Simone Cimino non ci piace. "Il progetto del finanziere Simone Cimino non ci piace e non ci interessa. Il sindaco Salvatore Burrafato ha sbagliato a concedere il municipio per la presentazione di una iniziativa che non rappresenta sicuramente la soluzione per lo stabilimento della Fiat di Termini Imerese". Così il segretario territoriale della Fiom, Roberto Mastrosimone (nella foto), commentando il progetto di Cimino. "Ci rammarica che il sindaco abbia prestato il fianco a Cimino, contro cui non abbiamo nulla ma che non è un nostro interlocutore - ha aggiunto Mastrosimone -. Se vuole investire a Termini Imerese lo faccia pure, ma non pensi di potere rappresentare l'alternativa alla Fiat. Il sindacato attende la riunione al ministero dello Sviluppo in programma il 5 marzo. Il nostro interlocutore è la Fiat e siamo disposti a valutare solo proposte che arrivano dai grandi gruppi produttori di automobili. Cimino non può inventarsi dall'oggi al domani un produttore di auto, il suo progetto al limite può essere aggiuntivo visto che riguarda la produzione di auto di nuova generazione e che quindi non può sostituire nell'immediato un gruppo come il Lingotto". "Finora abbiamo collaborato con il sindaco di Termini Imerese ma ci ha molto sorpreso sapere che stamattina (ieri mattina per chi legge, ndr) proprio lui ha introdotto al municipio la presentazione del progetto di Cimino", ha concluso Mastrosimone. [Informazioni tratte da ANSA, La Siciliaweb.it]

Sole di Sicilia e private equity di Cape mettono in moto l’auto elettrica
di Andrea Naselli  (www.economiasicilia.com, 19 febbraio 2010)

Prima di passare in conferenza stampa Simone Cimino, leader del Gruppo finanziario Cape e presidente di Cape Regione siciliana, è passato dal notaio Livia Coco di Termini Imerese per mettere un tassello importante alla sua architettura dell’auto elettrica a Termini Imerese. Infatti, quasi a testimoniare la sua determinazione sul progetto, dal notaio, il finanziere di Porto Empedocle ha sottoscritto l’aumento di capitale delle 3 società che faranno marciare l’auto elettrica siciliana: Cape Rev, con sede a Termini Imerese, con un capitale sociale sottoscritto di 10 milioni di euro; Cr.Moss (CR Mobiilty solution Systems) con sede a Termini con un capitale sociale di 5 milioni di euro ed infine la CR CHARG.ING (CR Charing solar Infrastruttures) con sede a Catania con un capitale sociale di 5 milioni di euro.
Ma si tratta, però, solo dell’antipasto. Il progetto, nel suo complesso, infatti, prevede un investimento complessivo a medio termine di 940 milioni di euro. Serviranno per realizzare uno stabilimento in grado di produrre 30.000 auto elettriche l’anno, con il primo step, e 60.000 l’anno con il secondo step. Ma anche una rete di ben 2000 centraline per il rifornimento dell’energia in tutta la Sicilia con annessa dotazione di pannelli solari. Un progetto che, a regime, potrà dare lavoro a 3.500 persone.
La fase di start up del progetto è in programma a partire dalla prossima primavera mentre il completamento della prima fase (inerente le tre società) è previsto per il mese di giugno 2011. "Sunny car in a sunny region", questo il nome del progetto auto elettrica targato Cape.

"Mai come adesso - spiega Cape -, nel momento in cui dall’Unione Europea sembra provenire una forte spinta allo sviluppo dei motori a emissioni zero, l’idea di produrre in Sicilia vetture senza benzina pare tutt’altro che utopistica. A Bruxelles il momento sembra propizio. La Spagna è interessata all’avvio di una strategia comune per lo sviluppo del mercato di veicoli elettrici. Antonio Tajani, commissario all’Industria, l’ha definita 'un’idea intelligente che punta sull’innovazione, che fa collaborare impresa e università'".
Insomma, Cimino, butta il cuore oltre l’ostacolo e parla di Termini Imerese come il futuro polo dell’auto elettrica siciliana. Niente componentistica che viene da fuori e un contratto con un partner industriale come l’indiana Reva ritenuto leader mondiale nella produzione dell’auto elettrica e con cui Cape ha già firmato un memorandum di intesa con il quale ha ottenuto l’esclusiva per produrre e distribuire i suoi veicoli in tutto il Mediterraneo
A partire per prima, secondo il piano industriale di Cape, che su questo progetto farà convergere, una volta avviato, oltre che l’investimento di Cape Sicilia, anche quello di partner industriali e finanziari, sarà la realizzazione della rete di centraline, condizione indispensabile per l’auto elettrica. Si partirà già a fine aprile con un investimento previsto in 400 milioni di euro che la CR.CHARG.ING, utilizzerà occupando 2000 persone in tutta la Sicilia. Altri 130-140 milioni di euro saranno necessari successivamente per CR.MO.SS di cui il 25% di fondi propri ed il resto di fondi statali ed europei per la ricerca. Per la realizzazione dello stabilimento, che si compone di due diversi moduli da 30 mila auto l’anno, saranno necessari 200 milioni per modulo e qui ovviamente vi sarà l’intervento dei partner industriali e di altri soci finanziatori che convergeranno via via nell’investimento.
"Noi"
, afferma risolutamente Cimino, "andremo avanti indipendentemente dallo sbocco che avrà la vicenda Fiat". E per lo stabilimento? "Nessun problema", assicura il presidente dell’Asi di Palermo, Alessandro Albanese, "è già pronta un’area di 5 ettari che è a disposizione di questo progetto".

Il piano Cape prevede la produzione di una gamma di auto il cui costo potrà variare da 5 mila a 25 mila euro. "Il costo del rifornimento - assicura Antonio Mazzara Ceo - del progetto siciliano sarà di appena un centesimo a chilometro a fronte dei 15 centesimi di un’auto a benzina. E in quanto alla rete essa costituirà un vantaggio non solo per gli attori del progetto ma per tutto il territorio per l’indotto che genererà". Per quanto riguarda il sistema di ricarica, l’auto elettrica potrà avvalersi del sistema brevettato "fast charge" (ricarica veloce, 15 minuti). La massima velocità di percorrenza dei veicoli al momento è di 130 km/h, con autonomia di 200 km. "La Sicilia - afferma Cimino - condensa una serie di plus: la massa critica di 5 milioni di abitanti e 18 milioni di turisti all’anno in un’area chiusa quale è per definizione un’isola, l’elevato livello di insolazione durante tutto l’anno tale da garantire la capacità di accumulare energia pulita per la ricarica delle batterie veicolari, la disponibilità di competenze nel settore automotive e dell’elettronica. Per questa via, potremmo dare risposta alla crisi di Termini Imerese e assegnare alla Sicilia un ruolo di battistrada per un nuovo modello di sviluppo. È un’idea in grado di portare nuovi stimoli all’Isola e renderla, non solo la prima infrastruttura europea su larga scala, ma anche un laboratorio privilegiato per la ricerca in questo campo".

Diversa la mission delle tre newco. CAPE R.E.V. (stima numero occupati diretti 1000 unità) si occuperà della ricerca, lo sviluppo, l’ingegnerizzazione, la produzione, la vendita nell’area mediterranea e l’assistenza post vendita di mezzi di trasporto a due e quattro ruote per persone e cose ad alimentazione totalmente elettrica; CR MO.S.S. (stima numero occupati diretti 400 unità) si occuperà della ricerca, lo sviluppo, l’ingegnerizzazione, la produzione e vendita su scala globale di sistemi di raccolta, accumulazione ed erogazione di energia solare ed ibrida rinnovabile, nonché di sistemi di finanza al consumo di energie rinnovabili per fini di mobilità di persone e cose idonee ad un uso strutturale dell’auto elettrica come "nuovo modello di mobilità sostenibile"; CR CHARG.ING, con sede a Catania (stima numero occupati diretti 2000 unità) sarà preposta allo sviluppo, all’implementazione e alla gestione per singola area siciliana di riferimento di una rete di stazioni a pannelli solari posizionate in aree urbane ed extraurbane.

 

 

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19 febbraio 2010
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